`Chris Forsyth, Chris Heenan´

Autore disco:

Chris Forsyth & Chris Heenan

Etichetta:

Reify (USA)

Link:

www.reifyrecordings.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2004

Titoli:

1) I am not a technologist 2) I listen 3) I ask questions 4) I listen more 5) I begin to understand 6) I like the way you use language

Durata:

57:45

Con:

Chris Forsyth, Chris Heenan

buono

x Alfredo Rastelli

Prima collaborazione, se non andiamo errati, tra i due Chris, Forsyth e Heenan, musicisti molto attivi nel circuito dell’improvvisazione; il primo, chitarrista newyorkese e membro dei PSI, il secondo, sassofonista/clarinettista di base a Los Angeles, entrambi, con mille collaborazioni alle spalle insieme ai maggiori esponenti del settore. Di stanza a Los Angeles è anche l’etichetta che immortala questo incontro, la Reify, che ha all’attivo appena una manciata di pubblicazioni ma che si mostra già meritevole di attenzione. Il territorio su cui si incontrano i due è quello, solito per loro, dell’impro e della musica sperimentale. Forsyth maneggia la sua chitarra utilizzando il meno possibile le corde, cercando piuttosto di lavorare su jacks, picks ed effetti digitali vari, Heenan, di par suo, segue la scuola più avant del jazz, soffiando nel clarinetto e nel sax nel modo meno umano possibile, e quindi alla maniera dei nmperign, giusto per fare un nome. Suonano secchi e senza orpelli, rumorosi e disturbanti; in mezzo a tutto questo ci sono silenzi (pochi), stridori, suoni metallici, nebulose sonore, tessuti industriali, sbuffi e note strozzate. Tutta roba che abbiamo ascoltato e che ci piace sempre ascoltare, soprattutto quando è proposta in modo così convincente come in questa occasione, in particolar modo quando, in alcuni momenti, vediI Listen More e I Begin To Understand, se ne escono con numeri di alta scuola. In questi frangenti, infatti, riconoscibili barlumi di sonorità portano a momenti più digeribili ma anche più piacevoli: Forsyth torna ad accarezzare le corde della chitarra prodigandosi in blues distorti e trasfigurati mentre Heenan suona il sax come un degno free-jazzman europeo. Situazioni, queste appena descritte, che dimostrano che, se vogliono, questi due signori sono capaci anche di sciorinare quella giusta dose di accessibilità in grado di fargli compiere il definitivo salto di qualità.


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Data Recensione: 11/6/2004

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