`Radìs´ // `22:22´ // `Diario Acustico´

Autore disco:

Andrea Lepri // Matteo Allodoli // Aldo Becca

Etichetta:

Palustre (I)

Link:

www.myspace.com/palustre

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2007

Titoli:

1) Al Mi Radis 2) Seconda Primavera 3) Valavalà 4) Branco di Pecoroni 5) In Attesa 6) Sabia 7) Le Scorte... 8) Brano di Successo 9) Viòl di Pinsìr 10) The Lamb // 1) La Trottola 2) Oleandro e Viscido 3) Interferenza Breve 4) Intervallo (Una Cartolina) 5) Fra Mille Sigarette 6) Dove, non sono che una goccia (notte)... Fatuo Et Palustre (Mattina) 7) Intervallo (Primi Raggi di Marzo) 8) La Veglia 28-1-05 9) Nella Vasca 10) A Mio Padre // 1) Colonna corinzia 2) Articamente 3) La Bibbia non 4) Machinina 5) Ah! Una visione dopo caffè 6) Suonala ancora 7) I giorni di luglio 8) Andalusia (Oh! Animal)

Durata:

43:32 // 39:59 // 27:27

Con:

Andrea Lepri, Aldo Becca, Francesco Plazzi, Pepo, Ciro Montanari, Francesco Ricci, Davide Garattoni, Jenny Burnazzi, Barbara Mazzotti, Lo Straniero, Matteo Maregatti // Matteo Allodoli, Ciro Montanari, Aldo Becca, Giacomo Lavatura // Aldo Becca, Matteo Allodoli

belle canzoni in belle confezioni

x Matteo Uggeri

Innanzitutto spiego perchè questa decisione di eleggere a nostro Top questa tripletta di dischi. In primis, ne voglio premiare il progetto: per chi di voi non ha avuto l`occasione di vedere e tenere tra le mani i dischetti in questione, risulta forse difficile poterne dare una esaustiva descrizione, come del resto è difficile descrivere anche la musica - qualunque musica: lì però, quando si ha a che fare con le note, ci vengono in soccorso, volenti o nolenti, generi, sottogeneri e paragoni con altri musicisti. Ci proviamo lo stesso: si tratta di tre confezioni in cartoncino rigido, stampate e costruite in modo tale che, quando richiuse, hanno la stessa forma e dimensione di normali packaging in formato CD; aperti, prendono la forma di sagome umane, dove il dischetto resta infilato sotto le `braccia`, come a fare da camicia. Le figure sono disegnate a carboncino, in sfumature di grigi, mentre i dischetti sono colorati (uno rosso, uno blu, uno giallo). Non ci avete capito nulla? Me lo aspettavo, e immagino anche che la foto qui sotto forse non aiuterà molto... spero solo che vi possa capitare di vedere questi CD direttamente (purtroppo si ordinano solo dal sito della Palustre, l`etichetta che li pubblica, e questo è un paradosso non da poco).
Certo `ugly things come in nice packages`, quindi il sospetto che una confezione molto bella e curata non sia altro che il make up di un prodotto scadente c`è, ma permane finchè non la si apre e si infila uno dei dischetti nel lettore.
Andiamo con ordine, e ascoltiamo Andrea Lepri, già collaboratore del più che celebre Gianni Maroccolo (C.S.I, P.G.R...) cantautaore coraggioso che osa infilare in questo suo primo lavoro solista canzoni in un dialetto ravennate, per me incomprensibile nonostante le mie radici in Emila-Romagna, ma di sicuro impatto. A brani come questa citata Al mi radìs, si susseguono canzoni più convenzionali quali Valà valà , con il suo ritornello appiccicoso, strumentali delicatissimi (In attesa), amare riflessioni intrise di ironia (Branco di pecoroni) e tuffi nella canzone popolare (Sabia, arricchita dal controcanto femminile di Barbara Mazzotti). Oltre a quest`ultima, nel disco troviamo molti altri collaboratori, e quindi parecchi altri strumenti (dalle tablas al didgeridoo, dalla tampura ai sintetizzaotri), per un insieme al tempo stesso complesso ma sempre equilibrato e mai sovraccarico, dove la bella voce di Andrea (forse a tratti troppo enfatica) non sempre è in primo piano. Grande merito questo per un ambito, quello cantautorale, dove troppo spesso la voce tende a sommergere tutto il resto.
Ritroviamo questa più che positiva caratteristica nel secondo disco del lotto, “22:22” di Matteo Allodoli, certo più minimale di quello del compare, con pochi sodali e solo chitarra acustica, piano e poco altro, a costruire un`insieme soffuso, criptico, da ascoltare di notte, a basso volume. Anche qui non manca l`ironia e non manca una certa classe, che emerge soprattutto nel bizzarro finale di Anticamente, nella cabarettistica La Bibbia non (“...è dicembre, è arrivato il Natale e la Bibbia non fa male”) ed infine nella godibilissima I giorni di Luglio.
Presenza comune in tutto il terzetto è Aldo Becca, che compare in entrambi i dischi dei colleghi con apporti musicali, cura le grafiche ed i disegni del tutto e firma il terzo dei dischi, “Diario Acustico” o `dei latrati stonati`, come recita l`autoironico sottotitolo. Anche lui come gli altri due si ritrova invece una bella voce che sa usare con parsimonia, unita alla onnipresente chitarra acustica ma qui anche intrecciata a disturbi di matrice un po` più sperimentale (vedi il finale di Interferenza breveo il lo-fi con - veri e canini - latrati di fondo di Fra mille sigarette). Compaionio anche field recordings e riverberi nella cupa e strumentale Dora, non sono che una goccia (notte), cui segue la seconda parte ...fatuo et palustre, con un tetro recitato forse un po` di maniera. Ottimi i brevi strumentali da meno di un minuto, con anche vaghi accenni di elettronica, e sua la canzone per me più emozionante dell`intero lavoro, la commovente La Trottola, da ascoltare sorseggiando vino rosso a litri e fumando sigarette.
Non è semplice dare un giudizio complessivo dei tre dischi, e sciocco forse fare paragoni che difficilmente possono calzare (si potrebbe andare da Conte per arrivare fino a Rino Gaetano, per l`ironia che fa da trait d`union al tutto, oppure passare in territori più recenti, verso i La Crus dei bei tempi), e senza dubbio, trattandosi di opere prime non mancano anche ingenuità e difetti, di cui possiamo segnalare l`inglese dalla pronuncia incerta nella cover di “Lamb” per Lepri, la ghost track in reverse di Allodola, il troppo insistito refrain de La veglia per Becca, ma si tratta di peccani veniali se inseriti nel contesto di un'opera che è un trittico valido dal punto di vista progettuale, grafico, testuale, musicale e, non dimentichiamolo, zoologico. Perchè zoologico? Date un`occhiata ai cognomi dei tre i questione ed ai disegnini che li accompagnano sulle copertine. Ci sarebbe da chiedere il permesso di dare un`occhiata alle loro rispettive carte d`identità per avere prova che non ci stanno prendendo in giro. Ma anche in tal caso, sarebbe solo l`ennesima divertente trovata di Palustre.


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 21/12/2007

`Eight Pieces For The Buchla 100 Series´  

`Katacombe Vol. 3´  

`In Vivo´  

`2013 – 2021 dal diario di Luigi La Rocca, Cittadino´  

`A Secret Code´ // `Echolocation´  

`Avvolgistanti´  

`Elements´  

`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  

`Kora´  

`Over The Ridge´  

`Nut´  

`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  

`Transmitter´  

`Fernweh´  

`Totale!´  

`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´  

`Cirrus´  

`Saca Los Cuernos al Sol´  

`Approximately Grids With A Plan´  

`Eris I Dysnomia´ // Ixtlahuaca´ // ‘Box Of Black´  

`Beats The Plague´  

`Parallelism´  

`Mother Afrika´  

`Non Dweller´ // `Erosion´  

`Music For A Different Room´  

`Thrīe Thrēo Drī ´  

`Reverse Drift / Reverse Charge´  

`An Established Color And Cunning´  

`Postcard From A Trauma´  

`Notturno´  

‘Nova esperanto (l’album perduto del 2006)´  

`Duo Sutera Novali´  

`Absum´  

`Convex Mirrors´  

`Township Nocturne´  

`Let It Fall´// `Does The Moon Not Dream´  

`Special Adaptations Volume 1´  

`Kranenburg Tree´  

`Nothing´  

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´  

`Bureau´  

`Dawn Ceremony For Dreadful Days´  

`Der Verboten´  

`Two Sing Too Swing´ // `Two Creams Too Scream´  

`Monólogos a Dois´ // `Solo Acoustic Guitar Improvisations I´  

`Jar’a´  

`Altbüron´  

`Microstorie´  

`Sleeping Beauty´