`Addosso! L’Italia non si taglia´

Autore disco:

Autori Vari

Etichetta:

Ribéss Records (I)

Link:

www.ribessrecords.it
www.anpi.it
www.audioglobe.it

Formato:

3 CD

Anno di Pubblicazione:

2011

Titoli:

cd uno: 1) Mano alla bomba 2) Con la guerriglia 3) Mischione 4) Inno individualista 5) Vinni cu’ vinni 6) Song of the criminals (canto dei malfattori) 7) Vendemmia 8) La ballata del Pinelli 9) Mêrdînê 10) Socialismo 11) Per i morti di Reggio Emilia 12) La tempesta 13) Comunisti cattivi / cd cinque: 1) La badogleide 2) Maria 3) Lamento dei mendicanti (live) 4) Catrame 150 5) Carbone 6) Addio addio amore 7) Il galeone 8) Закрой глаза (chiudi gli occhi) 9) Non a caso 10) Racconto di un massacro 11) Battan l’otto 12) Il mio piccolo fazzoletto di deserto fiorito 13) Insicurezza sul lavoro (melogrammatica version) / cd zero: 1) Carne da cannone 2) Il gioco delle parti 3) Caos 4) Ai lati d’Italia (Fratelli d’Italia) 5) Vortici di luce 6) I conti non tornano… (I parte) 7) Come quando fuori piove 8) Sunrising 9) La libertad 10) 24 Giugno 1976 11) Verso fine Aprile 12) I conti non tornano… (II parte) 13) La regola 14) Il peggio del peggio

Durata:

52:09 / 61:36 / 57:44

Con:

cd uno: Daniele Maggioli + Paq / Briacabanda / Folli Folletti Folk / L’Insolito Clan / Grimoon + Rino De Michele feat. Roberto Bartoli / Enrico Farnedi / Banda Dei Disertori / Seyidxan / Redelnoir feat. Alessio Lega / Araba Fenice / La Sezione / Allocchi Emotivi // cd cinque: Francobeat / manzOni / Apocalittici Disintegrati / Bancale / Forestale Val D’Aupa / Santo Barbaro / Matt Elliott / Miss Julicka / Stefano Giaccone + Airportman / Liir Bu Fer feat. Paolo Ottoboni / Morose + Jennifer Jo Oakley / My Dear Killer + The Frozen Fracture / Luisenzaltro / cd zero: Giuseppe Righini / Occhi In Apnea / Revolution / Alfaband / Piet Mondrian / Pane/ Collettivo Ginsberg / Sparkle In Grey / Cuentas Claras / Luca Fiore / Ratafiamm / Pane / I Camillas / Giacomo Toni

un dovere

x e. g. (no ©)

il controllo del pensiero è più importante per i governi liberi e popolari
di quanto lo sia per quelli tirannici e militarizzati
– Noam Chomsky, contenere la minaccia della democrazia



Commento sul sito della Ribéss Records:
Un miracolo piccolo così. Il 150° non poteva essere celebrato in modo più antiretorico, pungente e godurioso. Le cose sono andate così: la sede Anpi di un comune nè carne nè pesce – nello specifico Santarcangelo di Romagna – contatta la Ribéss per curare un benefit per l’Anpi del territorio e le Anpi in generale. Ne esce un progetto pazzerello, a mezzo tra pamphlet e proposta indecente, che chiama i musicisti alle loro armi precipue per lanciare un messaggio al Belpaese assopito dal patriottismo vacanziero e dallo sdegno onde il bell’aere è pregno. Ai gruppi si chiede un tributo di sangue niente male: mettere in stand-by i loro programmi per scrivere o riscrivere un pezzo d’argomento civile, preferibilmente focalizzato sulla storia italiana; il pezzo dev’essere improrogabilmente consegnato entro un mese e mezzo; per quel pezzo non riceveranno l’ombra di un centesimo e i proventi dalla vendita della compilation andranno interamente a sostegno delle attività dell’Anpi. Il progettino viene somministrato a etichette, cantautori e gruppi di stretta conoscenza ma col beneficio del passaparola. Nessun canale promozionale “importante”. La sporulazione è un metodo. Ideologia. Sympathy for the chaos. O la va o la spacca. Risultato? Una brigata di cantautori, gruppi, bande e attori scodella 40 brani perfettamente centrati sulla policentrica materia. Una brigata di artisti votata al sacrificio, che si è affidata a una produzione corale, un bel po’ dispersiva e solo funzionalmente centralistica. Emeriti sconosciuti e indi(e)pendenti di culto, androidi e anarchisti, apocalittici e disintegrati. E se pensi che l’Italietta resti tale anche quando si scaglia contro se stessa, considera che questo progetto ha convinto a imbracciare gli attrezzi del mestiere anche un inglesaccio come Matt Elliott, il curdo Seyidxan, i post-castristi Cuentas Claras e gli zingareschi statunitensi Hazy Loper. E poi la formazione italo-russa di Miss Julicka, quella italo-gallica dei Grimoon, l’ormai gallese Stefano Giaccone. (E non dimentichiamo i gruppi, italiani e stranieri, che hanno aderito entusiasti ma non sono riuscito a lavorare sul pezzo per via della nostra tempistica balorda.) In breve: una truppa di tiratori non scelti ma che hanno scelto, e la loro mira non è in discussione. La compilation? Una sonora massa critica incanalata in tre cd. Poteva finire per essere un hellzapoppin patriottardo in nome del pop sovrano e invece no. Qui ogni tassello ha la sua urgenza. È vero, l’accozzaglia “fa indie”. Nei salottini della bimbo-musica che piace tanto ai radical-chic. Invece una moltitudine varia e organizzata quanto basta fa, semplicemente, l’indipendenza.
Questo progetto è dedicato a tutti i popoli ora&sempre resistenti. Scegli bene il tuo nemico. Ti farà compagnia per tutta la vita.

Commento sul sito dell'ANPI:
Volevamo che questo 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con tutte le polemiche che ha provocato, non passasse senza lasciar segno e pensavamo come poter parlare di patria senza cadere in formule retoriche e di rimembranza nostalgica. PATRIOTI erano quelli del 1861 e pure quelli che dopo il 1943 si sollevarono contro l’occupazione nazifascista… spesso avevan vent’anni o giù di lì… E allora ci è venuto in mente un progetto che ci è sembrato avesse la freschezza dei ventanniogiùdilì, ovvero raccontare, attraverso suoni, musica e parole il presente e le sue contraddizioni con l’ottica di chi la libertà l’ha assaporata dopo una lunga sofferenza. Ai musicisti di nostra conoscenza abbiamo chiesto di: scrivere o riscrivere un pezzo di argomento civile, meglio se centrato sul Risorgimento, la Resistenza o il lavoro; farlo in un mese e mezzo; farlo gratuitamente; farlo senza contare sui proventi dalle vendite dei cd perché saranno interamente devoluti all’Anpi. Non ci saremmo mai aspettati tante adesioni, soprattutto perché il progetto è girato sotterraneo, senza amplificazioni mediatiche, già a ridosso della sua scadenza. E nemmeno ci aspettavamo di ricevere le scuse da parte di alcuni musicisti di fama nazionale e internazionale, che avrebbero voluto essere presenti ma non sarebbero riusciti a rispettare la scadenza del mese e mezzo. Se questa compilation ha visto la luce, in tempo di crisi e in tempi record, è grazie sia alla presa che l’Anpi e i suoi valori tuttora esercitano, sia allo spirito di sacrificio di questi nuovi coscritti volontari.
GRAZIE A TUTTI E BUON ASCOLTO

Commento sul sito di Audioglobe:
Delle 150 candeline eravamo stufi quando ancora erano 149. Produce un certo disagio assistere alriemergere e all’indisturbato prosperare della retorica nazional-populista mentre, tutt’intorno, il paese cade che più in basso non si può. Un nazional-populismo allergico alla memoria e all’indagine del presente. Che raschia il barile delle italicissime pulsioni festaiole per candeggiare le zacchere sempre nuove e sempre più imbarazzanti dal vestitino buono di donn’Italia.
Son tutti patrioti se c’è odore di vacanza. E intanto noi ci chiedevamo quando mai si è cominciati ad essere italiani, nel senso e nelle prerogative e nelle aspirazioni tratteggiate dai «Padri della Patria», alias gli «Eroi del Risorgimento». Ci chiedevamo se nell’ultimo secolo e mezzo fossero più i goal o gli autogoal quelli segnati dall’Italia. Ci chiedevamo anche fino a che punto ognuno di noi fosse disposto a dare effettivamente del proprio anziché reclamare esclusivamente l’altrui, e se potesse tornar buono, a questo scopo, celebrare un piccolo sacrificio collettivo di notevole significato simbolico.
È saltato fuori un progetto. Non di quelli che si somministrano in scioltezza agli enti pubblici. Un progetto massimalista di quelli che all’inizio ti stordiscono come una pallottola di non-sense caricata a delirio. È stato con grande faccia di bronzo che l’abbiamo sparata dritta dritta ai musicisti dei nostri giri personali. Il preambolo al progetto – provocatorio, ma non senza validi agganci alla storia contemporanea e alla cronaca – sollevava dubbi sulle celebri, emblematiche categorie che troppo facilmente diamo per acquisite: dopo 150 compleanni l’Italia è davvero unita, libera, indipendente e sovrana?
Può una ricorrenza puramente numerica (150 è più figo di 107 o di 192) sospendere ogni forma evoluta di critica al presente, specie a questo presente, tanto che se provi a esprimere la tua libera e circostanziata opinione ti buschi pure dell’ingrato menagramo? Eppure vien da sé, ad esempio, chiedere al proprio stato a che punto sono i provvedimenti per contrastare la disoccupazione e contenere il carovita; o come possa l’intransigente rigidità nazionalista convivere coi latrati secessionisti nella stessa coalizione di governo; o come si possano tollerare i tagli ai finanziamenti pubblici all’ANPI “perché tanto i partigiani sono ormai tutti morti”; o cento altre questioni.
Punto per punto, tra un frizzo, un lazzo e un travaso di bile, si sosteneva che il Belpaese non è né unito né libero né indipendente né sovrano: insomma una sòla. Ma sotto la forma del pamphlet, utile a innescare uno straccio di riarmo mentale, il progetto spingeva una proposta decisamente costruttiva: non risolutiva, appena più che puramente simbolica, parecchio azzardata anche, ma indiscutibilmente propositiva. Ai musicisti di nostra conoscenza abbiamo chiesto di: 1) scrivere o reinterpretare un brano di argomento civile, meglio se centrato sul Risorgimento, la Resistenza o il lavoro; 2) farlo in un mese e mezzo; 3) farlo gratis; 4) farlo senza contare sui proventi dalle vendite dei cd perché quelli, signori, saranno tutti devoluti all’ANPI; 5) se possibile, passare il progetto a qualche altro folle.
Non ci saremmo mai aspettati tante adesioni. Mai e poi mai. Soprattutto perché il progetto è girato sotterraneo, senza tromboni mediatici, e praticamente già a ridosso della sua scadenza. Ne è venuta fuori una massiccia compilation irridentista, che ai volatili ritorni di orgoglio patrio risponde con una sana scosserella anarcoide. 40 bordate di musica. In memoria del futuro. R’esistiamo! Rifacciamo la musica e poi gli italiani! Barricate, agguati, sabotaggi: dai che stavolta l'Italia si fa per davvero! Caricare la Resistenza! Baionette! À l’abordage! Anche queste eloquenti frasette vengono dagli artisti che hanno partecipato al progetto, come pure il titolo e i sottotitoli della compilation.
Se questo lavoro ha visto la luce, in tempo di crisi e in tempi record, è grazie sia alla presa che l’ANPI e i suoi valori tuttora esercitano, sia alla disponibilità, la passione e lo spirito di sacrificio di questi nuovi coscritti volontari.

Commento del recensore:
se da 150 anni di storia scartiamo il marcio e tratteniamo il buono, ne esce fuori un’Italia viva, nonostante le sue mille contraddizioni, anche adesso che è entrata in stato di quasi coma con l'avvento della ciofecosa seconda repubblica.
Nei tre CD, dal punto di vista strettamente musicale, c'è chi osa di più e chi osa di meno, chi riprende e chi crea ex-novo, chi adatta e chi si adatta....
ma sia come sia il nostro consiglio non può essere che questo: comprare questa raccolta è un dovere, può aiutare quest'Italia a risorgere....
Ma non limitatevi al minimo necessario, compratene 1-2-3-4-5 copie, ascoltatelo e fatelo ascoltare, regalatelo e diffondetelo come fanno i Testimoni di Geova con i loro dépliant.


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Data Recensione: 23/1/2012
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