`Chapter #01 Amphetamine´

Autore disco:

Stefano Ferrian's dE-NOIZE Project

Etichetta:

dE-N Records (?)

Link:

dsoldarini.wordpress.com
stefanoferrian.wordpress.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2011

Titoli:

1) Chapter #01 Amphetamine - loss of appetite (00:00 - 02:40) - tachycardia (02:40 - 03:18) - hypertension (03:18 - 06:52) - hallucinations (06:52 - 08:48) - paranoid psychosis (08:48 - 10:38)

Durata:

10:38

Con:

Stefano Ferrian, Davide Soldarini

tre giudizi per un opera triforme

x Matteo Uggeri

Impossibile giudicare un prodotto come questo solo dal punto di vista musicale, dato che il primo impatto è sull’artwork dal packaging originale, bello e graficamente impeccabile. Una volta capito come estrarre il CD dalla confezione (non è immediatissima la faccenda) poi si può anche sguinzagliare le orecchie dietro alla musica, ma prima sono gli occhi e le mani a godere di questo cartoncino rigido grigio con inserti in arancione e rilievi argentati. Nell’epoca degli mp3 la cosa non è da sottovalutare (peraltro l’unica lunga traccia del disco è disponibile anche gratuitamente su Archive.org).
La musica non costituisce certo una delusione, con il suo sax predominante su fraseggi tra il jazz più free (ma senza dimenticare anche stralci di rasserenata melodicità), screzi no-wave inaspettati, con tanto di voci malate che potrebbero far venire in mente i Mr.Bungle o deliri da Residents, più composte cadenze sperimentali vicine forse ai lavori di Trapist e simili, dissonanze chitarristiche forse un poco autoindulgenti.
Nel complesso un condensato di creatività in soli 10 validissimi minuti, che reggerebbe da solo senza il terzo dei succitati aspetti, ossia il ‘concept’ dietro a tutto questo: “Stefano Ferrian’s dE-NOIZE is a sort of solo project free from every musical inhibition, genres or mental pattern. It’s like a musical puzzle focused on human addictions, especially to drugs. Every release will be one piece of the puzzle that it is supposed to be endless.
Every release will be unique but inevitably connected to the next one by the main concept of the series. Drugs addiction will just be a metaphor of a bigger concept based upon the human inclination to slavery in all its form.”
Rispetto ai primi due punti, mi perdoni l’autore, questo mi pare necessariamente il più debole, dove le parole tolgono anziché aggiungere ad un oggetto musicale e grafico di per sé completo e già valido, senza doverlo ‘giustificare’ con dichiarazioni di difficile realizzazione, quali appunto una presunta (ma forse inarrivabile per chiunque) ‘libertà da ogni inibizione musicale’. Rispetto al tema della droga invece può essere interessante il ‘percorso sonoro’ che ricalcherebbe le fasi della dipendenza da anfetamine (mai provate dal sottoscritto purtroppo, quindi non so quanto ‘renda’).
Ad ogni modo, considerato anche il prezzo più che onesto (5€), questo è un disco da avere.


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Data Recensione: 6/6/2012
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