`I know when it’s time to get the fuck away´ // `The golden undertow´

Autore disco:

Rella the Woodcutter

Etichetta:

Boring Machines (I)

Link:

www.rethwo.tk

Formato:

CD // LP

Anno di Pubblicazione:

2011 // 2012

Titoli:

1) Apocryphal 2) Are you expire? 3) Coward 4) Bodies 5) Wrong affection // 1) Dead star 2) Bonobo 3) A forest journey 4) Black universe 5) My ship 6) Leave your home 7) Inside gratitude 8) Five 9) The golen undertow 10) Drugtime family

Durata:

21:29 // 33:39

Con:

Rella, The woodcutter alliance

Una coraggiosa scommessa che andava fatta

x Daniele Guasco

Era l’ora che qualcuno scommettese su Rella the woodcutter, cantautore milanese che in un tempo lontano suonava la batteria negli As a commodore, e che da anni propone la sua musica attraverso splendidi concerti e un gran numero di autoproduzioni e cdr dalla distribuzione giacobina nelle quali passava con tranquillità dal classico folk all’americana (come la bellissima Jesus whorehouse blues degli esordi) a interessanti esperimenti più sperimentali (come il fantastico trittico di cdr strumentali autoprodotti).
A fare la scommessa è Onga, che con la Boring machines ha pubblicato negli ultimi anni alcuni dei migliori dischi italiani e non solo, dando alle stampe nel giro di pochi mesi l’ep “I know when it’s time to get the fuck away” su cd e “The golden undertow” su Lp limitato a trecento copie, oltre a uno split su 7” che vede Rella affiancato da My dear killer.
Il primo di questi inizia mostrando il Rella più elettrico, accompagnato dalla Woodcutter alliance (ossia i musicisti che normalmente lo accompagnano dal vivo). Dopo l’acida e rumorosa introduzione, il cd si sposta verso un cantautorato degno di grandi nomi del calibro di Bonnie prince Billy e Smog. I paragoni però si rivelano abbastanza inutili, la proposta di Rella non ne ha bisogno, per profondità, cura ed intensità. È sufficiente ascoltare Coward, essenziale e adagiata su un semplice arpeggio colpisce per la sua forza emotiva e per l’ottima interpretazione, o il blues in asfissia della seguente Bodies arrivando alla conclusiva, meravigliosa cavalcata psichedelica Wrong affection, una corsa bizzarra e imprevedibile che lascia totalmente senza fiato, mostrando anche il lato più sperimentale della proposta di Rella.
Se “I know when it’s time to get the fuck away” era un ottimo antipasto, la portata principale arriva con “The golden undertow”. Mi risulta impossibile non adorare alla follia questo disco a partire dall’iniziale Dead star, breve e struggente canzone basta su una chitarra essenziale e sull’efficacia del canto.
Proponendo episodi di solenne delicatezza come la splendida A forest journey e brevi intermezzi bucolici (Leave your home ) e arrivando fino al blues psichedelico della conclusiva Drugtime family, Rella compone un disco meraviglioso, intimo e profondo, ed è davvero un peccato che sia disponibile in sole trecento copie, perché questa è musica che potrebbe scaldare anche il più freddo dei cuori, potrebbe commuovere anche gli animi più insensibili.
Quella fatta dalla Boring machines con Rella the woodcutter è una bella scommessa che andava assolutamente fatta. Fa piacere sapere che, come per Bob Corn, uno dei migliori folksinger moderni ha la mia stessa cittadinanza scritta sulla carta d’identità, e ascoltare dischi simili è semplicemente una gioia per il mio cuore e per il mio spirito.


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Data Recensione: 30/12/2012
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