`Cane di schiena´

Autore disco:

Calomito

Etichetta:

Megaplomb (I)

Link:

www.megaplomb.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2011

Titoli:

1) Bella Lee 2) Parliamone 3) Infraditi 4) Fungo 5) Cane di schiena 6) Pappa irreale 7) Antenna 8) Klez 9) Max Dembo

Durata:

53:39

Con:

Filippo Cantarella, Nando Magni, Nicola Magri, Marco Ravera, Tommaso Rolando, Cosimo Francavilla, Antonio Carletti

della maturità…..?

x e. g. (no ©)

Sono uno di quelli che, 6 anni fa, s’erano innamorati del primo disco dei Calomito, quell’“Inaudito” che Sergio Eletto recensì più che positivamente su questa no-zine. Avevo comprato il disco nel negozio sotto casa dopo che, varcatane la porta d’ingresso, avevo assaporato pochi secondi di quella musica al momento in programma nel loro lettore CD. È quindi con immenso piacere che mi vedo arrivare nella cassetta postale una copia promozionale del loro secondo disco targato Calomito, ma….
La formazione del gruppo appare largamente rimaneggiata, con i soli Cantarella e Rolando a tener duro, e scompaiono dal parco strumenti sia il sax sia il pianoforte elettrico, mentre si aggiunge il trombone. Il disco, rispetto al suo predecessore, è meno schizzato e più logico, soffermandosi intorno ad un nocciolo jazz-rock elettrico e progressive e perdendo in buona parte tutte le contaminazioni di radice etnica. Megaplomb lo presenta nella press sheet come «…un notevole passo avanti rispetto al primo album…» e, di conseguenza, come un disco più maturo. Mi trovo d’accordo solo in parte, è infatti indubbio negare che questo cane (seppur visto di schiena) ha il passo più lungo del bruco che faceva cù cù dalla copertina di “Inaudito”, ma è altrettanto indubbio che spesso l’allievo che consegue la maturità dopo cinque anni di estenuanti sacrifici è creativamente regredito rispetto allo scalzacane che si era presentato intimorito all’appuntamento con il primo giorno del primo anno di scuola. Tutto questo per dire che “Cane di schiena” è un bel disco, non è facile trovarne di simile risma, ma “Inaudito” era tutta un’altra cosa.


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Data Recensione: 22/2/2012
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