`Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami´ // `Global Ancient Atmosphere´ // `Venerdì 30 Settembre 2005 – Teatro Ariosto´

Autore disco:

Keiji Haino

Etichetta:

Psf (J) // Psf (J) // I Teatri - Reggio Emilia (I)

Link:

www.psfmm.com
www.psfrecords.com
www.iteatri.re.it

Formato:

CD // CD // Concerto

Anno di Pubblicazione:

2005

Titoli:

1-4) senza titolo // 1) A Warning And A Request No. 1 2) A Warning And A Request No. 2 3) A Warning And A Request No. 3 4) A Warning And A Request No. 4 5) A Warning And A Request No. 5 6) A Warning And A Request No. 6 7) A Warning And A Request No. 7 8) A Warning And A Request No. 8 9) A Warning And A Request No. 9 // 1) Una lunga suite che conteneva vari brani, fra i quali Here e Satisfaction

Durata:

61:28 // 53:54 // 40-50 minuti ca.

Con:

Keiji Haino

theremin, batteria e la prova del palco

e. g. (no ©)

Prima di tutto un ‘mea culpa’. Alcuni lettori hanno scritto a proposito del trattamento, secondo loro ‘troppo positivo’, riservato al doppio CD “Black Blues”. Sostengono che si tratta di un disco formale, eccessivamente calcolato e sfornito di quella libertà che da sempre caratterizza le realizzazioni migliori del giapponese. Devo prendere atto di queste valutazioni, essenzialmente corrette, e addebitare la mia nonchalance alla fretta di recensire il disco, alla stima che nutro nei confronti del musicista ed alla suggestione della formula - due CD con gli stessi brani proposti in forma carezzevole e granitica - che riuscì ad intrigarmi in modo eccessivo. Se è arduo giudicare i clichè degli altri è ancor più difficile sfuggire ai propri.
È dunque con i piedi di piombo che mi sono avvicinato a “Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami”, anche perché era stato annunciato come un disco di solo theremin digitale e mi aspettavo una interminabile sequela di insopportabili fischi. In realtà si tratta di un disco esclusivamente elettronico nel quale, accanto al theremin, vengono utilizzati anche dei sintetizzatori. È un disco molto bello, seppure niente affatto innovativo, nel quale la storia va parzialmente a braccetto con la realtà del presente e che il musicista giapponese, nonostante qualche calo di temperatura dovuto a scivoloni verso amenità progressive e space, riesce a qualificare con un ardore e una poetica affatto personali. Particolarmente riuscita è la lunga quarta pista (sui ventotto minuti) che, dopo il mood ‘paesaggisticamente’ alieno delle prime tre, riassesta parzialmente gli equilibri in direzione di una logica più terrena.
Pone meno problemi la recensione del più recente “Global Ancient Atmosphere”, dal momento che, essendo un disco di soli strumenti a percussione, sfoltisce già in partenza il numero degli interessati all’acquisto. Keiji Haino non è nuovo a questo tipo di approccio alla composizione musicale - si ricorda il video di un concerto basato sull’utilizzo di piccoli gong e/o cimbali (ma anche in “Tenshi No Gijinka” veniva fatto un largo uso di tali strumenti) – anche se è la prima volta che si cimenta in solitudine con quel tipico kit chiamato batteria (altrimenti lo aveva già fatto in “Origin’s Hesitation” dei Fushitsusha). Il risultato è dignitoso, per quanto il terreno è scivoloso, ma pure va considerato questo esperimento all’interno di un percorso relativo al musicista, e alla sua capacità non comune di proporre una poetica sostanzialmente personale indipendentemente dal tipo di strumentazione che ha a disposizione, evitando accuratamente ogni confronto con quei mostri sacri dello strumento che, ormai da decenni, vi hanno concentrato la loro attenzione, i loro studi e la loro pratica.
La vera novità a proposito di Keiji Haino è però rappresentata dai concerti italiani, dal momento che in precedenza non si era mai presentato sui nostri palchi per una verifica reale su quella consistenza concertistica di cui s'è narrato da sempre. Musicalmente non vi sono state novità e l’impostazione del concerto si è rivelata come un qualcosa di strettamente antologico ed enciclopedico. Nella fase iniziale il musicista si è limitato a stratificare dei loop di chitarra, poi ha scatenato una tempesta noise talmente voluminosa da far sembrare il teatro come un jet sul punto di decollare (ma con un'incredibile trasparenza di quell'ammasso sonoro, tanto che rimaneva nitida la stratificazione e l’intersecarsecazione di suoni e risonanze), successivamente si è spostato al tavolo dove si trovavano theremin e batteria elettronica, per tornare infine alla chitarra, sulla quale ha alternato momenti più soffusi, utilizzando anche la voce, con momenti più corposi, riproponendo brani di repertorio come Here e Satisfaction, e ricucendo il tutto con un assolo in classico stile hard-rock-blues. Ma chiunque, nonostante l’estrema bontà della performance, uscendo dal Teatro Ariosto di Reggio Emilia poteva affermare di avere visto concerti migliori di questo. Più che il materiale proposto hanno colpito le cuciture fra le varie sezioni, come il secco e ferino passaggio fra gli iniziali giochi di loop e la micidiale sinfonia noise, o come quello fra quest'ultima e l’esibizione al theremin, senza che si creasse il minimo spazio vuoto, nemmeno quel tanto da lasciar passare una lama di coltello. La presenza di Haino Keiji sul palco è indubbiamente carismatica, è come la danza di uno sciamano dagli scatti repentini che, in virtù del suo ascendente, è riuscito a farmi digerire anche i sibili del theremin. E pure credo che possa infastidire la sua misantropia o quell’atteggiamento, indubbiamente kitsch, da samurai decaduto. Probabilmente sono dovute a ciò, più che alla musica, le poche espressioni di diniego da parte di un pubblico meno numeroso del previsto (il teatro, nonostante la statura del musicista e nonostante questi fossero i suoi primi concerti italiani, non era affatto pieno). Un piccolo gruppo davanti a me se la rideva di gusto, e lo ‘scandalo’ non stava tanto in quell’ilarità quanto nel fatto che non era comprensibile quale motivo la scatenasse, mentre in un momento particolarmente flebile ho sentito partire anche un colpo di coglione.
Pensate che le fratture del Commodoro Perry e di Hiroshima siano davvero materia superata?


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 18/1/2006
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2006 ...

`v3´  

`Looping I-VI (and other assorted love songs)´  

`Singles. Period.´  

`Exkursion´  

`Triste´  

`Conceal´  

`Lumottu Karkkipurkki´ // `Kellari Juniversumi (reprint)’  

`Status´  

`Crown Of Marches´ // `Horse Frenzy´  

`Ridin' The Stang´  

`Folk Roots, New Routes´ // `Folk, Blues & Beyond…´ // `Rock On´  

`Axel Dörner & Robin Hayward´ // `Activity Center & Phil Minton´  

`Soundtrack Stories´  

`Dishoek´  

`HHHH´  

`7 Million´  

`Voice In The Wilderness: Dissenting Soundscapes And Songs Of G. W.’s America´  

`The Way Of The Animal Powers´ // `Growing & Mark Evan Burden´  

`Vol 4´ // `Greatest Hits´ // `Fear The Windows´  

`Nomis´  

`Big Ears – Fitzgerald’s Manifesto´  

`Small Explosions that are yours to keep´ // `Norden´  

`Musica onirica per film immaginari´  

`Longitude / Cratere´  

`Myrninerest´  

`Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami´ // `Global Ancient Atmosphere´ // `Venerdì 30 Settembre 2005 – Teatro Ariosto´  

`L’Ange´  

`Frame´  

`Oggi ho indossato la tua mancanza´  

`Essence of 3EEM´  

`Pneuma´ // `Solo Voce´ // `Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing´  

`AnteNata´  

`Steppers+´  

`Flowers You Can Eat´  

`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´  

`Spring Estuary´  

`Le baptême de la solitude´ // `Free For(m) Rimbaud´ // `Platessa´  

`Lay Your Soul Bare´  

`Dalbukki´ // `White Room´  

`The Anabaptist Loop´  

`Psicopatologia del Serial Killer´  

`Before and After Dinner´  

`Healing Memories And Other Scattering Times´ // `Invisible Pyramid: Elegy Box´  

`Filament Box´  

`Angles Of Repose´ // `The Eleventh Hour´  

`Blackwhitemusic´  

`Osci´  

`Krško - Valencia´  

`Pelt´ // `Catonapotato´ // `The Naive Shaman´  

`[mezza luna piena]´  

`Kiss the light goodbye´  

`Uncolored (swing'n'pop around rose)´  

`Just Before Dawn´  

`A M.B. Iehn Tale´  

`A Year Of The Aural Gauge Operation´  

`Emerald Stars´  

`The Unsaid Words´  

`A Delay Is Better´ // `Skymother Mountain´  

`Instorments´  

`III´  

`Baggerboot´  

`Farewell Aldebaran´  

`Aube Reworks Stefano Gentile´  

`Every Still Day´  

`Essays On Radio: Can I Have 2 Minutes Of Your Time´  

`Automatic Guerrini´ // `Unclocked´  

`Rex Xhu Ping´  

`Somelove´  

`Memento Rumori´  

`Rhythmajik´  

`Pour un pianiste (1973 – 1974)´  

`Simulando un Refugio´  

`Kill The Vultures´  

`B-interrail´  

`Trans-Sister Radio´  

`Swimming In It´  

`Echran´  

`Wander (Beequeen)´  

`The Tail Of The Tiger´  

`Dark Skies At Noon´  

`Scatole Sonore – 1 dicembre 2005´ // `Scatole Sonore – 5 gennaio 2006´  

`Paquet Surprise´  

`Dis_Patched´  

`For birds, planes & cello (a continuous field recording with cello)´  

`Everyone Alive Wants Answers´  

`Uotha´  

`Mini Dakedo Demo Album´  

`Sisyphus´  

`White Rooms´  

`Resonant Objects´  

`Very Rec´ // `This is Stunt Rock Vol. 3´  

`The Circle Is Not Round´  

`Tapestries´  

`Rebuilding Pantaleone’s Tree´  

`The Golden Morning Breaks´  

`Reveal'd To None As Yet - An Expedience To Utterly Vanish Consciousness While Still Alive´ //`PSF & Alchemy (20th Anniversary Live)´  

`Going Round In Serpentines´  

`The Quality Of Something Audible´  

`Before The Libretto´  

`Hex: Or Printing In The Infernal Method´  

`Electric Violence´  

`Sanhedolin´ // `Tokyo Flashback 5´  

`Sihl´  

`Arche-Lymb´  

`L’après, l’(a)-Dieu (40mt, under)´  

`The Ape Of Naples´  

`Contrappunti´ // `Cantina Tapes´  

`Februar´  

`Fugues´ // `Broken Wings Lead Arms To The Sun´  

`... A Gift for ... (°!°)´  

`Valve Division´ // `Piano Solo´  

`Common Chord´  

`Bias’  

`Paesaggi di Libero Ascolto´  

`Kaikkeuden Kauneus Ja Kasittamattomyys´ // `Sateenkaarisuudelma´  

`Punctum Contra Punctum´  

`Demons from Nipples´  

`A Strange Day´  

`L’île re-sonante´ // `Elemental II´  

`Key on a tongue´ // `Con le dovute eccezioni (la tregua reggerà)´ // `Zeno´  

`A-A:Alpha.Beta_Errata Corrige´ // `Circostanze (Tribute to Phill Niblock)´  

`1981´ // `Pop Ambient 2006´  

`Lantern´  

`Out To Lunch´  

`First Thus´ // `Architectures On Air And Other Works´  

`I.K.K. - Purpur´  

`Kainkwatett´ // `Seumsund / Sundseum´ // `Spare Parts & The Ideology Toolkit´  

`Oninneembaar´  

`Spoil, Microbe´ // `First Cut´  

`Manuale audiofonico sull’assenza di senno´ // `Il Duo Azure´ // `Live at Barcone – Torino – 16.10.2004´  

`Fuck Work´  

`The Day´  

`Queezy Epiphany Coming Through The Wall´ // `Stop Touching My Cat´ // `Wrong Faced Cat Feed Collapse´  

`When The Detail Lost Its Freedom´  

`Scatole Sonore (5 Gennaio 2006)´ // `Scatole Sonore (2 Febbraio 2006)´  

`Duo…´ // `Rocca´  

`Night Life´  

`Urueña´  

`Armonica´  

`Prontuario per giovani foglie´  

`The Garden Of Brokenness´  

`Tóg é go Bog é´ // `Here Comes The Bear´  

`Comes To Your House´  

`The Album´  

`It’s Morning´  

`Bipolar / Wring the Wrist´  

`Laze biose´  

`In My Father's House Are Many Mansions´  

`Dead Drunk´  

`A Thousand Incidents Arise´  

`Drones For Diasporas´  

`Hang Over Sunday´  

`Blueprint´  

`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´  

`Ochre Land, Blue Blue Skies´ // `Misenlian´ // `Cloud´  

`Anaananaan´  

`Blog On Rimbaud´ // `Standard And Normal´  

`Bending The Tonic´  

`Colour Green´  

`Fair & Square´  

`Helping Hand´  

`Squarehorse´  

`Saw Mill Man´  

`The Complete Guide to Insufficiency´  

`Backyard Vol. 2´  

`Five Feet From Home´  

`Not Alone´  

`The Amateur Hermetic´ // `Product 06´ // `Untitled # 164´ // `The Air In The Sand´  

`Scatole Sonore (2 Marzo 2006)´ // `Scatole Sonore (6 Aprile 2006)´  

`The Return Of The 120 Magicians´  

`Comaneci´  

`The Men Album´  

`Ancora Saigon´  

`Bird Heart in Wool´  

`Clark´  

`Plans Drawn in Pencil´  

`The traditions of the past cannot be retrieved´  

`Naisnice´  

`Sixpériodes´  

`A Personal Account Of Conflict´  

`Inside A Moving Machine´  

`Roots and Fruits´  

`Introduction´ // `Live in Paris´  

`Preghiera per una stella´ // `Gravescapes´ // `Will You Please Be Quiet, Please?´  

`The House of Mourning´  

`Miastenia´  

`L'Orfeo Concluso´  

`April’s Fool´  

`Splintered´  

`Tagliare´  

`Annihilate This Week´ // `Red Room´ // `Figure 2´  

`I’m ep here´  

`The Even Times´  

`Wordless´  

`Songs and Sounds´  

`The Monkeys in The Zoo Have More Fun Than Me´  

`Un an´  

`Timing the 183k pulse: Eleven Intuitive Act on a Defined Vamp´  

`Baptism & Birthday´  

`Hidden Or Just Gone´  

`Homeogryllus Japonicus Orchestra 2004´  

`Å´  

`Dataplex´ // `Fflux´  

`Vedo Beat´  

`Trapping´  

`In the Morning Twilight´  

`Acoustic & Semiacoustic´  

`Check Point Charlie 2005´  

`Raus Aus Stavanger´  

`A Post-Fordist Parade In The Strike Of Events´  

`The Topography Of The Lungs´  

`Flux Compendium´ // `Gauticle´  

`The animation of lists and the archytan transpositions´ // `Gestaltsystem 0 :: Possible forms´  

`Hito´ // `Kusa´  

`Martedì 11 Luglio 2006 @ Auditorium di Roma´  

`Intervista´  

`Secousses Panoramiques´ // `Air.ratio´  

`The Red Tower´  

`Eclipse´  

`Incidental Amplifications´  

`Animamima´  

`Dub Ainu Deluxe´  

`Heartworn Highways´  

`Out´  

`Quatre tonalités pour enceintes urbaines´ // `Chloral Works I & II´  

`JJJ´  

`Black Ships ate the Sky´  

`Queries´  

`End Of Summer´ //`Gliding Clerks´ // `Oleo Strut´ // `Polvere´  

`Process´  

`The Sea Looks Green When The Sky Is Grey´  

`Don't Remember´  

`Glissandro 70´  

`L’écurie´ // `Satanische Vrede´  

`Metaprogramming From Within The Eye Of The Storm´ // `Gelbe Tupfen´  

`Necklace´  

`Improvised music for Imaginary Films´  

`Sauna: Um, Dois, Três´  

`Fades´  

`L’addimmuru´ // `Teufeltanzmasken´  

`Switch Parmenide´  

`Artefacts´  

`A Low Carbonation´  

`Lengvai / 60 x One Minute Audio Colours Of 2kHz Sound´  

`Ku´  

`Memory Like Water´  

`Archaea´  

`I Hope You are well, I am and I send you my fingers´  

`Plays Polmo Polpo´  

`Giuseppe Ielasi´  

`Memory Makes Noise´  

`Airre´ // `In A Persian Market´ // `The Consumer CD´ // `Das Duz Dae Duz Das´  

`Hundloka, Flockblomstriga 1´  

`Kokoro Mayikibo´  

`Rectal Exploration´  

`Episome´  

`Pink´  

`Thrtysxtrllnmnfstns´  

`Un Mondo in Me´  

`The Empty Space´  

`The Clearing´  

`Between Neck & Stomach´