`Colour Green´

Autore disco:

Sibylle Baier

Etichetta:

Orange Twin Records (USA)

Link:

www.orangetwin.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) Tonight 2) Softly 3) I Lost Something In The Hills 4) William 5) Remember The Day 6) Girl 7) Wim 8) Forget 9) Colour Green 10) The End 11) Driving 12) Forget About 13) Says Elliott 14) Give Me A Smile

Durata:

33:22

Con:

Sibylle Baier

La rinata luce delle cose perdute

x Salvatore Borrelli

V'importa qualcosa della notte? Scrive Cioran: ‘La consacrazione è la peggiore delle punizioni’. I materiali da cui i perfetti estinti fuoriescono dalla loro notte, come nel caso di "Colour green" sono materiali destinati alla consacrazione silenziosa, che qui la Baier propone in tutta la loro semplicità trent'anni dopo, come l'avesse composti oggi. Si tratta di ombre che si riuniscono come ricordi di sangue nel dramma elementare della gioventù: la Baier aveva una trentina d'anni quando le scrisse e le registrò nell'arco di un triennio. Poi si dedicò al cinema, un film soltanto: "Alice nella città", diversi viaggi ed una carriera di fotomodella; poi scomparve e riappare adesso. C'è certamente del lutto al lavoro in queste sonorità, non fosse altro per come vengono riscoperte all'improvviso, come se dovessero subire la lotta ritrovata del ritorno. Non si sa quale vertigine del presente si sia frantumata per riaccostare il bagliore rischiarato di quel lontano settanta dentro queste passeggere matrici attuali: può darsi che chi si compie possa riconoscere il proprio vissuto soltanto gettando le carte di una vita intera sul tavolo da gioco! E tuttavia la sorte fantasmatica di questo disco è proporzionale allo scatto fotografico con cui le cose si tengono scolpite dentro: si tratta di 14 brani praticamente inossidabili, su cui spuntano gemme pericolosamente ferenti (I lost something in the hill, Tonight, Girl) e minuscoli sogni mancati e salvati dalle fiamme. Questo disco è una vertigine maledetta: è cantato da una voce che farebbe sbiancare Chan Marshall, e suonato (con grande abilità) da una chitarra arpeggiata della stessa Baier; praticamente nient'altro. Una sorta di Pink Moon al femminile, ultima e finale opera per Drake, ed un'unica ma a-posteriori (in vita) per la Baier. È ovvio che in questa vita, tale opera si dia come se fosse di un'altra vita, della vita di un altro, e resta quindi doppiamente demarcata dalla feritoia del tempo e forse delle occasioni mancate nel mezzo. Per questo tale disco è doppiamente disperato!
Remember the day sprizza l'audacia dei cieli nella sua brevità: una specie di silenzio che cede e ricade come una freccia nel vuoto che si consuma prima di spezzarsi. C'è certamente l'ostacolo del mare in queste nutrite inclinazioni amorose, la perdita che è sola dei morti come se gemellasse nel voler dire una sillaba in più (The end). L’esplosione sentimentale avviene nella crisalide Forget: una specie di singhiozzo attraversato dall'amara naturalezza delle cose che cedono e si perdono. Cosa si nascondeva in quella povera casa in collina dove pareva trapassarsi la muraglia dei morti interamente? In quante primavere il verde eccede al punto da divenire viola e sobillare come una prateria ricoperta di meteore disgregate che diventano polvere preziosa con cui rischiararsi gli occhi? Forget about apre troppi scrigni che erano di "Enchanted Forest" di Connors & Langille, il disco da me più adorato. Non si riesce a cogliere se la bellezza trasognata di queste perle spudorate, di questo presente che praticamente diventa visibile come un fantasma in un deserto, sia dovuta al tenace immoto che si fa bestiario di un misticismo praticamente adorabile, oppure se i brani non siano altro che frutto di qualcosa che potrebbe passare e sfinire se non ci fossero registratori sottomano per testimoniarne la vita che cede. Quando sul finire del 73 queste perle furono tutte registrate io non ero ancora nato, la Baier si dedicò ad una professione, che non fu mai quella della musica. Se questo disco avesse trovato luogo in quel tempo, probabilmente avrebbe prodotto molte idee nel campo del folk più sanguigno e spettrale, ed il fatto che tale musica sia stata sconsacrata ora, a troppi anni dalla sua prima apparizione e conclusione, non solo la risarcisce della transitorietà di tutto, ma la carica anche di quel sublime gusto dell’evento. Dire che questo è un capolavoro significa molto molto poco. Compratene una copia in più per i vostri figli futuri.


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Data Recensione: 29/7/2006
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 Archivio dell'anno 2006 ...

`v3´  

`Looping I-VI (and other assorted love songs)´  

`Singles. Period.´  

`Exkursion´  

`Triste´  

`Conceal´  

`Lumottu Karkkipurkki´ // `Kellari Juniversumi (reprint)’  

`Status´  

`Crown Of Marches´ // `Horse Frenzy´  

`Ridin' The Stang´  

`Folk Roots, New Routes´ // `Folk, Blues & Beyond…´ // `Rock On´  

`Axel Dörner & Robin Hayward´ // `Activity Center & Phil Minton´  

`Soundtrack Stories´  

`Dishoek´  

`HHHH´  

`7 Million´  

`Voice In The Wilderness: Dissenting Soundscapes And Songs Of G. W.’s America´  

`The Way Of The Animal Powers´ // `Growing & Mark Evan Burden´  

`Vol 4´ // `Greatest Hits´ // `Fear The Windows´  

`Nomis´  

`Big Ears – Fitzgerald’s Manifesto´  

`Small Explosions that are yours to keep´ // `Norden´  

`Musica onirica per film immaginari´  

`Longitude / Cratere´  

`Myrninerest´  

`Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami´ // `Global Ancient Atmosphere´ // `Venerdì 30 Settembre 2005 – Teatro Ariosto´  

`L’Ange´  

`Frame´  

`Oggi ho indossato la tua mancanza´  

`Essence of 3EEM´  

`Pneuma´ // `Solo Voce´ // `Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing´  

`AnteNata´  

`Steppers+´  

`Flowers You Can Eat´  

`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´  

`Spring Estuary´  

`Le baptême de la solitude´ // `Free For(m) Rimbaud´ // `Platessa´  

`Lay Your Soul Bare´  

`Dalbukki´ // `White Room´  

`The Anabaptist Loop´  

`Psicopatologia del Serial Killer´  

`Before and After Dinner´  

`Healing Memories And Other Scattering Times´ // `Invisible Pyramid: Elegy Box´  

`Filament Box´  

`Angles Of Repose´ // `The Eleventh Hour´  

`Blackwhitemusic´  

`Osci´  

`Krško - Valencia´  

`Pelt´ // `Catonapotato´ // `The Naive Shaman´  

`[mezza luna piena]´  

`Kiss the light goodbye´  

`Uncolored (swing'n'pop around rose)´  

`Just Before Dawn´  

`A M.B. Iehn Tale´  

`A Year Of The Aural Gauge Operation´  

`Emerald Stars´  

`The Unsaid Words´  

`A Delay Is Better´ // `Skymother Mountain´  

`Instorments´  

`III´  

`Baggerboot´  

`Farewell Aldebaran´  

`Aube Reworks Stefano Gentile´  

`Every Still Day´  

`Essays On Radio: Can I Have 2 Minutes Of Your Time´  

`Automatic Guerrini´ // `Unclocked´  

`Rex Xhu Ping´  

`Somelove´  

`Memento Rumori´  

`Rhythmajik´  

`Pour un pianiste (1973 – 1974)´  

`Simulando un Refugio´  

`Kill The Vultures´  

`B-interrail´  

`Trans-Sister Radio´  

`Swimming In It´  

`Echran´  

`Wander (Beequeen)´  

`The Tail Of The Tiger´  

`Dark Skies At Noon´  

`Scatole Sonore – 1 dicembre 2005´ // `Scatole Sonore – 5 gennaio 2006´  

`Paquet Surprise´  

`Dis_Patched´  

`For birds, planes & cello (a continuous field recording with cello)´  

`Everyone Alive Wants Answers´  

`Uotha´  

`Mini Dakedo Demo Album´  

`Sisyphus´  

`White Rooms´  

`Resonant Objects´  

`Very Rec´ // `This is Stunt Rock Vol. 3´  

`The Circle Is Not Round´  

`Tapestries´  

`Rebuilding Pantaleone’s Tree´  

`The Golden Morning Breaks´  

`Reveal'd To None As Yet - An Expedience To Utterly Vanish Consciousness While Still Alive´ //`PSF & Alchemy (20th Anniversary Live)´  

`Going Round In Serpentines´  

`The Quality Of Something Audible´  

`Before The Libretto´  

`Hex: Or Printing In The Infernal Method´  

`Electric Violence´  

`Sanhedolin´ // `Tokyo Flashback 5´  

`Sihl´  

`Arche-Lymb´  

`L’après, l’(a)-Dieu (40mt, under)´  

`The Ape Of Naples´  

`Contrappunti´ // `Cantina Tapes´  

`Februar´  

`Fugues´ // `Broken Wings Lead Arms To The Sun´  

`... A Gift for ... (°!°)´  

`Valve Division´ // `Piano Solo´  

`Common Chord´  

`Bias’  

`Paesaggi di Libero Ascolto´  

`Kaikkeuden Kauneus Ja Kasittamattomyys´ // `Sateenkaarisuudelma´  

`Punctum Contra Punctum´  

`Demons from Nipples´  

`A Strange Day´  

`L’île re-sonante´ // `Elemental II´  

`Key on a tongue´ // `Con le dovute eccezioni (la tregua reggerà)´ // `Zeno´  

`A-A:Alpha.Beta_Errata Corrige´ // `Circostanze (Tribute to Phill Niblock)´  

`1981´ // `Pop Ambient 2006´  

`Lantern´  

`Out To Lunch´  

`First Thus´ // `Architectures On Air And Other Works´  

`I.K.K. - Purpur´  

`Kainkwatett´ // `Seumsund / Sundseum´ // `Spare Parts & The Ideology Toolkit´  

`Oninneembaar´  

`Spoil, Microbe´ // `First Cut´  

`Manuale audiofonico sull’assenza di senno´ // `Il Duo Azure´ // `Live at Barcone – Torino – 16.10.2004´  

`Fuck Work´  

`The Day´  

`Queezy Epiphany Coming Through The Wall´ // `Stop Touching My Cat´ // `Wrong Faced Cat Feed Collapse´  

`When The Detail Lost Its Freedom´  

`Scatole Sonore (5 Gennaio 2006)´ // `Scatole Sonore (2 Febbraio 2006)´  

`Duo…´ // `Rocca´  

`Night Life´  

`Urueña´  

`Armonica´  

`Prontuario per giovani foglie´  

`The Garden Of Brokenness´  

`Tóg é go Bog é´ // `Here Comes The Bear´  

`Comes To Your House´  

`The Album´  

`It’s Morning´  

`Bipolar / Wring the Wrist´  

`Laze biose´  

`In My Father's House Are Many Mansions´  

`Dead Drunk´  

`A Thousand Incidents Arise´  

`Drones For Diasporas´  

`Hang Over Sunday´  

`Blueprint´  

`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´  

`Ochre Land, Blue Blue Skies´ // `Misenlian´ // `Cloud´  

`Anaananaan´  

`Blog On Rimbaud´ // `Standard And Normal´  

`Bending The Tonic´  

`Colour Green´  

`Fair & Square´  

`Helping Hand´  

`Squarehorse´  

`Saw Mill Man´  

`The Complete Guide to Insufficiency´  

`Backyard Vol. 2´  

`Five Feet From Home´  

`Not Alone´  

`The Amateur Hermetic´ // `Product 06´ // `Untitled # 164´ // `The Air In The Sand´  

`Scatole Sonore (2 Marzo 2006)´ // `Scatole Sonore (6 Aprile 2006)´  

`The Return Of The 120 Magicians´  

`Comaneci´  

`The Men Album´  

`Ancora Saigon´  

`Bird Heart in Wool´  

`Clark´  

`Plans Drawn in Pencil´  

`The traditions of the past cannot be retrieved´  

`Naisnice´  

`Sixpériodes´  

`A Personal Account Of Conflict´  

`Inside A Moving Machine´  

`Roots and Fruits´  

`Introduction´ // `Live in Paris´  

`Preghiera per una stella´ // `Gravescapes´ // `Will You Please Be Quiet, Please?´  

`The House of Mourning´  

`Miastenia´  

`L'Orfeo Concluso´  

`April’s Fool´  

`Splintered´  

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`I’m ep here´  

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`Wordless´  

`Songs and Sounds´  

`The Monkeys in The Zoo Have More Fun Than Me´  

`Un an´  

`Timing the 183k pulse: Eleven Intuitive Act on a Defined Vamp´  

`Baptism & Birthday´  

`Hidden Or Just Gone´  

`Homeogryllus Japonicus Orchestra 2004´  

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`Trapping´  

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`Acoustic & Semiacoustic´  

`Check Point Charlie 2005´  

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`Martedì 11 Luglio 2006 @ Auditorium di Roma´  

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