`Pneuma´ // `Solo Voce´ // `Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing´

Autore disco:

Madame P // Madame P // Nora Keyes

Etichetta:

Cold Coffeine Addict (D) // Autoproduzione (I) // Dual Plover (USA)

Link:

www.cocoad.org
www.aferecords.com/madamep
www.dualplover.com

Formato:

CD-R // CD-R // CD

Anno di Pubblicazione:

2005 // 2005 // 2004

Titoli:

1) Phantasia 2) Bellezza 3) Qalb 4) Dyma 5) Proton Organom 6) Animae Nox Microcosmica // 1-7) senza titoli // 1) Tomb Song 2) Small Apart 3) Look At You You’re Ugly 4) Cauliflower 5) My Child 6) Old Pal 7) Excreted From Our Mother’s Womb 8) Old Folks 9) The Show Is Over

Durata:

28:51 // 35:13 // 39:11

Con:

Patrizia Oliva // Patrizia Oliva // Nora Keyes, Rebecca Lynn, Ray Day, Creekbird, Dame Darcy

voci galattiche

x e. g. (no ©)

Quando nell’articolo sulla musica sperimentale italiana, qualche mese fa, ne scrivevo come di una delle nuove musiciste più interessanti non mi immaginavo assolutamente un’evoluzione così vertiginosa. La Oliva, da allora, si è concentrata in modo più puntiglioso su quella che sembra essere la sua dote più rilevante, dal punto di vista artistico, e cioè la voce. È andata così sviluppando un mood sempre più personale, pur inserendosi a pieno titolo in quella tradizione che occupa uno spazio virtuale situato longitudinalmente fra Billie Holiday e Tamia e trasversalmente fra Lisa Gerrard a Sainkho Namchylak. Le cose che più balzano all’orecchio sono la naturalezza e la semplicità che sottintendono a questo progresso apparentemente spontaneo, e sembra quasi che lei stessa non si renda conto dell’importanza di quello che sta facendo. È stato detto: la voce = il respiro del corpo. Per Patrizia Oliva questa similitudine è ancor più vera, più viva, perché la voce sembra proprio trasudare dal suo corpo, prendere forma intorno a lei e avvolgerla come una veste di morbida seta. “Pneuma” è il suo primo disco realizzato al di fuori del circuito nazionale e, seppure resti legato ad un’etichetta underground ed artigianale, mostra quella piccola dose in più di ‘professionalità’ necessaria ad un’affermazione su un circuito un po’ più vasto rispetto a quello minimo dell’autoproduzione domestica. La struttura resta comunque ridotta ai minimi termini, se non addirittura scarnificata, con pochi suoni e la voce che gioca a sovrapporsi e intersecarsi in madrigali di superba bellezza. È una voce che fluttua, sospesa nell’aria, eterea e poco terrena: specchio dell’anima oltre che respiro del corpo. Il primo pezzo è veramente impalpabile, con pochi suoni percussivi nello sfondo, e la voce lì a raddoppiarsi in intrecci che si dilatano a raggiera. Nel secondo brano, quasi una preghiera, il ricamo viene fatto con la voce recitata che scivola su un sottofondo di altre voci e rumori dal quotidiano. Poi c’è una filastrocca dolcissima, con la voce ancora sovrapposta ad espansioni di marca elettroacustica, almeno fin quando non finisce con l’echeggiare in linee trattate elettronicamente, quanto mai eteree, verso melodie celestiali. Segue un’altra splendida melodia, dal sapore folk pagano e atavico, che fa pensare intensamente ad alcune cose di Tamia. Il quinto brano inizia invece con un refrain, che potrebbe appartenere benissimo ad una rediviva Billie Holiday, ma si sviluppa poi in modo minimale con la sua riproposizione e sovrapposizione a catena. L’ultimo brano, il più lungo e dilatato, è sicuramente il più corposo, con suoni che si frangono e vanno a comporre un sogno di psichedelica malata mentre la voce è poco più che un’idea abbandonata nello sfondo. Le registrazioni di “Solo Voce” risalgono a qualche mese prima e il mood non si discosta eccessivamente da quello di “Pneuma”, a parte il fatto che non c’è una parte strumentale e i brani sono totalmente costituiti da improvvisazioni vocali che vengono sovrapposte in bellissimi giochi d’intarsio. Scampoli di canzone si accavallano con parti recitate, e/o con semplici vocalizzi, dando vita a polifonie corali in grado di far volare i più agili e mettere i brividi agli altri. Patrizia Oliva è ogni giorno più cosciente delle proprie possibilità ed è come il domatore di un circo che, una volta conosciute e ammaestrate, riesce a far fare alle proprie fiere ciò che vuole. Le fiere della Oliva, naturalmente, sono le ‘sue’ voci.
Ho pensato di associare anche la recensione di “Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing” perché, pur essendo un lavoro estremamente diverso da quelli di Madame P, le due autrici sono legate da un profondo rapporto di amicizia, stima e collaborazione. Proprio in questi giorni stanno facendo una tournée assieme, dopo che nell’estate ne avevano già fatta un’altra, e il futuro prossimo le troverà probabilmente ancora in compagnia per alcune date negli Stati Uniti. L’unica cosa che le due donne hanno in comune, dal punto di vista artistico-espressivo, è invece la bellissima voce, che però Nora Keyes utilizza per dare forma a vere e proprie canzoni intese in modo classico. Sul palco appare come un ibrido con l’aspetto di Edith Piaf, il look di Bessie Smith e la voce del grande Tim Buckley e, anche nel suo caso, è bene osservare quanto poco ci sia di terreno. È incredibile, ad esempio, il modo in cui tira fuori la voce dai polmoni, apparentemente con lo stesso sforzo che può servire per accendere un fiammifero (asciutto e in un giorno senza vento!?!). Il concerto del 3 Novembre a Bologna è stato intenso e commovente, con il solo accompagnamento di una chitarra e, a tratti, di una tastiera. Il disco d’esordio, del 2004, racchiude alcuni dei brani presentati nell’occasione, mentre altri di questi andranno a comporre il prossimo lavoro che è in preparazione. Gli arrangiamenti sono leggermente meno minimali rispetto al concerto, con appena qualcosa in più a livello di strumentazione, e s'ha l'impressione di una minima perdita d'intensità. Ma il livello rimane comunque altissimo e poi, subito dopo la breve introduzione Tomb Song, c'è quell’incredibile pezzo cabarettistico con il quale la Keyes ha aperto la data Bolognese. Una cosa veramente impagabile. Seguono un'altra manciata di splendide canzoni, che hanno radici nel folk e/o nel country, in buona parte scritte da lei stessa - ma con qualche escursione anche nel repertorio di alcuni autori classici come Jimmie Rodgers, Jacques Brel ed Eric Blau - e interpretate con una vena oscura che in qualche momento può ricordare i Current 93. Se vi siete persi i concerti cercate assolutamente di non perdervi il disco.
Cosa avete detto? Aspettate che ne parlino i giornali? Ah…


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Data Recensione: 24/1/2006
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 Archivio dell'anno 2006 ...

`v3´  

`Looping I-VI (and other assorted love songs)´  

`Singles. Period.´  

`Exkursion´  

`Triste´  

`Conceal´  

`Lumottu Karkkipurkki´ // `Kellari Juniversumi (reprint)’  

`Status´  

`Crown Of Marches´ // `Horse Frenzy´  

`Ridin' The Stang´  

`Folk Roots, New Routes´ // `Folk, Blues & Beyond…´ // `Rock On´  

`Axel Dörner & Robin Hayward´ // `Activity Center & Phil Minton´  

`Soundtrack Stories´  

`Dishoek´  

`HHHH´  

`7 Million´  

`Voice In The Wilderness: Dissenting Soundscapes And Songs Of G. W.’s America´  

`The Way Of The Animal Powers´ // `Growing & Mark Evan Burden´  

`Vol 4´ // `Greatest Hits´ // `Fear The Windows´  

`Nomis´  

`Big Ears – Fitzgerald’s Manifesto´  

`Small Explosions that are yours to keep´ // `Norden´  

`Musica onirica per film immaginari´  

`Longitude / Cratere´  

`Myrninerest´  

`Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami´ // `Global Ancient Atmosphere´ // `Venerdì 30 Settembre 2005 – Teatro Ariosto´  

`L’Ange´  

`Frame´  

`Oggi ho indossato la tua mancanza´  

`Essence of 3EEM´  

`Pneuma´ // `Solo Voce´ // `Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing´  

`AnteNata´  

`Steppers+´  

`Flowers You Can Eat´  

`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´  

`Spring Estuary´  

`Le baptême de la solitude´ // `Free For(m) Rimbaud´ // `Platessa´  

`Lay Your Soul Bare´  

`Dalbukki´ // `White Room´  

`The Anabaptist Loop´  

`Psicopatologia del Serial Killer´  

`Before and After Dinner´  

`Healing Memories And Other Scattering Times´ // `Invisible Pyramid: Elegy Box´  

`Filament Box´  

`Angles Of Repose´ // `The Eleventh Hour´  

`Blackwhitemusic´  

`Osci´  

`Krško - Valencia´  

`Pelt´ // `Catonapotato´ // `The Naive Shaman´  

`[mezza luna piena]´  

`Kiss the light goodbye´  

`Uncolored (swing'n'pop around rose)´  

`Just Before Dawn´  

`A M.B. Iehn Tale´  

`A Year Of The Aural Gauge Operation´  

`Emerald Stars´  

`The Unsaid Words´  

`A Delay Is Better´ // `Skymother Mountain´  

`Instorments´  

`III´  

`Baggerboot´  

`Farewell Aldebaran´  

`Aube Reworks Stefano Gentile´  

`Every Still Day´  

`Essays On Radio: Can I Have 2 Minutes Of Your Time´  

`Automatic Guerrini´ // `Unclocked´  

`Rex Xhu Ping´  

`Somelove´  

`Memento Rumori´  

`Rhythmajik´  

`Pour un pianiste (1973 – 1974)´  

`Simulando un Refugio´  

`Kill The Vultures´  

`B-interrail´  

`Trans-Sister Radio´  

`Swimming In It´  

`Echran´  

`Wander (Beequeen)´  

`The Tail Of The Tiger´  

`Dark Skies At Noon´  

`Scatole Sonore – 1 dicembre 2005´ // `Scatole Sonore – 5 gennaio 2006´  

`Paquet Surprise´  

`Dis_Patched´  

`For birds, planes & cello (a continuous field recording with cello)´  

`Everyone Alive Wants Answers´  

`Uotha´  

`Mini Dakedo Demo Album´  

`Sisyphus´  

`White Rooms´  

`Resonant Objects´  

`Very Rec´ // `This is Stunt Rock Vol. 3´  

`The Circle Is Not Round´  

`Tapestries´  

`Rebuilding Pantaleone’s Tree´  

`The Golden Morning Breaks´  

`Reveal'd To None As Yet - An Expedience To Utterly Vanish Consciousness While Still Alive´ //`PSF & Alchemy (20th Anniversary Live)´  

`Going Round In Serpentines´  

`The Quality Of Something Audible´  

`Before The Libretto´  

`Hex: Or Printing In The Infernal Method´  

`Electric Violence´  

`Sanhedolin´ // `Tokyo Flashback 5´  

`Sihl´  

`Arche-Lymb´  

`L’après, l’(a)-Dieu (40mt, under)´  

`The Ape Of Naples´  

`Contrappunti´ // `Cantina Tapes´  

`Februar´  

`Fugues´ // `Broken Wings Lead Arms To The Sun´  

`... A Gift for ... (°!°)´  

`Valve Division´ // `Piano Solo´  

`Common Chord´  

`Bias’  

`Paesaggi di Libero Ascolto´  

`Kaikkeuden Kauneus Ja Kasittamattomyys´ // `Sateenkaarisuudelma´  

`Punctum Contra Punctum´  

`Demons from Nipples´  

`A Strange Day´  

`L’île re-sonante´ // `Elemental II´  

`Key on a tongue´ // `Con le dovute eccezioni (la tregua reggerà)´ // `Zeno´  

`A-A:Alpha.Beta_Errata Corrige´ // `Circostanze (Tribute to Phill Niblock)´  

`1981´ // `Pop Ambient 2006´  

`Lantern´  

`Out To Lunch´  

`First Thus´ // `Architectures On Air And Other Works´  

`I.K.K. - Purpur´  

`Kainkwatett´ // `Seumsund / Sundseum´ // `Spare Parts & The Ideology Toolkit´  

`Oninneembaar´  

`Spoil, Microbe´ // `First Cut´  

`Manuale audiofonico sull’assenza di senno´ // `Il Duo Azure´ // `Live at Barcone – Torino – 16.10.2004´  

`Fuck Work´  

`The Day´  

`Queezy Epiphany Coming Through The Wall´ // `Stop Touching My Cat´ // `Wrong Faced Cat Feed Collapse´  

`When The Detail Lost Its Freedom´  

`Scatole Sonore (5 Gennaio 2006)´ // `Scatole Sonore (2 Febbraio 2006)´  

`Duo…´ // `Rocca´  

`Night Life´  

`Urueña´  

`Armonica´  

`Prontuario per giovani foglie´  

`The Garden Of Brokenness´  

`Tóg é go Bog é´ // `Here Comes The Bear´  

`Comes To Your House´  

`The Album´  

`It’s Morning´  

`Bipolar / Wring the Wrist´  

`Laze biose´  

`In My Father's House Are Many Mansions´  

`Dead Drunk´  

`A Thousand Incidents Arise´  

`Drones For Diasporas´  

`Hang Over Sunday´  

`Blueprint´  

`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´  

`Ochre Land, Blue Blue Skies´ // `Misenlian´ // `Cloud´  

`Anaananaan´  

`Blog On Rimbaud´ // `Standard And Normal´  

`Bending The Tonic´  

`Colour Green´  

`Fair & Square´  

`Helping Hand´  

`Squarehorse´  

`Saw Mill Man´  

`The Complete Guide to Insufficiency´  

`Backyard Vol. 2´  

`Five Feet From Home´  

`Not Alone´  

`The Amateur Hermetic´ // `Product 06´ // `Untitled # 164´ // `The Air In The Sand´  

`Scatole Sonore (2 Marzo 2006)´ // `Scatole Sonore (6 Aprile 2006)´  

`The Return Of The 120 Magicians´  

`Comaneci´  

`The Men Album´  

`Ancora Saigon´  

`Bird Heart in Wool´  

`Clark´  

`Plans Drawn in Pencil´  

`The traditions of the past cannot be retrieved´  

`Naisnice´  

`Sixpériodes´  

`A Personal Account Of Conflict´  

`Inside A Moving Machine´  

`Roots and Fruits´  

`Introduction´ // `Live in Paris´  

`Preghiera per una stella´ // `Gravescapes´ // `Will You Please Be Quiet, Please?´  

`The House of Mourning´  

`Miastenia´  

`L'Orfeo Concluso´  

`April’s Fool´  

`Splintered´  

`Tagliare´  

`Annihilate This Week´ // `Red Room´ // `Figure 2´  

`I’m ep here´  

`The Even Times´  

`Wordless´  

`Songs and Sounds´  

`The Monkeys in The Zoo Have More Fun Than Me´  

`Un an´  

`Timing the 183k pulse: Eleven Intuitive Act on a Defined Vamp´  

`Baptism & Birthday´  

`Hidden Or Just Gone´  

`Homeogryllus Japonicus Orchestra 2004´  

`Å´  

`Dataplex´ // `Fflux´  

`Vedo Beat´  

`Trapping´  

`In the Morning Twilight´  

`Acoustic & Semiacoustic´  

`Check Point Charlie 2005´  

`Raus Aus Stavanger´  

`A Post-Fordist Parade In The Strike Of Events´  

`The Topography Of The Lungs´  

`Flux Compendium´ // `Gauticle´  

`The animation of lists and the archytan transpositions´ // `Gestaltsystem 0 :: Possible forms´  

`Hito´ // `Kusa´  

`Martedì 11 Luglio 2006 @ Auditorium di Roma´  

`Intervista´  

`Secousses Panoramiques´ // `Air.ratio´  

`The Red Tower´  

`Eclipse´  

`Incidental Amplifications´  

`Animamima´  

`Dub Ainu Deluxe´  

`Heartworn Highways´  

`Out´  

`Quatre tonalités pour enceintes urbaines´ // `Chloral Works I & II´  

`JJJ´  

`Black Ships ate the Sky´  

`Queries´  

`End Of Summer´ //`Gliding Clerks´ // `Oleo Strut´ // `Polvere´  

`Process´  

`The Sea Looks Green When The Sky Is Grey´  

`Don't Remember´  

`Glissandro 70´  

`L’écurie´ // `Satanische Vrede´  

`Metaprogramming From Within The Eye Of The Storm´ // `Gelbe Tupfen´  

`Necklace´  

`Improvised music for Imaginary Films´  

`Sauna: Um, Dois, Três´  

`Fades´  

`L’addimmuru´ // `Teufeltanzmasken´  

`Switch Parmenide´  

`Artefacts´  

`A Low Carbonation´  

`Lengvai / 60 x One Minute Audio Colours Of 2kHz Sound´  

`Ku´  

`Memory Like Water´  

`Archaea´  

`I Hope You are well, I am and I send you my fingers´  

`Plays Polmo Polpo´  

`Giuseppe Ielasi´  

`Memory Makes Noise´  

`Airre´ // `In A Persian Market´ // `The Consumer CD´ // `Das Duz Dae Duz Das´  

`Hundloka, Flockblomstriga 1´  

`Kokoro Mayikibo´  

`Rectal Exploration´  

`Episome´  

`Pink´  

`Thrtysxtrllnmnfstns´  

`Un Mondo in Me´  

`The Empty Space´  

`The Clearing´  

`Between Neck & Stomach´