`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´

Autore disco:

Jess Rowland // Thollem McDonas

Etichetta:

Pax Recordings (USA)

Link:

www.paxrecordings.com
www.jessrowland.com
www.thollem.com

Formato:

CD // CD

Anno di Pubblicazione:

2004 // 2005

Titoli:

1) At 2) The 3) Ancient 4) Pond 5) A 6) Frog 7) Plunges 8) Into 9) Into 10) Sound 11) Of 12) Water //1) Ancient Futures 2) Death is Our Only Deadline 3) The Poor Are Canaries And The Prophets 4) I Know That I Think That I Feel 5) Gone Beyond Reason To Find One 6) Faithfull Skepticism 7) Black Elk Speaks 8) Mind’s Found An Opening 9) The Ohlone Way 10) Through Confusion Comes Understanding 11) One Breath Is Worth Dying Twice For 12) A Moment Is Only If, And Then, And Then 13) Living Is The Strangest Thing I’ve Done

Durata:

47:52 //47:00

Con:

Jess Rowland // Thollem McDonas

Per dare un'occhiata su come se la passa il pianoforte contemporaneo

x sergio eletto

Senz’ombra di dubbio invitante, sfaccettata,‘filosofica’…
Si prospetta sotto queste coordinate – tanto ai lettori di sands-zine quanto al sottoscritto - la figura di Jess Rowland. Gli appellativi la riguardano non solo come musicista, ma nella sua interezza, coma artista dalla vista elevata e dai modi ‘tutto fare’. Gravitante nei paraggi dell’arguto circuito improv della Bay-area, l’indagine tout court sul suono indirizza l’avventurosa Jess nella carriera ad animare band e progetti multi-espressivi: la sua adolescenza è colorata dall’out rock dei Spork, dall’art-punk di Fluff Grrr e dalla new wave psycho-demenziale targata Mongoloid, con orgoglio, ispirata alla musica dei Devo. Il rinnovarsi di un bel po’ di calendari fa sì che Jess si presti sempre più a pratiche elettroniche, improvvisate e bizzarre. In essa soggiornano vistosi elementi estetico-caratteriali che inducono ad una fervida passione per i canovacci dell’industrial anni ’80, dei Kraftewerk e così via; prova tangibile è l’ultimo cd, uscito sempre per Pax, “Scenes From The Silent Revolution”.
Il lavoro che ci troviamo dinanzi scardina non poco i discorsi fatti in precedenza. La Rowland esplora il lato più intimo della propria musica e lo fa partendo dal pianoforte come veicolo atto a vivere tale esperienza con innata serenità ed un pizzico di dadaismo. Prove soliste che nel retrogusto musicale inducono a scavare nei ricordi di Erik Satie, John Cage, Schoenberg, Sun Ra, Thelonious Monk e Cecil Taylor. Nomi o elementi di richiamo che convivono dentro una personale ‘memoria’ musicale della Rowland, la quale scorre in “Piano Improvisations” come una pellicola sgranata e nostalgica. 12 improvvisazioni che come una folata di primavera, prendono ispirazione dal libro de ’I Ching’, testo filosofico-spirirtuale che ha sedotto e stregato John Cage per tutta la vita. L’improvvisazione è totale ed avviene attraverso un peculiare metodo della Rowland, fondato sull’inconscio; solamente tra brani risulteranno ispirati a temi già esistenti, tra cui la n.9, The, che nell’intimo coglie il tema di”Love Boat”: lontano serial televisivo di successo USA. Come avrete già esaminato, i titoli sono cucini tra loro ed indivisibili, dalla prima all’ultima traccia si forma magicamente un’unica frase: ‘At-The-Ancient-Pond–A-Frog-Plunges-Into-Sound-Of-Water’… nell’antico stagno una rana (si) immerge nel suono dell’acqua.
Delizioso, quanto Dada, questo tocco originale e poetico racchiuso in questa ragazza, decisamente, insolita.
Il secondo appuntamento con il ‘principe degli strumenti’ focalizza l’attenzione su Thollem McDonas: anch’egli californiano ed unito più o meno allo stesso circuito di Jess: con la quale, se non erro, scattò in passato una collaborazione-incontro all’interno del collettivo Trummerflora. Il pianista di San Francisco si cimenta spesso con la composizione, come testimonia anche “Solo Piano” che assorbe tutti brani firmati di prima mano. La stazza del giovane McDonas si è plasmata sotto un nutrito insegnamento accademico che si lascia ben notare dallo sciorinare delle note: gelide, minimali, ‘severamente’ contemporanee. Le sue performance soliste sono state avvistate anche nello stivale, attraverso una serata organizzata presso l’Area Sismica di Forlì. Un’esperienza, questa italiana, che sembra aver soddisfatto in pieno i sensi del musicista perché, appena rientrato in patria, Thollem dà alla luce “Racing the Sun”: un concentrato di solo piano che vede comparire le registrazioni di due concerti, quello svolto nella propria città e quello romagnolo. Una bella soddisfazione, anche per il nostro paese che una volta tanto contribuisce a regalare buone vibrazioni ad un artista contemporaneo.
Giungendo al nocciolo, il piano nelle mani di Thollem è come un clima in continua mutazione: un momento è dedicato alla tempesta, un altro alla calma; un secondo dopo si delineano spunti di dolcezza, in altri frangenti sbucano fuori inavvertite vignette umoristiche. Alcuni brani ricevono alle spalle i suoni di un piano preparato; penso a I Know that I Think… ma anche ai tanti contesti simili presenti un po’ dappertutto. Un mare burrascoso prorompe nel cuore di Ancient Futures, il piano viene ‘picchiato’ con veemenza da scale minimali e spedite; immediatamente dopo si flirta in tutta calma con armonie e pensieri sulla strada di Satie, che ricordano in generale un certo fare alla francese. In seguito saranno percorse strade più districate e naif, fondamentali per conoscere e apprezzare il tocco free-form della mano di McDonas.


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Data Recensione: 12/7/2006
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`v3´  

`Looping I-VI (and other assorted love songs)´  

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`Exkursion´  

`Triste´  

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`Status´  

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`Ridin' The Stang´  

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`Axel Dörner & Robin Hayward´ // `Activity Center & Phil Minton´  

`Soundtrack Stories´  

`Dishoek´  

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`Voice In The Wilderness: Dissenting Soundscapes And Songs Of G. W.’s America´  

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`Vol 4´ // `Greatest Hits´ // `Fear The Windows´  

`Nomis´  

`Big Ears – Fitzgerald’s Manifesto´  

`Small Explosions that are yours to keep´ // `Norden´  

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`Longitude / Cratere´  

`Myrninerest´  

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`L’Ange´  

`Frame´  

`Oggi ho indossato la tua mancanza´  

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`AnteNata´  

`Steppers+´  

`Flowers You Can Eat´  

`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´  

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`Lay Your Soul Bare´  

`Dalbukki´ // `White Room´  

`The Anabaptist Loop´  

`Psicopatologia del Serial Killer´  

`Before and After Dinner´  

`Healing Memories And Other Scattering Times´ // `Invisible Pyramid: Elegy Box´  

`Filament Box´  

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`Blackwhitemusic´  

`Osci´  

`Krško - Valencia´  

`Pelt´ // `Catonapotato´ // `The Naive Shaman´  

`[mezza luna piena]´  

`Kiss the light goodbye´  

`Uncolored (swing'n'pop around rose)´  

`Just Before Dawn´  

`A M.B. Iehn Tale´  

`A Year Of The Aural Gauge Operation´  

`Emerald Stars´  

`The Unsaid Words´  

`A Delay Is Better´ // `Skymother Mountain´  

`Instorments´  

`III´  

`Baggerboot´  

`Farewell Aldebaran´  

`Aube Reworks Stefano Gentile´  

`Every Still Day´  

`Essays On Radio: Can I Have 2 Minutes Of Your Time´  

`Automatic Guerrini´ // `Unclocked´  

`Rex Xhu Ping´  

`Somelove´  

`Memento Rumori´  

`Rhythmajik´  

`Pour un pianiste (1973 – 1974)´  

`Simulando un Refugio´  

`Kill The Vultures´  

`B-interrail´  

`Trans-Sister Radio´  

`Swimming In It´  

`Echran´  

`Wander (Beequeen)´  

`The Tail Of The Tiger´  

`Dark Skies At Noon´  

`Scatole Sonore – 1 dicembre 2005´ // `Scatole Sonore – 5 gennaio 2006´  

`Paquet Surprise´  

`Dis_Patched´  

`For birds, planes & cello (a continuous field recording with cello)´  

`Everyone Alive Wants Answers´  

`Uotha´  

`Mini Dakedo Demo Album´  

`Sisyphus´  

`White Rooms´  

`Resonant Objects´  

`Very Rec´ // `This is Stunt Rock Vol. 3´  

`The Circle Is Not Round´  

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`Rebuilding Pantaleone’s Tree´  

`The Golden Morning Breaks´  

`Reveal'd To None As Yet - An Expedience To Utterly Vanish Consciousness While Still Alive´ //`PSF & Alchemy (20th Anniversary Live)´  

`Going Round In Serpentines´  

`The Quality Of Something Audible´  

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`Hex: Or Printing In The Infernal Method´  

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`Sanhedolin´ // `Tokyo Flashback 5´  

`Sihl´  

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`L’après, l’(a)-Dieu (40mt, under)´  

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`The Day´  

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`When The Detail Lost Its Freedom´  

`Scatole Sonore (5 Gennaio 2006)´ // `Scatole Sonore (2 Febbraio 2006)´  

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`Night Life´  

`Urueña´  

`Armonica´  

`Prontuario per giovani foglie´  

`The Garden Of Brokenness´  

`Tóg é go Bog é´ // `Here Comes The Bear´  

`Comes To Your House´  

`The Album´  

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`Bipolar / Wring the Wrist´  

`Laze biose´  

`In My Father's House Are Many Mansions´  

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`A Thousand Incidents Arise´  

`Drones For Diasporas´  

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`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´  

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`Anaananaan´  

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`Bending The Tonic´  

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`Fair & Square´  

`Helping Hand´  

`Squarehorse´  

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`Backyard Vol. 2´  

`Five Feet From Home´  

`Not Alone´  

`The Amateur Hermetic´ // `Product 06´ // `Untitled # 164´ // `The Air In The Sand´  

`Scatole Sonore (2 Marzo 2006)´ // `Scatole Sonore (6 Aprile 2006)´  

`The Return Of The 120 Magicians´  

`Comaneci´  

`The Men Album´  

`Ancora Saigon´  

`Bird Heart in Wool´  

`Clark´  

`Plans Drawn in Pencil´  

`The traditions of the past cannot be retrieved´  

`Naisnice´  

`Sixpériodes´  

`A Personal Account Of Conflict´  

`Inside A Moving Machine´  

`Roots and Fruits´  

`Introduction´ // `Live in Paris´  

`Preghiera per una stella´ // `Gravescapes´ // `Will You Please Be Quiet, Please?´  

`The House of Mourning´  

`Miastenia´  

`L'Orfeo Concluso´  

`April’s Fool´  

`Splintered´  

`Tagliare´  

`Annihilate This Week´ // `Red Room´ // `Figure 2´  

`I’m ep here´  

`The Even Times´  

`Wordless´  

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`The Monkeys in The Zoo Have More Fun Than Me´  

`Un an´  

`Timing the 183k pulse: Eleven Intuitive Act on a Defined Vamp´  

`Baptism & Birthday´  

`Hidden Or Just Gone´  

`Homeogryllus Japonicus Orchestra 2004´  

`Å´  

`Dataplex´ // `Fflux´  

`Vedo Beat´  

`Trapping´  

`In the Morning Twilight´  

`Acoustic & Semiacoustic´  

`Check Point Charlie 2005´  

`Raus Aus Stavanger´  

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`The Topography Of The Lungs´  

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`The animation of lists and the archytan transpositions´ // `Gestaltsystem 0 :: Possible forms´  

`Hito´ // `Kusa´  

`Martedì 11 Luglio 2006 @ Auditorium di Roma´  

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`Secousses Panoramiques´ // `Air.ratio´  

`The Red Tower´  

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`Don't Remember´  

`Glissandro 70´  

`L’écurie´ // `Satanische Vrede´  

`Metaprogramming From Within The Eye Of The Storm´ // `Gelbe Tupfen´  

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