`A Year Of The Aural Gauge Operation´

Autore disco:

3/4 had been eliminated

Etichetta:

Häpna (S)

Link:

www.hapna.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2005

Titoli:

1) Widower 2) Labour Chant 3) Shifting Position 4) Wave Bye Bye To The King 5) Monkey Talk 6) Loop Recorder In The Patient With Heart Disease 7) In Every Tree A Heartache 8) Fun With Nails 9) As Of Yore

Durata:

58:00

Con:

Tony Arrabito, Stefano Pilia, Claudio Rocchetti, Valerio Tricoli

Lo spazio fantasmatico del rock

x Salvatore Borrelli

Lerdahl e Jackendoff nell'applicazione del modello TGMT promulgavano un ritratto percettivo dell'atonalità come prolongational reduction, ovvero come disposizione degli eventi sonori dati dal movimento in tensione e distensione nelle coordinate dell'intervallo. Il livello di sensibilità, ma sarebbe meglio dire, quel mirabile effetto di perturbamento percettivo dell'ascoltatore, si determina in relazione al prolungamento ed al contrasto della gerarchizzazione lineare che queste unità discontinue provocano in funzione agli elementi che si marcano di volta in volta come eventi sintomatici nell'intervallo. L'intervallo consiste in movimento, nullità, divenire: sono questi gli spettri che emergono sempre come un'emergenza del presente, stanno in plein-air, s'intersecano come retrazione fluida nelle maglie della carne, portano ai contorni il colore da riempire ma il vuoto ha già un colore quando un altro colore lo riempie, e per riempire il vuoto c'è certamente bisogno di brutalità ed eversione. Valerio Tricoli è il custode dei grandi eventi da estirpare, un vero e proprio eversore ma coordinato, preciso, è un genio accanito di queste evoluzioni inespresse perché la sua pratica consiste nell'incestare modulazioni inattese per farle ciondolare nello spazio congelato, in penombra, di qualcosa che sarà. L'omoplasia che retroagisce come una caosmosi relativamente infinita dietro alla musica dei 3/4 ha qualcosa di stralunato e folle dato che sillogisticamente s'incarna di intrasportabili climax oceanici che provengono da spazi d'interno, si riconciliano nell'intratestualità tellurica, nell'intraferro del marasma concettuale, per portare la composizione su livelli di rizomatiche contingenzialità che hanno più materia neuronale e genomica quanto contrapposizione e non-sense panico. "A Year Of The Aural Gauge Operation", qualcuno direbbe che è quel proseguimento evoluzionistico dell'ultimo brano del primo disco dei 3/4 had been eliminated: quello era un brano rock, post-slintiano, c'era certamente dell'ironia rortyana lì, una mimesi che doveva per forza risolversi in contraddizione insanabile tra la materia del disco e la materia rock, ma era un tassello che si sfrenava da sé, apparteneva all'inizio, era forse un elemento solipsistico, dato dagli stessi procedimenti intuitivi del restante disco, ma faceva suonare quel disco come un'orgasmo rock sul finale ed in questo conteneva certamente qualcosa d'instabile proprio come si vuole che l'arte ne debba contenere. Il condensamento sintetico di questo nuovo lavoro, a differenza del primo, non lascia niente ai margini, vive soltanto in questi margini, sta nel margine e per questo non ne lascia fuori niente né si lascia fuori qualcosa. Questo significa che il secondo disco del gruppo che, insieme a Sinistri, sta riconcettualizzando avidamente l'emblematica dell'assenza qui in Italia, non è ancora un disco rock, ma proprio per queste motivazioni è più di un disco rock; non può dichiararsi immune dal vizio dell'organizzazione planetaria degli elementi, ne vive e ne contiene troppi, ma sono fantasmi, esistono come rigurgiti, presentano il mondo della psiche sulla sfera della musica come non si era fatto finora e come non si farà certamente da qui a poco. Da qualche parte Boulez scrive: "riprogrammare la macchina perché dia, ogni volta che si riascolta un nastro, caratteristiche differenti di tempo" ed è così che avviene qui senza minima d'ombra dubbio. Quel microfono a contatto che sullo sfinire dell'unico importante disco di Tricoli restava attaccato in quell'ambiente fatto di protezioni deboli come un vetro che captava l'esterno ma che restava insieme dentro lo spazio domestico di un solipsismo ma tutto proiettato sul mondo della vita husserliano, qui, sta dentro ogni singolo tape, ogni singola eruzione sismografica e sonora, non ha meno importanza della chitarra di Pilia che, nel primo pezzo innanzitutto, mima tutta la poetica sconfinata di distese desertiche, ha un'importanza paritaria se non superiore perché quello che emerge in questi incastri di sinfonismo e rock sono fantasmi d'assenza, ovvero un mondo dietro un mondo. La straordinarietà di quest'operazione transgenica, transegnica, consiste nel mantenere dentro un circuito perfettamente consapevole di sé tutto il caos della materia, senza schiacciarla, facendola vivere ed esistere in ogni momento, non come spazio di confusione ma anche come uno spazio d'accompagnamento ed è un'operazione più vicina alla musica di Berio che a quella dei gruppi della Constellation.


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Data Recensione: 14/2/2006
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 Archivio dell'anno 2006 ...

`v3´  

`Looping I-VI (and other assorted love songs)´  

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`Exkursion´  

`Triste´  

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`Lumottu Karkkipurkki´ // `Kellari Juniversumi (reprint)’  

`Status´  

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`Ridin' The Stang´  

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`Axel Dörner & Robin Hayward´ // `Activity Center & Phil Minton´  

`Soundtrack Stories´  

`Dishoek´  

`HHHH´  

`7 Million´  

`Voice In The Wilderness: Dissenting Soundscapes And Songs Of G. W.’s America´  

`The Way Of The Animal Powers´ // `Growing & Mark Evan Burden´  

`Vol 4´ // `Greatest Hits´ // `Fear The Windows´  

`Nomis´  

`Big Ears – Fitzgerald’s Manifesto´  

`Small Explosions that are yours to keep´ // `Norden´  

`Musica onirica per film immaginari´  

`Longitude / Cratere´  

`Myrninerest´  

`Uchu Ni Karamitsuiteiru Waga Itami´ // `Global Ancient Atmosphere´ // `Venerdì 30 Settembre 2005 – Teatro Ariosto´  

`L’Ange´  

`Frame´  

`Oggi ho indossato la tua mancanza´  

`Essence of 3EEM´  

`Pneuma´ // `Solo Voce´ // `Songs To Cry By For The Golden Age Of Nothing´  

`AnteNata´  

`Steppers+´  

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`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´  

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`Le baptême de la solitude´ // `Free For(m) Rimbaud´ // `Platessa´  

`Lay Your Soul Bare´  

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`The Anabaptist Loop´  

`Psicopatologia del Serial Killer´  

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`Healing Memories And Other Scattering Times´ // `Invisible Pyramid: Elegy Box´  

`Filament Box´  

`Angles Of Repose´ // `The Eleventh Hour´  

`Blackwhitemusic´  

`Osci´  

`Krško - Valencia´  

`Pelt´ // `Catonapotato´ // `The Naive Shaman´  

`[mezza luna piena]´  

`Kiss the light goodbye´  

`Uncolored (swing'n'pop around rose)´  

`Just Before Dawn´  

`A M.B. Iehn Tale´  

`A Year Of The Aural Gauge Operation´  

`Emerald Stars´  

`The Unsaid Words´  

`A Delay Is Better´ // `Skymother Mountain´  

`Instorments´  

`III´  

`Baggerboot´  

`Farewell Aldebaran´  

`Aube Reworks Stefano Gentile´  

`Every Still Day´  

`Essays On Radio: Can I Have 2 Minutes Of Your Time´  

`Automatic Guerrini´ // `Unclocked´  

`Rex Xhu Ping´  

`Somelove´  

`Memento Rumori´  

`Rhythmajik´  

`Pour un pianiste (1973 – 1974)´  

`Simulando un Refugio´  

`Kill The Vultures´  

`B-interrail´  

`Trans-Sister Radio´  

`Swimming In It´  

`Echran´  

`Wander (Beequeen)´  

`The Tail Of The Tiger´  

`Dark Skies At Noon´  

`Scatole Sonore – 1 dicembre 2005´ // `Scatole Sonore – 5 gennaio 2006´  

`Paquet Surprise´  

`Dis_Patched´  

`For birds, planes & cello (a continuous field recording with cello)´  

`Everyone Alive Wants Answers´  

`Uotha´  

`Mini Dakedo Demo Album´  

`Sisyphus´  

`White Rooms´  

`Resonant Objects´  

`Very Rec´ // `This is Stunt Rock Vol. 3´  

`The Circle Is Not Round´  

`Tapestries´  

`Rebuilding Pantaleone’s Tree´  

`The Golden Morning Breaks´  

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`Hex: Or Printing In The Infernal Method´  

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`Sihl´  

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`L’après, l’(a)-Dieu (40mt, under)´  

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`Februar´  

`Fugues´ // `Broken Wings Lead Arms To The Sun´  

`... A Gift for ... (°!°)´  

`Valve Division´ // `Piano Solo´  

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`A Strange Day´  

`L’île re-sonante´ // `Elemental II´  

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`1981´ // `Pop Ambient 2006´  

`Lantern´  

`Out To Lunch´  

`First Thus´ // `Architectures On Air And Other Works´  

`I.K.K. - Purpur´  

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`Oninneembaar´  

`Spoil, Microbe´ // `First Cut´  

`Manuale audiofonico sull’assenza di senno´ // `Il Duo Azure´ // `Live at Barcone – Torino – 16.10.2004´  

`Fuck Work´  

`The Day´  

`Queezy Epiphany Coming Through The Wall´ // `Stop Touching My Cat´ // `Wrong Faced Cat Feed Collapse´  

`When The Detail Lost Its Freedom´  

`Scatole Sonore (5 Gennaio 2006)´ // `Scatole Sonore (2 Febbraio 2006)´  

`Duo…´ // `Rocca´  

`Night Life´  

`Urueña´  

`Armonica´  

`Prontuario per giovani foglie´  

`The Garden Of Brokenness´  

`Tóg é go Bog é´ // `Here Comes The Bear´  

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`The Album´  

`It’s Morning´  

`Bipolar / Wring the Wrist´  

`Laze biose´  

`In My Father's House Are Many Mansions´  

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`Drones For Diasporas´  

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`Piano Improvisations´ // `Solo Piano´  

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`Helping Hand´  

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`The Complete Guide to Insufficiency´  

`Backyard Vol. 2´  

`Five Feet From Home´  

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`The Amateur Hermetic´ // `Product 06´ // `Untitled # 164´ // `The Air In The Sand´  

`Scatole Sonore (2 Marzo 2006)´ // `Scatole Sonore (6 Aprile 2006)´  

`The Return Of The 120 Magicians´  

`Comaneci´  

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`Ancora Saigon´  

`Bird Heart in Wool´  

`Clark´  

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`Sixpériodes´  

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`Inside A Moving Machine´  

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`Preghiera per una stella´ // `Gravescapes´ // `Will You Please Be Quiet, Please?´  

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`Splintered´  

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`Timing the 183k pulse: Eleven Intuitive Act on a Defined Vamp´  

`Baptism & Birthday´  

`Hidden Or Just Gone´  

`Homeogryllus Japonicus Orchestra 2004´  

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`Check Point Charlie 2005´  

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`The Topography Of The Lungs´  

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