 ---> Nuovo: intervento di Claudio Tarsia che pur esulando dai temi fin qui affrontati ben si cala nell'ottica di "tempi moderni". Questo articolo, come spesso mi accade, nasce da un’esigenza reale (anche mia) di capire quello che realmente sta accadendo, ma nelle mie idee era configurato in modo affatto diverso. Poi, nuovamente come spesso mi accade, il tutto ha preso una propria fisionomia ed è andato sviluppandosi in maniera autonoma e indipendente dalla mia volontà. Quella che era stata pensata come un’intervista su copyright, copyleft, licenze Creative Commons e SIAE è andata allargandosi ad altri temi e, quindi, ho pensato di dare al tutto una forma aperta e indefinita, una specie di indagine fatta con interviste e da proseguire nel tempo, in cui affrontare questioni quali quella dei supporti, del download, dei concerti…. È chiaro che nessuno è in grado di conoscere il futuro, di sapere dove andrà a parare questo nostro mondo, e noi con lui (magari fra neppure dieci anni qualche terribile catastrofe ci seppellirà tutti), eppure quantomeno è possibile fare delle previsioni ed esprimere delle impressioni. È anche chiaro che siamo sommersi da problematiche ben più importanti della musica, ma alcuni dei temi qui trattati (come quello del copyright, del 'lavoro' intellettuale e dei brevetti) sono comunque applicabili ad altri aspetti dell’organizzazione sociale. Anche il titolo avrebbe dovuto essere diverso, ma visto che il prossimo 5 Febbraio sono trascorsi 70 anni dalla prima mondiale di “Tempi Moderni”….
Pubblichiamo per il momento due interviste - con la speranza che il tempo ci permetta di aggiungerne altre - dalle quali spero possano emergere anche indicazioni pratiche per chi è interessato a diffondere la propria musica in modo ‘diverso’. Se c’è qualcuno interessato a esprimere la propria opinione, anche non conforme alle nostre idee, ci contatti pure… noi siamo qui, senza censure.
Un ringraziamento speciale va a Davide della web-label Benekkea che mi ha fornito un primo indirizzario attraverso il quale poter iniziare. E, naturalmente, grazie a tutti gli intervistati.
  
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