figli di un dio minore: los saicos    
di mario biserni (no ©)




Altroché figli di un dio minore, Los Saicos erano figli di nessuno (o, stando alle più recenti scoperte, di una buona donna).
Peruviani, di Lima (o, meglio, del distretto di Lince), si formarono nel 1964 e si sciolsero nel 1966, breve lasso di tempo che bruciarono pubblicando ben 6 sette pollici (praticamente concentrati nell’anno 1965). La loro è la storia dei tanti gruppi nati nel posto sbagliato per poter aspirare a un riconoscimento nelle enciclopedie ufficiali della musica rock. È servita la globalizzazione culturale, seguita all’avvento di internet, affinché il loro nome venisse dissotterrato e addirittura fossero additati quali precursori della musica punk.
Così sta scritto su wikipedia: «Los Saicos are a garage rock band of formed in 1964 in Lima, Peru, and have become recognized as global pioneers in protopunk. In a short amount of time during the 1960s, they became one of the most successful groups in their own country, fashioning a unique surf-influenced garage sound, that would anticipate certain aspects of the later punk rock movement of the 70s» (Wikipedia).
A sostegno di questa tesi vengono citati vari documenti, fra i quali un articolo del Guardian: «It's a question that has long been the subject of intense and often bitter debate: where exactly did punk rock begin? Was it conceived in the smoke-filled back rooms of London pubs or did it leap fully formed from the dive bars of New York?
Few would imagine the genre that revolutionised music was actually born at a cinema matinee in the Peruvian capital of Lima.
Almost a decade before the Ramones, the New York Dolls or the Sex Pistols struck a chord in anger, the Peruvian band Los Saicos (the Psychos) were screaming, speeding and drinking their way to local notoriety. Now, thanks to an upsurge of interest and a recent documentary, the band – all in their sixties – have reformed and found their biggest following in half a century.
Their signature tune, Demolición (Demolition) has been revived as an anthem for political protesters and, reportedly, - for drug barons. In the Lima district of Lince, a marble plaque has been erected with the provocative claim etched in marble: "The global punk movement was born here. Demolish!!!"
» (The Guardian).
Forse in tutto questo c’è dell’esagerazione, dal momento che la struttura delle loro canzoni è tipicamente garage (con un fondo di rock’n’roll primigenio), seppure fossero molto più grezzi, selvaggi e primitivi della maggior parte dei gruppi che professavano quel genere di musica.
A fare la differenza c'è anche il fatto che, contrariamente ai migliori gruppi garage (The Seeds, The Standells, The Sonics, The Chocolate Watchband …), non usavano strumenti a tastiera ma erano rigidamente ancorati a un quartetto di tipo beatlesiano: due chitarre (Erwin Flores e Rolando "Chino" Carpio), un basso (César "Papi" Castrillón) e una batteria (Francisco Guevara).
Un altro elemento basilare era la voce gutturale di Flores, che non ha eguali nei gruppi dell’epoca, resa ancor più barbara dal confronto con quella più lovely (alla Buddy Holly) di Castrillón.
Ciononostante il gruppo restava ancorato al genere garage e ben lontano da quello che sarà poi il punk degli anni Settanta.
Decisamente punk, invece, era la loro attitudine, ad iniziare da un nome che si distingueva nettamente da quelli utilizzati nella scena musicale dell’epoca. In un primo momento avevo creduto che fosse una contrattura latina di Psychos e invece, più verosimilmente, sembra essere un derivato di Sadicos, primo nome scelto e scartato per paura di incappare nelle maglie della censura. Anche se, probabilmente, al momento di sceglierlo l’assonanza con psychos deve aver giocato il suo ruolo. Comunque, psicopatici o sadici che fossero, non si presentavano certo in modo rassicurante (pensate solo ai nomi, socialmente ben più accettabili, dei gruppi statunitensi che abbiamo citato sopra, o a quello dei campioni del garage italiano I Corvi).
E poi, permettetemi di citare Dante, più che ‘l nome potè ‘l tema delle canzoni.
Titoli, che facevano sicuramente riferimento alle condizioni di vita del loro ambiente sociale, come Demolicíon, Camisa de fuerza, Cementerio, (Fugitivo de) Alcatraz, El Entierro de Los Gatos e Salvaje, si associavano a testi ancor più rilevanti e dall'aspetto di piccoli anthem: «echemos abajo la estación de tren! / demoler, demoler, demoler, demoler / echemos abajo la estación de tren! / Nos gusta volar estaciones de tren». Sembra davvero d’essere in pieno vortice anarco-punk.
La globalizzazione culturale, come accennato sopra, ha portato anche alla loro (ri)scoperta, con conseguente reunion del gruppo, incompleto per la morte di Carpio sopraggiunta nel 2005 (nel Maggio del 2015 è scomparso anche Francisco Guevara), e vari concerti in Perù, in altri paesi latino americani e in Spagna. Il tutto focalizzato intorno al concetto di «la prima punk band del mondo» (così li ha definiti il quotidiano madrileño ABC).
Nel 2013 è stato addirittura pubblicato un nuovo singolo, registrato nel 1969 e all’epoca bandito in Perù per il suo testo, con la canzone El Mercenario che ha un’impostazione quasi cantautorale e non rende giustizia alla grinta dimostrata dal gruppo nella sua epoca d’oro.
Sono stati davvero la prima punk band? Vero o falso? Boooooohhhh, sicuramente sono stati dei grandes hijos de puta!.


DISCOGRAFIA:
• "Come On / Ana" (7”) – Dis Perú 1965
• "Demolicíon / Lonely Star" (7”) – Dis Perú1965
• “Camisa de fuerza / Cementerio" (7”) – Dis Perú 1965
• "Te Amo / (Fugitivo de) Alcatraz" (7”) – Dis Perú 1965
• "Salvaje / El Entierro de Los Gatos" (7”) – Dis Perú 1965
• "Besando a Otra / Intensamente" (7”) – El Virrey 1966
Le 12 canzoni sono state collezionate a più riprese in:
• “Wild Teen Punk from Peru 1965” (10”) - Electro Harmonix 1999;
• “Saicos” (CD) – Repsychled 2006;
• “¡Demolicíon! The Complete Recordings” (6x7” Box) – Munster Records 2010



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