figli di un dio minore: the blocking shoes    
di mario biserni (no ©)




Curiosando negli scantinati m’è capitata in mano una strana versione di Venus, la canzone degli olandesi Shocking Blue che negli anni 1969-1970 scalò le classifiche di vendita in mezzo pianeta. Il brano, che miscelava sapientemente Jefferson Airplane e Velvet Underground, venne composto dal chitarrista e leader del gruppo Robbie van Leeuwen e fece scalpore perché gli Shocking Blue furono l’unico gruppo rock non inglese o americano a ottenere un successo di così vasta portata.
In quel 7 pollici che stavo tenendo in mano, nonostante la copertina fosse molto simile a quella del singolo olandese (con un’immagine della ‘Venere di Milo’), c'era però qualcosa di sbagliato.
La curiosità m'ha spinto a osservare più attentamente e così mi sono accorto che non si trattava affatto del singolo degli Shocking Blue ma di un dischetto firmato Blocking Shoes. La canzone era la stessa, anche l'autore corrispondeva, e la data di pubblicazione del singolo era egualmente il 1969. Sul lato B c’era però lo strumentale Blossom’ Shoes composto da tal Sam Oliver (probabilmente un direttore d’orchestra francese e autore di musica leggera orchestrale il cui nome reale dovrebbe essere Bernard Gérard) e non la Hot Sand della versione originale.
Sono andato a cercare su internet ma non ho trovato nulla a proposito di questa vicenda né a proposito dei fantomatici The Blocking Shoes, gruppo che ha pubblicato soltanto quel 7 pollici e dietro al quale si nascondeva probabilmente proprio Bernard Gérard. Quindi mi sono arrangiato e ho tirato un po' a indovinare.
Chissà attraverso quale inghippo i Blocking Shoes ottennero il permesso di pubblicare una loro versione della canzone in contemporanea con gli Shocking Blue, se non prima di essi, fatto è che giocando sull'assonanza del nome e su una copertina simile alla versione originale del disco dovettero ingannare più d’uno fra quelli che compravano la canzone dopo averla magari ascoltata per radio. Il disco dei Blocking Shoes venne infatti diffuso soprattutto nei paesi latini (Francia, Italia e Spagna) dove era più facile confondere quei due nomi anglosassoni dal suono molto simile.
Si spiega così perché la versione di Venus degli Shocking Blue venne pubblicata in Italia, Francia e Spagna con ben visibile l’avviso versione originale.
Che fine fecero i protagonisti della vicenda?
Gli Shocking Blue proseguirono a fare dischi fino al 1974, senza però ripetere quel successo, e la loro vicenda poteva terminare nel più completo anonimato se non che a metà degli anni ’80 le Bananarama pubblicarono una loro versione danzereccia di Venus, con la produzione di Stock Aitken Waterman, rinverdendone e moltiplicandone a dismisura il successo. Nel 1989 un’altra loro canzone, Love Buzz, venne poi ripresa dai Nirvana e inserita nel loro album d’esordio “Bleach”, riproponendo così il loro nome anche presso il pubblico più rock.
I Blocking Shoes, invece, scomparvero nel nulla senza nessun’altra pubblicazione. Ciò rinforza l’ipotesi della sigla fantasma. Le due canzoni di quel loro 7 pollici, inoltre, vennero ripubblicate nel 1970 nel primo lato di uno split, questa volta sotto la sigla mutata in The Planeters (il che fa pensare che gli olandesi avevano intrapreso e vinto un'azione legale), split che nel secondo lato presentava Daydream dei Wallace Collection e Get Back dei Beatles rifatte da Raymond Ruer Organ Pop Music (Ruer era un altro francese attivo nel settore della musica leggera orchestrale). Figli di un dio minore, certo, ma ancor più dei gran figli di buona donna.


ASCOLTI:
• Shocking Blue: "Venus" (7" EP) – Penny Farthing 1969 (La versione EP australiana e/o neozelandese di Venus contiene anche Love Buzz)
• The Blocking Shoes: Venus / Blossom’ Shoes (7") – Vega 1969
• Bananarama: Venus / White Train (7") – London Records 1986
• Nirvana: "Bleach" (LP) – Sub Pop 1989




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