figli di un dio minore: distorted pony    
di mario biserni (no ©)




I Distorted Pony sono il classico gruppo ‘fuori luogo’ (o ‘fuori contesto’). Se non fai parte di una scena, in musica, sei come uno che non ha famiglia, non ha genitori e, molto probabilmente, non avrà figli. Oppure, se li avrà, saranno malaticci e destinati a morire di fame e di stenti. Se non fai parte di una scena sei come una cometa che nessuno ha annunciata: ti vedranno solo quei quattro gatti che casualmente guarderanno verso il cielo al momento del tuo passaggio, ma il giorno dopo saranno tacciati di essere degli ubriaconi, dei visionari o, ancor peggio, dei matti. E così, del tuo passaggio, non resterà memoria.
La band emerge nel 1986 dai fumi di Los Angeles nella forma di un duo, formato dal chitarrista-cantante David Uskovich (David U, U.) e dalla bassista-cantante Dora Jahr, che per aumentare il potere d'impatto nelle performance si fa accompagnare da una drum machine. Nel 1988 si aggiungono Robert Hammer (Der Hammer) alla chitarra e Theodore Jackson alle percussioni. Nel 1991 London May, un secondo batterista, integra la già consistente presenza ritmica.
La loro miscela di noise, grunge, doom e industrial mal si cala in una città preda della febbre hip hop, mentre una realtà come quella di New York, e probabilmente anche di Chicago o di Seattle, li avrebbe accolti a braccia aperte.
Il primo singolo è un ottimo biglietto da visita: tre brani, piuttosto lento il primo e moderatamente spinti gli altri due. In Concrete Bruises i ritmi sono marziali, le chitarre vibrano come motoseghe e la voce semirecitante è sommersa nel rumore. Stilleben e Angel On A Haug sembrano invece conditi da una certa effervescenza punk.
Nel 1991 esce un 12 pollici inciso su un solo lato, mentre nell’altro sono graffiti i testi delle canzoni, che contiene quattro schegge più veloci e una cantilena più lenta e malsana (Blare). L’impostazione è quindi di nuovo quella del singolo precedente ma cambia la cerchia di pubblico raggiunto, dal momento che il disco viene pubblicato dalla notoria BOMP! di Greg Shaw.
In realtà il marchio non sembra essere il più adatto alla musica del gruppo, essendo specializzato soprattutto in generi quali il garage e derivati. Questa inadeguatezza si fa manifesta con il successivo “Punishment Room”, un LP con 10 brani volutamente non divisi in due lati (nel senso che non esistono un lato A e un lato B). L’effervescenza punk si trasforma qui in nervosismo post e, è fuor di dubbio, si fanno sentire sia la presenza del guru Steve Albini alla consolle sia l’ingresso di London May al secondo set di percussioni. Le chitarre producono un movimento oscillatorio di rumore stratificato, saltuariamente trafitto da minuscoli scampoli di melodia, mentre le vocals fluttuano fra il semirecitato animoso e l’urlo animalesco. È come se gli Slint si fossero convertiti alla filosofia di Glenn Branca, con la benedizione dei primi catastrofici Earth. Le intenzioni del titolo sono pienamente rispettate.
L’anno successivo i Distorted Pony trovano rifugio in Germania presso la Gasoline Boost Records che pubblica un 7” con Dept. Of Existence e Go Cart. È facile cogliere un aggiustamento di tiro. I ruoli sono molto più ben definiti. Il basso recupera una sua identità quasi funky. Le chitarre ammorbidiscono i toni. La danza macabra delle percussioni si fa moderna. Le vocals escono fuori dal caos assordante. La componente doom si prende la sua rivincita. È come uscire da un dipinto dove i colori sono stati scagliati per entrare in uno dove il caos c’è comunque, ma è stato tinteggiato a colpi di pennello.
I due brani, in versione leggermente diversa, saranno anche il fulcro del disco successivo che verrà pubblicato su Trance Syndicate Records nel 1994, a gruppo ormai sciolto, con il titolo “Instant Winner”. Peccato, perché i toni meno estremi del disco, uniti alla maggiore presenza del marchio discografico, avrebbero potuto dare al gruppo una più alta visibilità, qualora vi fosse stata una sufficientemente promozione anche a livello concertistico.
I Distorted Pony si sono riformati nel 2010 con il chitarrista Eddie Rivas al posto di Robert Hammer, ma i tempi sono ormai cambiati e il tempo perso non può essere certo recuperato. Il loro ruolo è definitivamente quello di cult.




DISCOGRAFIA:
• "Concrete Bruises / Stilleben / Angel On A Haug" (7”) – Piece Of Mind Records 1990
• "Work Makes Freedom" (EP) – Bomp! 1991
• "Punishment Room" (LP) – BOMP! 1992
• "Dept. Of Existence / Go Cart" (7”) – Gasoline Boost Records 1993
• "Instant Winner" (LP) – Trance Syndicate Records 1994




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