figli di un dio minore: rites of spring / happy go licky    
di mario biserni (no ©)




Figli di un dio minore, certo, ma due di loro sono comunque nati sotto una buona stella... il chitarrista e cantante Guy Picciotto e il batterista Brendan Canty sono stati infatti due colonne portanti dei Fugazi, con i quali hanno raggiunto un considerevole successo mondiale.
Ma i Rites Of Spring sono un’altra storia.
Formatisi in quella Washington DC che rappresentava uno dei centri più forti del punk-hardcore, sotto la spinta animatrice dei Minor Threat e della Dischord Records formata dal loro leader Ian MacKaye, si può dire che in un certo senso avevano la strada spianata.
Erano tre ragazzi quasi alle prime armi (Brendan Canty, Guy Picciotto e Mike Fellows) più un quarto che aveva alle spalle alcune importanti esperienze formative con Untouchables, Faith e Scream (Eddie Janney) e, nonostante si trattasse di un collettivo molto coeso, ad emergere era soprattutto la figura di Picciotto: impressionante frontman sul palco, con i suoi movimenti spastici, e autore di testi che cantava con una voce in grado di esprimere allo stesso tempo rabbia e angoscia.
Si riscontravano nella musica del gruppo tre influenze fondamentali: quella più brutale dell’hardcore classico d'impostazione tendente al metal, rappresentato soprattutto dai Black Flag, quella degli Hüsker Dü, che mitigavano la loro discendenza hardcore con una forte attitudine melodica, e quella della scena locale riassumibile nella filosofia straight edgeuno stile di vita che prevede l'astinenza dal consumo di tabacco, alcool, droghe, e, anche l'astinenza dal sesso occasionale. Talvolta prevede la pratica del vegetarianismo o del veganismo. Questa corrente deriva da un'etica di matrice hardcore: fu infatti teorizzata e messa per la prima volta in pratica nei primi anni ottanta da Ian McKaye, membro del gruppo hardcore punk Minor Threat e prende il nome da un loro famoso brano», da Wikipedia).
Da un punto di vista stilistico vennero considerati fra i padri, se non i padri, dell’emocore, corrente del punk hardcore che privilegiava l’aspetto emotivo, più prosaicamente furono fra gli animatori dela cosiddetta revolution summer del 1985 (insieme a Beefeater, Embrace, Gray Matter, Fire Party e altri). In quell’estate la scena di Washington DC ricusò alcuni aspetti legati al punk hardcore più classico, quali sessismo, machismo e violenza gratuita. Per Picciotto e compagni tutto ciò si traduceva in una musica più elaborata, rispetto alla tradizione dell’hardcore, con canzoni mediamente più lunghe, suonate con tecniche meno approssimative e nelle quali i testi e le melodie rivestivano una rinnovata importanza.
Picciotto, in rispondenza alle sue origini italiane (non certo mascherate dal Guy), era fondamentalmente un passionale.
I quattro Rites sembravano essere così il condensato di tutto quel fermento, attraverso una musica difficilmente racchiudibile dentro un genere specifico, sia pure esso l’emocore o il punk hardcore, per quanto era erudita e ricca di riferimenti. Caso mai, seppur priva dell’elemento funky, era possibile cogliere un altro ascendente nel politicamente corretto dei Minutemen, un amore dichiarato attraverso quell’«inspirations - beefeater» che sta scritto nelle note al primo LP (i Beefeater erano un gruppo washingtoniano, guidato dal chitarrista nero Fred "Freak" Smith, che si rifaceva al funk-core del gruppo di Dennes Boon e Mike Watt).
Esistono sei brani in versione demo, registrati all’inizio del 1984 e pubblicati postumi nel 2012, che dimostrano quanto le idee dei quattro fossero chiare e innovatrici fin dall’inizio. Il resto della discografia consiste di un LP, registrato nel Febbraio del 1985 e pubblicato nello stesso anno, e di un 7 pollici con quattro piste registrato nel Gennaio del 1986 e pubblicato nel 1987, quando il gruppo si stava già evolvendo verso una musica ancor più articolata (e le quattro canzoni mostrano già i segni di questa evoluzione).
Prima che Brendan Canty e Picciotto confluissero a formare i Fugazi, con Ian MacKaye e Joe Lally, i Rites Of Spring avevano cambiato il nome in Happy Go Licky e stavano guardando oltre.
Pur restando ferme l’attitudine e la bellezza selvagge dell’hardcore, in questa nuova incarnazione entravano prepotentemente in gioco le tradizioni post-punk e noise più malsane ed evolute. Le esplosioni improvvise, i vuoti sornioni, le strutture nervose e le giocate di tensione, in tutto ciò c’è già in nuce quello che sarà poi il suono dei Fugazi (gli Happy Go Licky ebbero breve vita fra il 1987 e i primissimi mesi dell'anno successivo e il primo disco dei Fugazi venne registrato nel Giugno di quello stesso 1988). Tutto ciò mi rinforza nella convinzione, avuta da sempre, che nei Fugazi c’era più farina del sacco di Picciotto che non di quello di MacKaye.
Purtroppo gli Happy Go Licky, che in totale si esibirono in pubblico sette volte, non hanno lasciato granché, solo un LP con sei songs registrate in concerto e pubblicato nel 1988 sull’etichetta di Picciotto Peterbilt Records (comunque distribuita da Dischord). Il disco venne stampato in sole 1000 copie e distribuito in una confezione piuttosto spartana.
Picciotto, al proposito, ha detto: «The tradition of weird packaging came about because when we were doing the first HGL 12" we were wracking our brain to think of a way to make a super cheap sleeve that didn't look like everything else. We came up with the concept of putting the records in a cut off 12" manila envelope with a sticker for cover art - a rubber stamp for the label info and a business card inside with track information. We had to cut 1000 manila envelopes in half with a paper cutter then stick on the stickers and stamp the backs - then we had to get the vinyl inside which was pretty tough to do cos they were so tight. i know that is one aspect of the records that frustrates people - how hard it is to get the records in and out of the sleeves. still, its become a tradition with all the Peterbilt vinyl releases to use the manila but honestly its a crazy pain in the ass assembling them by hand .it takes forever andresults in a lot of paper cuts» (testo ripreso dal portale www.discogs.com).
Poi vennero i Fugazi, ma questa è un’altra storia.
Solo nel 1997, quando ormai anche la vicenda Fugazi volgeva al termine, i sei brani vennero ripubblicati nel CD “Will Play” (con aggiunta di altre 15 registrazioni).


DISCOGRAFIA:
• "Rites Of Spring" (LP) – Dischord Records 1985
• "All Through A Life (7”) – Dischord Records 1987
• "End On End" (CD) – Dischord Records 2002
(ristampa in CD che contiene il primo LP, il 7 pollici e il brano inedito Other Way Around - il CD, nonostante la confezione non abbia alcun titolo, viene presentato nei cataloghi come “End On End”)
• "Six Song Demo" (EP 10” o CD) – Dischord Records 2012
• "Happy Go Licky" (LP) – Peterbilt Records 1988
• "Will Play" (CD) – Peterbilt Records / Dischord Records 1997




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