figli di un dio minore: ghigo    
di mario biserni (no ©)




Quest’uomo è bestiale.
Per inquadrarlo in una giusta dimensione è bene partire da due vicende che, pur sembrando marginali, se valutate sotto la giusta luce appaiono esemplari:

- se andate a spulciare nel pur ottimo “Wikipedia” (versione in italiano) alla voce “Georgia On My Mind” troverete che vengono citati ben 34 interpreti del brano, tra i quali Raphael Gualazzi, Michael Bublé, Tal Farlow e Chicco Piani, ma cercare fra di essi il nome di Ghigo sarà un'impresa vana;

- tale dimenticanza è imperdonabile tenendo presente che già nel 1954, ben prima che Ray Charles ne facesse il successone che tutti conosciamo, Ghigo aveva inciso una sua versione di quel brano (pubblicata inizialmente in veste privata e solo nel 1963 dalla Ri-Fi come allegato alla “Nuova Enigmistica Tascabile”).

Essere spesso dimenticato, seppure il suo nome meriti di stare in testa a tutte le enciclopedie e a tutti gli articoli dedicati alla musica pop italiana nella seconda metà del Novecento, è stata la sua scalogna e giocare d’anticipo è stata una delle sue migliori qualità.
Arrigo Riccardo Agosti (questo il suo vero nome) nacque a Milano il 10 Luglio del 1936.
Appassionato di musica nera, e cresciuto ascoltando i dischi di jazz e blues provenienti dagli USA, nella seconda metà degli anni ’50 è stato tra i primi in Italia, e probabilmente in Europa, a fare rhythm & blues e rock’n’roll.
Dal suo gruppo passarono Giorgio Gaber, Ricky Gianco, Guidone, i Giganti, i Ribelli e molti altri, e ancor più ampia fu la sua influenza nella nascente scena rock italiana.
Durante le sue esibizioni era solito strapparsi i vestiti di dosso, rotolarsi sul palco e scendere in mezzo al pubblico, già prima che Jim Morrison, Mick Jagger, Darby Crash e Iggy Pop emettessero i primi vagiti. Tale era il grado di eccitazione e parossismo che sapeva creare nel pubblico da costringere la polizia, almeno in un’occasione, a intervenire per interrompere il suo concerto.
Nel 1959 pubblicò il suo primo singolo con Coccinella, canzone dedicata a un transessuale parigino, battendo nettamente sul tempo sia i Pink Floyd di Arnold Lyne sia i Kinks di Lola (nel trattare in modo esplicito l’argomento omosessualità in una canzone).
Durante gli anni ’60 utilizzò vari pseudonimi e travestimenti, quando ancora ciò non era di moda, forse per confondere le idee e aggirare l’ostracismo degli organizzatori di festival e dei media (Ghigo e gli Arrabbiati, Mister Anima, Ghigo e i Goghi, Probus Harlem, Rico Agosti …). Rispetto a tale ostracismo, va detto che canzoni come Coccinella, Banana (frutto di moda) (dal chiaro doppio senso), Bella ragazzina di Verona (parla di una groupie quindicenne) e Dai fa la brava (una canzone da spiaggia nella quale lui minaccia la sua donna di andare con l’amica di lei se non andrà dietro gli scogli, dove nessuno li vede, a fare ciò che gli aveva promesso) offrivano certamente uno spunto a operazioni censorie, ma secondo lo stesso Ghigo il motivo principale di tale messa al bando non era legato a quei testi ma al suo modo di cantare, per nulla consono agli standard tipici della canzone italiana. Urla e strappi, energia, parole che venivano spesso contratte, o mal pronunciate per adattarle alla musica, erano tutti motivi alieni al pubblico dell’amore che fa rima con cuore.
Ghigo cantava le cover nella lingua originale e con arrangiamenti non edulcorati, quando tutti le cantavano con testi (mal) tradotti in italiano e con arrangiamenti che strizzavano l’occhio alla tradizione melodica nazionale. Allo stesso tempo scriveva brani originali in lingua italiana arrangiandoli e interpretandoli in modo tale da annullare qualsiasi gap rispetto ai classici americani e inglesi dell’epoca.
Le sue interpretazioni passavano con competenza dal rock’n’roll, al cha cha cha, al blues, al doo-wop, al twist, al beat, al tango rock, alla ballata soul, al dixieland ….
Introdusse in alcune sue canzoni l’uso del recitato.
Alcuni testi lo fanno ritenere un precursore del genere demenziale.
Fotografo (sue, ad esempio, le foto in alcuni dischi degli Stormy Six), giornalista, teatrante, organizzatore d’eventi, poeta, fumettista, grafico, pittore, oltre che cantante, si propose come figura multimediale quando il termine non era ancora stato inventato.

Numerose sue canzoni risalenti alla fine degli anni ’50 e all’inizio degli anni ’60 non furono mai pubblicate. Intorno alla metà degli anni ’60 incise anche alcune cover – tipo Sunny Afternoon, I’ Got You, Memphis Tennesse, In The Midnight Hour … - rimaste inedite fino agli anni ’90, quando trovarono sistemazione nella raccolta postuma “The Originals”. Un ottimo esempio dell’approccio di Ghigo alle cover è rappresentato comunque dai due singoli, a nome Probus Harlem, contenenti A Whiter Shade Of Pale e Homburg dei Procol Harum. Le sue interpretazioni non hanno nulla da invidiare agli originali, le sovrastano addirittura in potenza e la sua voce tira fuori dai due brani la loro anima nera (non a caso quello che appare nell’immagine di copertina dovrebbe essere Sun Ra). Tutto ciò ci porta in un’altra direzione, quella del Ghigo Agosti improvvisatore, sia in relazione alla musica sia in relazione ai testi. Parole e suoni di Non voglio pietà e Solitude Time, due canzoni pubblicate su singolo a nome Mister Anima, sono ottimi esempi in tal senso. Nel retro di copertina vengono presentate come soul experience che «vuol dire creazione immediata, senza arrangiamento, senza preparazione del testo, senza particolari accorgimenti tecnici». Nell’ultimo singolo a suo nome c’è l’incredibile James Brown dice… io dico!! dove, a partire da it’s A Man’s Man’s Man’s World, porta avanti una sua spettacolare, stravolta e visionaria digressione. Il 7 pollici nel quale venne pubblicata la canzone aveva un lato a 33 giri nel quale c’era la versione integrale (comprensiva dell’iniziale rifacimento del brano di James Brown) e un lato a 45 giri dove c’era solo la variazione ghighesca.
I primi anni ’70 lo videro a capo del trio progressive Black Sunday Flowers (Ghigo alla voce e tastiere, J.F. Bennet alla batteria e Paul White al basso) con il quale partecipò al festival di Re Nudo. Il trio pubblicò un solo singolo, su Bla Bla, contenente Madness e Hot Rock (Non voglio pietà cantata in inglese).
Di li a breve lo sdegnoso abbandono dell’attività musicale.
Dalla fine degli anni ’90 c’è stata una sua riscoperta con ristampe, pubblicazioni di materiali inediti, partecipazioni a programmi televisivi e altro. Sono stati resi pubblici anche materiali nuovi, fra i quali degli interessanti lavori con preghiere recitate su musiche dissonanti e sperimentali. La sua attività dirompente resta comunque legata a quella manciata di 7 pollici realizzata negli anni ’60.
In tempi ancor più recenti si sta assistendo, specialmente su internet, a una ancor più consistenze recupero e rivalutazione del personaggio. Non è mai troppo tardi … go Ghigo go!!!


GLI ESSENZIALI SINGOLI DEGLI ANNI ‘60:
• "Coccinella / Stazione dl rock" (7” – come Ghigo e gli Arrabbiati) – Primary 1959
• "Allocco tra gli angeli / Banana (frutto di moda)" (7” – come Ghigo) – Primary 1960
• "No! Al demonio / Scalogna e carcere (lettera a Giuseppe)" (7” – come Ghigo e gli Arrabbiati) – Primary 1961
• "Si titubi, tu titubi / Tredici vermi col filtro" (7” – come Ghigo e gli Arrabbiati) – Primary 1961
• "Babe Twist me / Peppermint Twist" (7” – come Ghigo e gli Arrabbiati) – Ri-Fi 1962
• "Bella ragazzina di Verona / Solo con me / Dai fa la brava" (7” – come Ghigo) – Primary 1962
• "Georgia On My Mind" (7” – come Ghigo) – Ri-Fi 1963
• "Ciao / Conosco Jenny / Non avrei mai creduto" (7” – come Ghigo e i Goghi) – Fantasy 1964
• "Non voglio pietà / Solitude Time" (7” – come Mister Anima) – Bluebell 1966
• "La mia passeggiata / L’attrazione" (7” – come Mister Anima) – Bluebell 1967
• "A Wither Shade Of Pale / Hold I’m Coming" (7” – come Probus Harlem) – Bluebell 1967
• "Homburg / Love, Drug And Sex" (7” – come Probus Harlem) – Bluebell 1967
• "L’orsacchiotto nero / La boutique" (7” – come Rico Agosti) – Melody 1968
• "It’s A Man’s Man’s Man’s World - James Brown dice … io dico!!! / James Brown dice … io dico!!!" (7” – come Ghigo Agosti) – Belldisc 1969
• "Madness / Hot Rock" (7” – come Black Sunday Flowers) – Bla Bla 1971




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