figli di un dio minore: mondii    
di mario biserni (no ©)




Mi vengono un bel po’ di remore nel dare importanza, seppure quale figlio di un dio minore, a un musicista che, esclusa la partecipazione a qualche compilation e altre collaborazioni di poco conto, ha inciso un solo disco.
È sufficiente un disco a far sì che un musicista debba essere ricordato?
La riuscita di quel disco è da attribuire al talento o si è trattato solo di una fortuita casualità?
Poi penso a Nuno Canavarro, il musicista portoghese che con solo un disco e mezzo si è costruito un piccolo mito, in particolare da quando Jim O’Rourke ha ristampato “Plux Quba” nella sua Moikai.
E allora vada anche per il giapponese Nao Sugimoto che, con il moniker Mondii, pubblicò nel 1999 un gioiellino intitolato “t:p”. L’etichetta discografica era la Hefty di Chicago e l’unico parziale aiuto (al mixer, in alcuni trattamenti e quale coautore del brano Bico) era dato proprio dal boss dell’etichetta John Hughes.
I riferimenti erano nel suono all’epoca imperante della Warp e in artisti come Aphex Twin e Autechre. D’accordo, ma il mood di Mondii era meno astratto, più evocativo di situazioni concrete quali possono essere un dialogo di umani (Come Come), un canto di animali notturni (Samune), una scorribanda nelle onde radio (Mighty Crown, Bico o Different Comes), un disco inceppato nelle prime note (JWMN). Ci sono comunque anche influenze etniche (Woody) e una strana miscellanea fra microsuoni elettroacustici e musica da camera (Kilmer).
Nonostante in quegli anni abbia svolto un’attività piuttosto intensa, anche con sigle quali Rdl ed Enna, Nao Sugimoto si affermò soprattutto in occupazioni limitrofe quali quella di sound designer per spot televisivi o quella di discografico indipendente (con la Plop).

DISCOGRAFIA:
• "t:p" (CD) – Hefty Records 2000

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