musica moderna    
di e. g. (no ©)

[potete leggere un'intervista a Claudio Rocchetti pubblicata in contemporanea a questa presentazione andando al link www.sands-zine.com/articoli.php?id=1277 e cliccando nella prima immagine del puzzle in alto a sinistra]

Rocchetti

Torniamo a puntare le nostre piccole e antiquate torce ad acetilene su una valida etichetta discografica che, ancor prima di sedurci con le musiche proposte, riesce a irretire la nostra immaginazione attraverso più d’uno stimolo: il nome, l’immagine, la scelta dei supporti e la presenza dietro al piccolo marchio di un nostro beniamino qual è Claudio Rocchetti.
Sul nome dell’etichetta ci sarebbe molto da dire, ma cerchiamo di circoscriverne il significato e capirne l’impatto.
Con “Musica Moderna” si intende generalmente la musica classica della prima metà del ‘900, cosi come con “Musica Contemporanea” si intende quella della seconda metà di quello stesso secolo e con “Musica Futurista” quella legata al Futurismo e fatta essenzialmente di rumori.
Se però analizziamo le tre definizioni in senso lato è chiaro che una musica contemporanea è tale solo nel momento in cui viene prodotta. Lo stesso vale per una musica futurista, che se oggi è tale difficilmente lo sarà negli anni a venire. Il concetto di musica moderna è invece affrancato dall’aspetto temporale, tanto che oggi può apparire come moderna sia una vecchia musica ebraica sia una musica dell’antica Grecia. È così che mentre la Musica Contemporanea oggi non è più contemporanea e la Musica Futurista non è più futurista, la Musica Moderna per certi versi rimane moderna, e come essa restano moderne anche le Musiche Contemporanea e Futurista. Se contemporaneità e futurismo non sono affatto sinonimo di modernità, la modernità può essere, viceversa, sia contemporaneità sia futurismo.Pilia
La scelta di chiamare una casa discografica “Musica Moderna”, che di primo acchito può apparire presuntuoso, è in realtà molto finalizzato e si inserisce negli iter produttivi di questi anni con una logica ben definita e adeguata alla realtà che stiamo vivendo.
Il marchio editoriale “Musica Moderna” interpreta e affronta infatti la produzione musicale su supporto, in questi primi anni di millennio che hanno visto calare irreversibilmente le vendite della ‘musica in scatola’, nell’unico modo forse possibile, quello di non essere tanto una casa discografica quanto un ‘club’. Le produzioni sono di conseguenza particolarmente omogenee e gli autori coinvolti sono in qualche modo vicini a Claudio Rocchetti e Matteo Castro, i due responsabili del marchio, e quindi il rapporto discografico / musicista non assume mai connotati utilitaristici e/o commerciali. “Musica Moderna” si rivolge essenzialmente ad una cerchia di affezionati, che può aumentare di qualche unità o perderne altre, appassionata sia delle proposte sonore che vengono fatte sia dei vecchi supporti tipicamente old siècle che vengono utilizzati. Le proposte sonore sono caratterizzate da elementi quali organizzazione del rumore, utilizzo di registrazioni d’ambiente o di suoni generati da vecchi macchinari meccanici, largo spazio lasciato alla casualità e all’improvvisazione.Tree Le produzioni del piccolo marchio sono, di volta in volta sia in base ai materiali contenuti sia in accordo con i singoli autori, riversate su vinile, su compact disc o su musicassetta. La veste grafica, a fronte di questa mutabilità nell’utilizzo dei supporti, è essenziale e minimale, e cambia unicamente per il colore e i rapporti dimensionali che si adeguano al supporto utilizzato. L’impatto è quello tipico delle classiche collane, sfruttato soprattutto nell’editoria libraria ma anche in quella musicale, e l’esempio che per primo mi viene a mente è con la storica “Collection Cinéma pour l’oreille” della Metamkine.

Pare logico iniziare una breve rassegna sulle edizioni della casa discografica con “The Fall Of Chrome” di Claudio Rocchetti, seppure si tratti del penultimo lavoro editato, e non solo perché “The Fall Of Chrome” rappresenta l’unica pubblicazione riservata ad uno dei due gestori (Matteo Castro, al momento, non ha ancora pubblicato niente su “Musica Moderna”), ma anche per l’importanza che il progetto riveste in ambito di musiche sperimentali. Penso infatti che si tratti di uno dei lavori concettuali più importanti degli ultimi 60 anni, da affiancare a opere rivoluzionarie quali sono state 4'33” di John Cage, Metal Machine Music di Lou Reed, Σ = a = b = a + b di Eliane Radigue, Cello Powder di Nikos Veliotis, Broken Music di Milan Knižák….Rinaldi
L’autore ha raccolto 300 musicassette già registrate e ha rielaborato il loro contenuto fino ad ottenere un’insieme sonoro della durata di circa 3 ore, quindi ha di nuovo diviso tale insieme in 300 parti riversando casualmente ognuna di queste in una delle musicassette originarie, con l’evidente risultato che queste, pur provenendo dallo stesso nucleo, sono ognuna diversa dall’altra. In contemporanea Rocchetti ha chiesto un contributo scritto ad alcuni musicisti che da sempre lavorano, o hanno lavorato, con i nastri (tra gli altri Ralf Wehowsky, Howard Stelzer, Yan Jun, Jérôme Noetinger, Lionel Marchetti, Rinus Van Aleebeck, Maurizio Bianchi, Francesco Cavaliere….) raccogliendo i vari feedback in un libro. Libro e musicassette sono stati poi messi in vendita (e in parte venduti durante un tour espressamente dedicato a questo lavoro) in edizione limitata, numerata e firmata dall’autore.
Un opera altamente concettuale, quindi, che al di là di questo riesce comunque a farsi ascoltare con un certo piacere.
È evidente come un lavoro simile sia destinato a rivestire grande importanza sia nella discografia di Rocchetti sia come biglietto da visita esplicativo sui concetti che animano “Musica Moderna”.
Martinez
Le dame che circondano la regina, seppur meno sontuose, sono comunque altrettanto belle.
Iniziando da una numero uno che, come la celebre monetina di Paperone, ha dato avvio all’avventura; avventura sicuramente non destinata a fare da base a un impero economico monetario ma altrettanto sicuramente destinata a essere un oggetto di culto per gli appassionati della sperimentazione musicale.
E la numero uno contiene molti degli elementi caratteristici dell’impostazione, di cui s’è detto sopra, data al piccolo marchio da Castro e Rocchetti. L’autore è infatti un musicista amico dei due e, oltretutto, compagno di Rocchetti nei ¾ HadBeenEliminated e in altri progetti.
“String” di Stefano Pilia, pubblicato su CD, è un tipico work in progress che raccoglie 3 brani costituiti dal montaggio e/o sovrapposizione casuale di una miriade di miniature sonore, 157 nel primo brano e 113 negli altri due, registrate e raccolte a partire dal 2004, e principalmente suonate su chitarra e contrabbasso (da qui il titolo corde). Per coloro che già conoscono la musica del poliedrico bolognese non c’è bisogno di soffermarsi su un’impossibile descrizione della poesia e della fantasia che la animano, per gli altri è vivamente consigliato l’ascolto.
E l’ascolto di “Strings” è come una porta, o come lo specchio di Alice, che si apre sul fantastico universo di suoni rappresentato dal catalogo di “Musica Moderna”.
Addentriamoci.Ratti
L'unico altro compact pubblicato è “Tree”, ed è opera di un trio berlinese comprendente l'australiano di origini neozelandesi Chris Abrahams (noto ai più per la sua creatura The Necks) e i due teutoni Burkhard Beins e Andrea Ermke. Il CD contiene due improvvisazioni registrate in pubblico con organo, sintetizzatori, percussioni, oggetti, cetra da tavolo, campionatore e nastri e differisce dal resto della produzione, anche se solo perché è il prodotto di un'interazione collettiva mentre in precedenza gli autori erano sempre stati dei musicisti singoli.

Anche i vinili pubblicati sono al momento due (entrambi registrati su un solo lato): “All'Esedra” di Renato Rinaldi e “Nadaanda” del messicano Israel Martinez.
Quello di Rinaldi è un lavoro datato alcuni anni fa e contiene la registrazione di un'installazione sonora basata su 34 cartoline audio, sensibili anche alla vicinanza dei corpi umani. Si tratta quindi di pulsazioni sonore afflitte da un costante e non prevedibile movimento.
“Nadaanda” è invece concentrato sull'utilizzo delle registrazioni d'ambiente, o meglio su tre diversi aspetti nell'acquisizione e nell'elaborazione di tali registrazioni. Si va dalla leggera manipolazione delle registrazione avvenuta in studio, all'assenza di manipolazioni su registrazioni effettuate però in movimento, alla composizione vera e propria attraverso l'utilizzo di tecniche copia e incolla. Riproponendo un paragone che ho già utilizzato, quello con la fotografia, sarebbero possibili paralleli con una foto rielaborata in camera oscura o in fase di ripresa e, infine, con un fotomontaggio.
Casas
Le altre tre pubblicazioni sono tutte su audiocassetta, ad iniziare da “Cathode Deafness” della nostra conoscenza Nicola Ratti. Si tratta di una miniMC, contenente un brano per lato, nella quale l’ex Pin Pin Sugar sperimenta soluzioni alquanto caustiche utilizzando due tubi catodici da televisore, un sistema di registrazione a circuito chiuso e un pedale echo-looper.
Lunga durata (C60), invece, per il catalano Carlos Casas che, dietro al titolo “Aral Field Recordings”, presenta parte di un lavoro basato sulla cattura di frequenze radio in zone remote. Nella fattispecie la zona prescelta è una città semideserta dell’Uzbekistan, Mo’ynoq, che in passato era stata il più grande porto sul lago Aral (lago in via irreversibile di prosciugamento).
Di questo lavoro è stata diffusa anche un’edizione doppia, in numero limitatissimo di copie, dove una seconda cassetta (addirittura una C90) conteneva materiali trasferiti da un nastro contenente musica pop russa recuperato nella stessa zona di Mo’ynoq.
Ancora un autore di origine spagnola, ma credo risieda in Svizzera, per una C30 intitolata “Known Testimonies On The Unknown” che, come lascia intendere il titolo, presenta registrazioni di voci che parlano lingue ignote e/o di suoni registrati in ambienti sconosciuti. Francisco Meirino, l’autore, è un ricercatore sonoro molto vicino agli ambienti del nuovo azionismo e dintorni (Leif Elggren, Dave Phillips, Rudolf Eb.er, Lasse Marhaug….), quindi molto d’impatto nelle soluzioni che propone.

Tutte le pubblicazioni sono in edizione limitata (si va dalle 100 copie di quasi tutti i nastrini alle 300 copie del CD di Pilia e del libro + cassetta di Rocchetti). Penso che collezionare i materiali prodotti da “Musica Moderna” rappresenti un dovere per tutti i lettori di Sound AND Silence, perché detengono tutti quei presupposti che a suo tempo ci stimolarono nel dare avvio alla nostra no-zine.Meirino







Link utili:
Musica Moderna: www.musica-moderna.org
Claudio Rocchetti: equalradio.blogspot.it
Matteo Castro: www.secondsleep.org
Stefano Pilia: blindsuncrows.com
Francisco Meirino: www.franciscomeirino.com
Carlos Casas: www.carloscasas.net
Nicola Ratti: www.nicolaratti.com
Israel Martinez: www.israelm.com
Burkhard Beins: www.burkhardbeins.de


















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