Afe Records (con intervista ad Andrea Marutti)    di Giuseppe Verticchio





Questa volta ho deciso di parlarvi in modo un po' esteso della Afe Records, etichetta italiana indipendente fondata nel 1995 da Andrea Marutti (noto anche in ambito artistico per i suoi progetti musicali dark-ambient Amon e Never Known), attivissima nella produzione di CD-R di musica elettronica, intesa nel senso più ampio del termine, sia di artisti italiani che di artisti internazionali.
Non ho mai nascosto la mia particolare stima e affezione per la Afe, probabilmente la più valida realtà italiana, in termini di etichetta, nell'ambito della produzione di musica indipendente in contesto elettronico, ambient, sperimentale e dintorni.
Pur specializzata nella produzione di lavori su supporto CD-R, la Afe ha già da un po' di tempo intrapreso l'iniziativa di realizzare alcuni titoli su supporto CD.
Di recente uscita infatti, proprio su questo tipo di supporto, "Nowhere Campfire Tapes" di Punck, apprezzato artista sperimentale italiano che, dopo due lavori di breve durata autoprodotti su supporto CD-R, ha trovato in ‘casa Afe’ una valida etichetta e un valido appoggio per proporre finalmente ad un pubblico più vasto, in forma di CD ufficiale, il frutto del proprio più recente lavoro dietro gli strumenti.
Altro lavoro uscito sempre su supporto CD per Afe, seppure in tempi meno recenti, è "Zehn Tage (Touka)", di Telepherique, interessante progetto musicale di Klaus e Danijela Jochim realizzato in collaborazione con Maurizio Bianchi, noto artista sperimentale italiano conosciuto da molti anni anche all'estero.
Splendido album "Zehn Tage (Touka)”, un lavoro che alterna momenti di musica ambient crepuscolare e introspettiva, dalle tinte tenui e intrisa di un forte senso di intimismo, quasi di ‘spiritualità’, come in tutta l'ampia parte costituita dai primi quattro brani, a momenti di impronta più ritmica, seppure parliamo sempre di interventi piuttosto moderati e inseriti in forma molto ‘discreta’, come nella rimanente parte del CD, dove prevalgono invece atmosfere che definirei ‘ritual-ambient oriented’ miscelate ad elementi di carattere più spiccatamente sperimentale.
"Zehn Tage (Touka)" non è comunque in assoluto il primo CD sul quale è comparso il logo ‘Afe’, giacché in tempi precedenti era già uscito "(Absence)", uno splendido lavoro tipicamente dark-ambient di True Color of Blood, progetto musicale di Eric Kesner del quale Afe aveva già pubblicato su CD-R l'altrettanto splendido lavoro ambient (un po' meno dark...) "The Significance of Secrecy".
Il CD "(Absence)" è nato comunque dalla collaborazione della Afe con la Eibon di Mauro Berchi, altra significativa realtà italiana nel settore dark-ambient-gothic e dintorni.
Ancora frutto di una recente collaborazione tra Afe ed Eibon il nuovo doppio CD "Foundation" di Amon, che comprende la ristampa del primo CD di Amon dal titolo omonimo uscito nel 1996 per Murder Release, e la ristampa del CD-R "Mer" uscito in edizione limitata per la Blade Records nel 2000.
Piccole differenze rispetto alle versioni originali contraddistinguono queste nuove edizioni (un brano sostituito in "Amon", e una traccia in più in "Mer"), ma dettagli a parte si tratta di un'opera di recupero davvero interessante e dovuta, soprattutto perché la vecchia edizione di "Mer" era ormai esaurita e quindi assolutamente irreperibile da tempo...
Sempre in tema di recenti produzioni Afe, vorrei menzionare il nuovo "Peak Experience" di Maeror Tri, realizzato in collaborazione con la Blade Records di Emilio Crescenzi; un CD-R a tiratura limitata di 150 copie presentato in uno splendido special package con confezione realizzata attraverso l'uso di due tavolette di legno verniciate.
Un eccezionale documento sonoro che ripropone registrazioni dei Maeror Tri del periodo 1988/1989, precedentemente uscite solo su cassetta, in cui sono molto evidenti le radici industriali che influenzavano così pesantemente il lavoro dei Maeror Tri verso la fine degli anni '80.
Sempre in tema di riproposizione di vecchio materiale, c'è da segnalare la recente uscita di "Allein... Unter Menschen" di Dronaement, un CD-R che comprende materiale del 1999 registrato e prodotto all'epoca solo su cassetta dall'artista Marcus Obst.
Anche questo un interessante documento, composto di tre tracce (ma l'ultima è di breve durata...) in cui Dronaement propone prima un lungo e statico drone d'organo, poi un altrettanto lungo (ma più variegato) collage di registrazioni ambientali, quindi una traccia più breve d'impronta sicuramente più ‘musicale’ e ‘costruita’...
Segnalerei ancora, tra le valide iniziative di ripubblicazione di vecchio materiale ormai esaurito o comunque di scarsa reperibilità, la nuova edizione Afe di "Unicorn Lullaby" di Ornament, una vera ‘perla’ di pura musica dark-ambient tutta italiana che avrebbe in realtà meritato maggiore attenzione da parte delle etichette del settore già all'epoca della sua uscita originale, nel 2000, in una edizione che fu autoprodotta e realizzata in modo molto artigianale...
Tra le uscite più recenti vorrei ancora citare l'enigmatico e fascinoso Mini-CD-R "Heroin" di Ellende, lavoro di impronta statica e drone-oriented realizzato da questo misterioso progetto musicale, probabilmente aperto, che da anni ama velare di un alone di ‘mistero’ l'identità reale dei propri componenti.
In ambito di produzioni recenti di artisti italiani segnalerei l'ottimo "Surface Studies #1-#2" di Alessandro Fogar, composto di due lunghe tracce realizzate utilizzando e combinando registrazioni ambientali, rumori naturali, altre registrazioni microfoniche di vario genere, suoni di origine elettronica, il tutto ampiamente processato e rielaborato, e il doppio CD-R di Spakle in Grey + Artisti Vari "The Echoes of Thiiings/Fadiiing Echoes", che vede nel primo disco tredici brani di natura elettronica molto discreti e ‘gentili’ nella forma e nelle sonorità, dalle tinte tenui color pastello, garbatamente melodici ma mai banali, e nel secondo disco una rivisitazione in forma di ‘remix’ dei medesimi brani ad opera di vari artisti tra i quali Never Known, aal, Ether, Hubert Mensch, Luca Sigurtà, Telepherique, Meta:Led, Norm.
Tornando a ripercorrere un po' la storia della Afe, c'è da dire che l'etichetta è nata nel lontano 1995 per iniziativa di Andrea Marutti, con l'intenzione di produrre e promuovere musica elettronica di diversa natura.
Nel corso della fine degli anni '90 e agli inizi dell'attuale decennio Afe intraprende quel percorso che la porterà presto a diventare una vera etichetta ‘cult’; nel suo catalogo intanto già compaiono i primi titoli su CD-R dello stesso Andrea Marutti a nome ‘Never Known’ e ‘Amon’ ("Live at Molto", "Dawn of an Era" e "Once in a Lifetime"), mentre artisti del calibro di Raffaele Serra, indiscusso pioniere della sperimentazione elettronica italiana, sceglie Afe come principale punto di riferimento per la realizzazione e produzione dei propri lavori.
Fin dall'inizio le produzioni dell’etichetta si contraddistinguono per un alto standard qualitativo non solo per quanto riguarda il valore artistico dei CD-R prodotti, ma anche per l'impareggiabile cura con cui vengono realizzate le grafiche e le confezioni, spesso talmente eleganti, particolari e sofisticate, da eguagliare se non talora superare la qualità di tanti CD ‘ufficiali’.
L'ottima qualità delle stampe e dei materiali utilizzati, fanno dei CD-R siglati Afe, spesso realizzati in edizione limitata, dei veri pezzi da collezione per appassionati, nonché ovviamente degli ottimi lavori da godere (anche...) per il puro piacere dell'ascolto.
In questi ultimi anni Afe ha fatto ulteriori passi avanti, sia per quanto riguarda il prestigio derivante dal fatto che tanti validi artisti, ormai da tutto il mondo, hanno scelto di affidare all'etichetta la produzione dei propri lavori, sia per quanto riguarda la qualità della realizzazione dei CD-R, ulteriormente migliorata, per quanto possibile, anche grazie all'adozione di nuovi e più originali ‘standard’ per quanto riguarda i formati delle copertine delle confezioni in senso più generale, nonché alla scelta della stampa di tipo digitale e di cartoncini ad alta grammatura, di ottimo aspetto, per quanto riguarda la realizzazione delle copertine stesse.
Tornando alla musica, la Afe Records, come anticipa lo ‘slogan’ dell'etichetta, ‘abbatte le barriere dell'elettronica’, rendendosi aperta a produrre lavori di vari generi musicali purché caratterizzati da una evidente impronta elettronica.
Nel catalogo Afe è così possibile trovare musica di tipo più ‘deep’, ambient e dark ambient, come nei già citati casi di Never Known, Amon, True Color of Blood, Ornament, Telepherique, Ellende, Dronaement, ma anche Moan, Bestia Centaury, o gli italiani Luca Sigurtà, Alessandro Fogar, Sparkle in Grey, Nimh e aal tanto per citare alcuni nomi, come è possibile trovare musica caratterizzata da influenze di tipo più sperimentale e più spiccatamente elettroniche, come nel caso di Telepherique con Ultra Milkmaids, Nat Evans, Bad Sector, o del già citato Raffaele Serra.
Ci sono esempi di elettro-wave, come Gerstein o lo splendido "The Third Secret" di Kluster Kold (ora Cold Kluster...), nonché esempi di musica elettronica o mista elettronica-acustica dal carattere più ‘godibile’, come nel caso di "Plochy" dei Mindmap, i vari Lips Vago, il già citato doppio CD-R "The Echoes of Thiiings/Fadiiing Echoes"di Spakle in Grey + Artisti Vari , o il consigliatissimo "Quatro-Erogenic-Occupy Theme’s Part II" dei De Fabriek, pregevole e intelligente realizzazione con confezione in ‘vera pelle d'alieno’ (così promette Afe...) arricchita da cartoline e piccoli autoadesivi raffiguranti volti d'alieno; un' apparenza un po' ‘goliardica’ e scherzosa per un ottimo disco che invece vi consiglio, con la massima serietà, di mettere in lista per i primi acquisti che avete intenzione di fare...
Parlando di situazioni in qualche modo ‘giocos’ è impossibile non menzionare il molto disimpegnato, balneare e ‘vacanziero’ ma davvero simpaticissimo ‘Music for Your Holidays’ dei ‘fantomatici’ Wolkspurz e Ramirez, inesistenti personaggi, almeno nei nomi e nella forma in cui appaiono sull'immagine di copertina, dietro ai quali si celano niente di meno che lo stesso Andrea Marutti (Andreas Ramirez) e Pietro Falagiani (Peter Wolkspurz).
Come non citare poi, ancora in tema di situazioni in qualche modo un po' ‘scherzose’, l'ormai mitico e ‘colossale’ box di 4 CD-R del ‘Teddy Bear Remix Project’? Provate a immaginare che diverse decine di artisti sparsi in tutto il mondo, su invito diretto della Afe Records oppure aggregandosi di propria iniziativa, decidano di cimentarsi in un proprio remix, assolutamente privo di vincoli di tipo stilistico per quanto riguarda il risultato finale, del brano Teddy Bear di Wolkspurz e Ramirez, brano presente anche nel già citato CD-R "Music for Your Holidays"...
Dopo un lungo lavoro di registrazioni, editing e remix da parte degli artisti coinvolti, e di raccolta e ordinamento del materiale da parte della Afe, tutte queste diversissime quanto interessanti e davvero particolari rivisitazioni del brano originale vengono raccolte in un box di 4 CD-R, al cui interno (si tratta di un ‘box’ nel vero senso della parola, e cioè di un elegante e rifinitissimo scatolotto di cartone stampato con l'immagine replicata di un orsacchiotto di peluche...) vengono inclusi diversi ‘gadgets’ a sorpresa, tra i quali un ‘vero’ piccolo orsacchiotto di peluche, dolcetti, spilletta raffigurante il Teddy Bear, vari cartoncini stampati e via dicendo...
Una realizzazione davvero spettacolare e originale, interessante ovviamente anche per il contenuto musicale, dal momento che le varie versioni di "Teddy Bear" sono spesso talmente diverse tra loro, e distanti dal brano originale (a volte sembra addirittura impossibile risalire all'origine...) tanto che l'ascolto dei quattro CD-R contenuti nel box non annoia e non appare affatto stancante o ripetitivo, seppure le quasi cinque ore di musica siano nate come ‘remix’ e quindi ‘omaggio’ ai soli due minuti e mezzo di durata dell'originale brano di Wolkspurz e Ramirez. Anche dopo la pubblicazione del box, il progetto ha continuato a crescere ed i remix più recenti hanno trovato posto sul sito dell’etichetta sotto forma di files mp3 liberamente scaricabili. Recentemente il “Teddy Bear Remix Project” si è reincarnato in un’installazione sonora: fissato all’interno di una cornice il cofanetto sprigiona le meravigliose note prodotte dai quasi 80 musicisti/gruppi che hanno aderito al progetto, circondato dalle loro fotografie e da tutto il materiale originariamente incluso al suo interno.
Avendo parlato del "Teddy Bear Remix Project" e quindi di confezioni speciali, desidero ancora citare un altro bellissimo box realizzato dalla Afe.
Parlo di "Inner Photographs", box di 5 CD-R (più uno disponibile su richiesta) di Normality Edge, una sorta di raccolta ‘storica’ di tutto il materiale musicale prodotto sotto questo pseudonimo dall'artista elettronico italiano Matteo Uggeri/Hue, conosciuto anche per molti altri suoi progetti musicali paralleli quali il già citato Sparkle in Grey, Der Einzige, Sparkle in a Voice, Norm...
Per chi volesse approfondire la conoscenza della Afe Records e delle sue realizzazioni, è ovviamente disponibile un ricchissimo sito internet nel quale è possibile scoprire un po' la storia della stessa etichetta, trovare l'elenco di tutti i CD-R (e ora anche CD...) prodotti con le immagini delle relative copertine, recensioni, biografie e foto degli artisti, ed è inoltre disponibile una ricchissima sezione di files MP3 liberamente scaricabili (più di 170) attraverso i quali è possibile farsi una chiara idea di quanto è possibile trovare nel vasto catalogo Afe.

Sito Afe Records:
www.aferecords.com
E-mail:
info@aferecords.com



->Intervista ad Andrea Marutti, fondatore e responsabile della Afe Records<-

Ciao Andrea, e grazie prima di tutto per aver accettato di rispondere ad alcune mie domande. Nel mio scritto che anticipa questa intervista ho già parlato estesamente della Afe, della sua storia più e meno recente, degli obiettivi che si prefigge, del sito internet, delle numerose produzioni realizzate dal 1995 fino ad ora, nonché della novità relativa al primo titolo su supporto CD interamente prodotto della Afe, il CD di Telepherique e Maurizio Bianchi "Zehn Tage (Touka)".
Vorrei a questo punto coinvolgerti, non tanto per affrontare nuovamente gli argomenti già in qualche modo trattati, quanto piuttosto per approfondire insieme alcune tematiche specifiche legate alla piccola produzione indipendente, un tipo di realtà che la Afe sicuramente rappresenta molto bene, in particolar modo per quanto riguarda il panorama italiano.
Procederò introducendo in qualche modo degli argomenti specifici, aggiungendo di volta in volta alcune mie considerazioni in proposito utili come spunto di riflessione e dialogo, e poi ti sottoporrò alcune domande in tema chiedendoti, oltre che di rispondere, di ampliare a tuo piacimento la trattazione dell'argomento, aggiungendo qualsiasi altra considerazione desidererai fare. Andiamo a cominciare....
Per anni la Afe ha fatto delle produzioni su supporto CD-R il proprio 'cavallo di battaglia', realizzando prodotti di ottima fattura sotto ogni punto di vista, sfruttando la praticità e il basso costo offerto da questo tipo di supporto, in abbinamento a confezioni, grafiche e materiali di alto livello.
Purtroppo c'è da dire che riscontro tutt'ora una certa diffidenza diffusa verso questo tipo di supporto, talvolta peraltro più che giustificata giacché, anche per esperienza personale, ho potuto verificare che al 'proliferare' di tante produzioni su CD-R realizzate in questi ultimi anni non corrisponde spesso un livello qualitativo sufficientemente soddisfacente e adeguato alle aspettative, fatto particolarmente grave quando non si tratta di piccole autoproduzioni di singoli artisti ma addirittura di realizzazioni di etichette con tanto di sito internet, catalogo e mailorder.
Mi riferisco sia alla qualità tecnica delle registrazioni, sia (inevitabilmente...) alla qualità prettamente artistica (ma questo accade spesso anche per le produzioni su CD), sia all'uso di materiali scadenti o più generalmente alla scarsa cura con cui vengono prodotti questi lavori: confezioni d'aspetto troppo 'home-made', stampe di scarsa qualità, assenza di etichetta o stampa sulla superficie del CD-R, nonchè difetti quali la non riproducibilità su alcuni lettori CD, o 'click' e disturbi vari riscontrabili all'ascolto dovuti spesso a banali problemi di masterizzazione (supporti scadenti, masterizzatori poco affidabili, copie effettuate a velocità di scrittura troppo elevata...) quando non addirittura derivanti da difetti presenti nei master stessi.
Secondo il tuo punto di vista, quanto pensi che 'pesino' e influiscano negativamente tutti questi aspetti sulla possibilità di una diffusione un po' più ampia, non limitata quindi ad una stretta cerchia di 'addetti ai lavori' e appassionati, dei prodotti realizzati su supporto CD-R? E cosa puoi dirmi più in generale, a riguardo, per la tua personale esperienza con la Afe?
Quanto è effettivamente importante proporre prodotti di alta qualità, come fa da sempre la Afe, per favorire anche l'affermazione del CD-R come supporto di larga diffusione, e per rendere tale supporto più 'universalmente' accettato e considerato?
È effettivamente difficile abbattere quel 'muro' di diffidenza che spesso divide gli ascoltatori, e quindi i potenziali acquirenti, dalla musica prodotta su CD-R?

Credo che ogni forma di creatività vada supportata, ed il proliferare di musicisti / etichette a fronte dello spaventoso appiattimento generale di una società che tende a sopprimere ogni moto individuale vada preso come piccolo segnale positivo, ma penso anche che, con l’affermarsi negli anni più recenti di tecnologie ideali per realizzare piccole tirature dall’aspetto e dal contenuto ben più che amatoriali, sia perfettamente a portata di tutti la possibilità di creare dei prodotti in grado di competere con quelli realizzati industrialmente. Spesso basterebbe soltanto qualche piccolo accorgimento in più, qualche ora in più di lavoro per ottenere risultati migliori.
Sicuramente, il fatto che ancora oggi molte edizioni in CD-R vengono realizzate in maniera piuttosto approssimativa, non aiuta certo ad abbattere quel muro di diffidenza a cui accennavi, ma pazienza. Caratterialmente per me sarebbe impossibile pubblicare un disco messo insieme raffazzonatamente, non ce la farei proprio. Come fruitore non mi sono mai posto il problema del 'formato' su cui viene pubblicato un lavoro, se sono interessato ad acquistare un 'disco' sapere che si tratta di un CD-R non mi crea alcun effetto collaterale. Sin dall’inizio tutte le uscite Afe hanno sempre riportato ben in vista sull’artwork il logo CD-R, sia per evitare qualsiasi fraintendimento di sorta con coloro che attribuiscono minor valore a questo tipo di supporto, sia per urlare al mondo qualcosa del tipo: Gente, guardate: questo è un CD-R! Non ve n’eravate accorti tanto è bello, eh?.

Sicuramente un altro grosso ostacolo alla diffusione della musica realizzata su supporto CD-R da piccole etichette indipendenti è l'impossibilità di reperire tali prodotti direttamente nei negozi, e quindi alle difficoltà (e anche in questo caso una certa diffidenza molto diffusa) relative al fatto di poterli acquistare quasi esclusivamente ordinando attraverso internet, richiedendoli alle etichette, ai piccoli distributori, o talora direttamente ai singoli artisti quando si tratta di limitatissime edizioni private.
Tutto questo si traduce nei fatti in una 'procedura d'acquisto' più lunga e articolata che deve passare per diverse fasi (ricerca del titolo sui cataloghi, effettuazione dell'ordine via email, attesa della conferma, pagamento, attesa per il recapito del CD...) e che è ulteriormente complicata dalla necessità di trovare una forma di pagamento comoda e rapida per chi acquista e per chi vende, dalla perenne incognita dell'effettivo recapito della merce che talvolta viene smarrita (o trafugata...), cui va ad aggiungersi l'incidenza dei costi di spedizione, anch'essi non proprio insignificanti in proporzione al valore dell'acquisto soprattutto quando si effettuano piccoli ordini.
È vero che, parlando di un contesto musicale adiacente all'area elettronica-sperimentale, anche le uscite su supporto CD sono raramente reperibili attraverso i più comuni e pratici canali commerciali, essendo possibile trovarle solo in pochissimi negozi specializzati; ma in senso generale, quanto pensi che questo stato delle cose penalizzi la diffusione delle piccole produzioni indipendenti?
Voglio dire, prendendo come esempio un CD-R di recente produzione Afe, quale (tanto per fare un nome...) "Quatro-Erogenic-Occupy Theme’s Part II" dei De Fabriek, in che misura credi che tale titolo potrebbe potenzialmente diffondersi ed essere richiesto in modo più ampio se solo fosse possibile reperirlo direttamente negli scaffali dei negozi di dischi e non esclusivamente attraverso mailorder?
Aggiungo ancora: un certo scarso interesse riscontrabile verso questo genere di musica, in che misura credi possa essere dovuto al fatto che gran parte dei 'consumatori' preferisce, per scelta e per questioni di gusto personale, acquistare musica di tipo più disimpegnato e di facile ascolto, e quanto invece al fatto che tale musica è praticamente quasi irreperibile nei comuni negozi di dischi?

Sono pienamente cosciente che per molte persone l’acquisto on-line costituisca un ulteriore elemento di diffidenza, ma sinceramente credo si tratti di un falso problema.
Personalmente trovo di gran lunga più semplice ordinare e pagare un disco con pochi clicks e riceverlo dopo qualche giorno a casa piuttosto che andare di persona in un negozio ad acquistarlo… Di tanto in tanto può succedere che durante il viaggio un pacchetto cambi improvvisamente destinazione o si smarrisca, ma a fronte di qualche centinaio di spedizioni effettuate ogni anno, in media registro soltanto un paio di casi del genere. Naturalmente, quando ciò si verifica, spedisco prontamente un nuovo pacchetto e tutto si sistema. Chi mi conosce sa perfettamente che non mi piace recitare la parte del pusher, ma fino ad ora nessuno si è mai lamentato dopo aver acquistato materiale Afe. Le spese di spedizione vengono spesso abbuonate e quando gli ordini sono piuttosto consistenti non è infrequente che l’acquirente incappi in uno degli ultimi rarissimi esemplari esistenti di una nobile stirpe: lo sconto. Al contrario, invece, un disco realizzato con uno special package davvero singolare, come quello utilizzato per “Quatro-Erogenic-Occupy Theme’s Part II”, beneficerebbe enormemente della possibilità di essere presente sullo scaffale di un negozio, pronto per essere ammirato e rigirato alla ricerca di chissà quale segreto da parte dei più curiosi, ciò è innegabile. Riguardo all’ultima domanda, credo che le due cose siano perfettamente collegate e collegabili: pochissimi negozi vendono dischi di musica sperimentale perché il grande pubblico è impegnato in ascolti ben diversi, tutto qui.

A fronte di tante difficoltà legate alla diffusione della musica autoprodotta, o comunque realizzata con il supporto di piccole etichette indipendenti, molti artisti negli ultimi tempi, pur di promuovere e diffondere in qualche modo la propria musica, hanno scelto come 'soluzione' la facile 'scorciatoia' di mettere a disposizione i propri lavori direttamente in formato MP3 scaricabili da internet.
Se da una parte c'è da apprezzare l'intento sinceramente disinteressato ed encomiabile di questi artisti, di voler distribuire la propria musica a titolo assolutamente gratuito, personalmente trovo questa soluzione assolutamente inadeguata quando si tratta di promuovere musica di un certo livello e di un certo pregio.
Escludendo quelle persone che si siano impegnate in modo assolutamente estemporaneo o comunque occasionale a realizzare musica, circostanza che giustifica la scelta di diffondere la stessa esclusivamente attraverso internet in formato MP3, credo che invece distribuire la propria musica in tale formato, soggetto al deterioramento delle informazioni musicali a causa degli algoritmi adoperati per ridurre il 'peso' dei files MP3, soprattutto quando vengono codificati a meno di 256 kbps per renderli più agevolmente scaricabili attraverso la rete, sia un po' 'mortificante' per la musica stessa nonché per gli artisti che l'hanno composta.
È indiscutibile infatti che per quanto le case produttrici di software e hardware dedicato cerchino affannosamente di convincerci, per ragioni di marketing, che la qualità dei files MP3 è assolutamente comparabile a quella di un comune CD audio, tale affermazione è comunque priva di credibilità, e chiunque sia abituato ad ascoltare musica, e sia solito utilizzare per i suoi ascolti un buon impianto stereo, è generalmente in grado di cogliere la differenza. Ovviamente non prendo neanche in considerazione l'idea che qualcuno possa pretendere di ascoltare musica di un certo genere e di un certo livello con inadeguati 'radioloni' da spiaggia o comunque con apparecchi di qualità scadente.
Di certo trovo utile il formato MP3 per mettere a disposizione degli utenti internet dei files audio di esempio che possano fornire un'idea di massima sul genere musicale proposto da un artista, sul tipo di sonorità, sulle atmosfere che un brano o un CD intendono descrivere, e questo è ciò che fa anche la Afe mettendo generosamente a disposizione dei visitatori molti brani in formato MP3 estratti dalle proprie produzioni.
Mettendomi però nei panni di un artista, che presumibilmente per portare a termine un complesso progetto musicale ha passato ore e ore del proprio tempo davanti agli strumenti, mettendo pazientemente e meticolosamente a punto nel modo più preciso possibile piccoli dettagli, sfumature, sottili equilibri di suoni, equalizzazioni, livelli di volumi, cercando di ottenere il risultato tecnicamente ed emotivamente più perfetto ed efficace per valorizzare la propria arte e la propria musica, l'idea di vedere il risultato globale di tanto impegno e tanto lavoro dato 'in pasto' agli algoritmi di compressione per la codifica di files MP3 mi sembra poco sensato...
Cosa pensi di tutte queste tematiche? Che atteggiamento hai rispetto alla distribuzione gratuita della musica esclusivamente attraverso internet in formato MP3? E in che misura e in che modo credi che la diffusione di tale formato possa venire in aiuto anche alla diffusione della musica indipendente, parlando sempre e comunque di musica realizzata ad un certo livello? O pensi addirittura, al contrario, che la diffusione di musica in formato MP3 possa generare una confusione ancora maggiore, andando in qualche modo addirittura a penalizzare piuttosto che favorire la diffusione della musica indipendente di un certo pregio?
Come consideri poi la conseguente totale assenza del senso di 'fisicità' che caratterizza la diffusione di musica scaricabile direttamente dalla rete, rispetto alla 'fruizione' intesa in senso più lato di un CD (o CD-R) visto non solo come supporto fisico per contenere della musica, ma piuttosto come prodotto completo, con un suo aspetto estetico e grafico ben definito e caratterizzante, una sua confezione, una sua piacevolezza globale, una sua tangibilità appunto 'fisica', intesa come imprescindibile elemento che in qualche modo va anche ad arricchire, documentare, 'illustrare', valorizzare la musica stessa, accompagnando l'intenso lavoro di concepimento, registrazione e messa a punto finale del progetto di un artista che spesso non è solo ed esclusivamente un'espressione prettamente 'musicale'?
È vero che talvolta è possibile scaricare dalla rete, oltre ai brani MP3, anche le immagini da stampare in proprio per la realizzazione in casa delle copertine, ma sicuramente non è la stessa cosa. Provo ad immaginare infatti, qualora ad esempio la Afe avesse scelto di mettere a disposizione sul suo sito internet i files MP3 e i files grafici del già citato "Quatro-Erogenic-Occupy Theme's Part II" dei De Fabriek, l'enorme differenza che avremmo potuto riscontrare, sia in termini di qualità sonora che di confezione, stampa, materiali e aspetto più generale, tra la versione 'originale' prodotta dalla Afe su CD-R in formato audio, utilizzando i propri materiali e le proprie tecnologie di stampa e confezionamento, e la versione 'fatta in casa' che avrebbe potuto realizzare con i propri mezzi e le proprie capacità un utente medio della rete...
Ti pongo tali questioni anche in considerazione del fatto che la Afe è sempre stata particolarmente sensibile a questo aspetto, proponendo da sempre, e con una certa soddisfazione ed orgoglio, produzioni assolutamente straordinarie e impeccabili per quanto riguarda le confezioni, le grafiche, le stampe, i materiali utilizzati...

Gli MP3 sono tra noi, tanto vale approfittarne… Riguardo ai files presenti sul sito Afe, a livello promozionale credo sia importantissimo dare la possibilità a chiunque di ascoltare brani estratti dalle varie pubblicazioni. In questo modo gli interessati possono soddisfare la propria curiosità riguardo a musicisti che non conoscono, oppure cercare conferme. Su Afe ci sono state sporadiche pubblicazioni in MP3, richiestemi espressamente dai musicisti. Non ho avuto alcun motivo per rifiutare la loro richiesta: il materiale era interessante e meritevole di essere pubblicato, ed io in quel momento non ero in grado di offrire soluzioni migliori. Poi, come nel caso di un EP pubblicato in concomitanza del secondo attacco americano all’Iraq, occorreva agire in fretta, non tanto per cercare di salvare il mondo dal proprio triste destino in un modo così banale, ma piuttosto per esprimere liberamente ed immediatamente una posizione univoca riguardo a quanto stava avvenendo. Concordo comunque sul fatto che purtroppo un lavoro pubblicato in tale formato è penalizzato in partenza dalla perdita di qualità che si ha durante la fase di conversione. Come musicista talvolta ho destinato parte della mia produzione alla pubblicazione in quel formato, ma si è sempre trattato di materiale che non era frutto di duri mesi di lavoro o cose del genere. Attenzione, non sto ammettendo candidamente di aver affidato a qualcuno la pubblicazione di materiale privo di qualità, piuttosto mi riferisco a registrazioni di concerti o loro rielaborazioni, versioni alternative di brani già editi, etc. Da vero feticista posso dirti che non riesco a scindere un disco dal suo artwork o dal suo package. Che ci vuoi fare, sarò all’antica ma è così… Al di là dell’impegno sul fronte grafico che da sempre ha contraddistinto ogni disco uscito su Afe, credo che in futuro il problema della qualità audio verrà facilmente risolto. Già oggi ci sono formati meno affermati dell’MP3 che utilizzano algoritmi di compressione che riducono al minimo, o addirittura eliminano, la perdita di qualità. Sicuramente le connessioni alla rete sempre più veloci e gli hard-disks più capienti permetteranno di scaricare e immagazzinare quantità inimmaginabili di musica con una fedeltà del suono anche maggiore di quella a cui siamo abituati oggi.
Nonostante questo, con una piccola punta di orgoglio, sento di poter affermare che una copia originale del già celebrato “Quatro-Erogenic-Occupy Theme’s Part II” resterebbe insuperabile. Entro la fine dell’anno sarà disponibile sul sito Afe una compilation in formato MP3 per festeggiare il decennale di attività dell’etichetta, i partecipanti dovrebbero essere numerosi.

Un altro aspetto molto significativo che distingue il lavoro delle piccole etichette indipendenti dalle grandi mutinazionali del disco, è evidentemente quello della promozione, o pubblicità che dir si voglia, relativa alle proprie produzioni musicali.
Se le grandi multinazionali possono contare senza problemi sui mezzi di informazione di massa, televisione, stampa e radio in primis, l'utilizzo di tali strumenti è praticamente precluso alla realtà delle piccole etichette indipendenti, se non accedendo in misura piuttosto marginale a promozioni attraverso TV locali, radio private, fanzine o riviste a tiratura molto limitatata e distribuzione non certo capillare.
Le riviste musicali a maggiore diffusione che è possibile trovare in edicola del resto sono spesso abbastanza restìe ad offrire un adeguato spazio alle produzioni delle piccole etichette indipendenti, e non sono del tutto scevre da pregiudizi nei confronti della musica distribuita su supporto CD-R.
Uno strumento abbastanza potente e alla portata di tutti invece, che poi è anche quello usato in misura maggiore a questo scopo dalle etichette indipendenti, è quello della promozione attraverso la rete, ma per quanto efficace tale mezzo non è comparabile, ad esempio, a quello di uno spot in TV che 'passa' diverse volte al giorno sulle più importanti emittenti nazionali, e inoltre non è esente da problematiche di vario genere, primo fra tutti la reale 'visibilità', e la capacità (che spesso va conquistata con anni di impegno e dedizione quotidiana nella gestione e promozione, ad esempio, di un sito Internet progettato a tale scopo ..) di arrivare al maggior numero di persone (potenzialmente interessate...) possibile.
Mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista su questo tipo di problematiche, e chiederti quali strumenti e canali utilizzi e intenderai utilizzare in futuro, oltre al costante aggiornamento del sito Afe che è sicuramente il maggior punto di riferimento, per promuovere in qualche altro modo l'attività dell'etichetta.

Escludendo poche uscite in CD da 500 o più copie, Afe ha sempre pubblicato edizioni in CD-R formate da un numero di copie oscillante tra le 50 e le 333. La media delle produzioni non oltrepassa le 100 / 150 copie. Con un numero così esiguo di esemplari disponibili non è certo possibile, ne tanto meno conveniente, impegnarsi in una promozione massiccia. Alcune copie vengono inviate a riviste e webzines, ma il risultato prodotto è insignificante.
Ricordo per esempio quando un paio di anni fa, in concomitanza con la pubblicazione di un lavoro di Raffaele Serra, venne pubblicata su Blow Up un’intervista di due pagine all’autore corredata da un’entusiastica recensione del disco: soltanto una persona mi contattò dopo aver letto quelle pagine… Piuttosto che valanghe di acquisti, le recensioni provocano ulteriori richieste di copie promozionali e invii di demo da parte di altri musicisti.
Lo stesso discorso è valido per la newsletter che compilavo e spedivo fino a qualche tempo fa… Credo che inviare copie promozionali ai distributori sia molto più sensato, anche se è sempre più difficile trovare soggetti disposti a mettere a magazzino più di una manciata di copie. Il sito Afe viene gestito ed aggiornato in un modo che rasenta il maniacale ed è pieno zeppo di contenuti, sono convinto sia questo il miglior biglietto da visita per l’etichetta. Nella maggior parte dei casi la pubblicità funziona quando le campagne sono organizzate massicciamente arrivando a 'prendere per sfinimento' le persone verso le quali sono indirizzate; anche avendone la possibilità non mi ci vedrei proprio coinvolto in attività del genere…

A mio avviso un altro dei 'nemici' indiretti e in qualche modo più 'nascosti', e quindi anche più subdoli, della musica indipendente, è sicuramente la SIAE, società che di fatto impone forzatamente 'balzelli' economici anche a tutti quegli artisti, e nell'area della musica indipendente ho verificato essere la maggioranza, che nulla hanno mai chiesto o pretendono da essa come servizio a 'tutela' della propria musica e della propria arte.
Basti pensare che ogni volta che si acquista un supporto CD-R vergine, o un Mini Disc, o anche un Hard Disk per computer, tutti strumenti indispensabili e di largo impiego tra chi si occupa attivamente di produzione di musica, si è costretti di fatto a versare obbligatoriamente un'imposta/balzello, nella misura di una percentuale sul costo di tali beni, a quella stessa SIAE che pretenderebbe così di 'tutelare' i diritti degli artisti...
Consideriamo, per fare un esempio, che persino acquistando una videocassetta VHS-Compact per filmare la nostra vacanza al mare con gli amici, usando la nostra ormai obsoleta videocamera analogica, si è costretti a pagare una percentuale alla SIAE, pur non violando in alcun modo le leggi vigenti sul Copyright e sui diritti d'autore. Una forma di 'tassazione coatta' e indiscriminata che di fatto 'toglie ai poveri', musicisti indipendenti ma come abbiamo visto anche semplici 'vacanzieri' appassionati di videoriprese estive, per dare prevalentemente ai 'ricchi', e parlo degli artisti di maggior fama nazionale e internazionale nonché delle grandi etichette e multinazionali del disco, che speculando sulla questione della costante violazione dei diritti d'autore 'premono' in tutti i modi sui legislatori per far mettere in atto misure 'protettive' che sistematicamente vanno a gravare su tanti cittadini assolutamente onesti, fruitori di musica e non.
Quale è il tuo punto di vista in proposito? Come consideri questa 'interferenza' della SIAE in questioni che non riguardano in modo diretto i rapporti tra essa e gli autori ed editori che hanno scelto di affidargli la tutela dei propri diritti, ma che va di fatto a gravare in modo indiscriminato su tutti i cittadini, più o meno rispettosi delle leggi sui diritti d'autore, più o meno dediti all'ascolto o produzione di musica, o alla realizzazione di filmati amatoriali, o all'utilizzo di Personal Computers per scopi assolutamente legittimi e quant'altro?

Il potere in mano alla SIAE ed ai suoi funzionari è semplicemente scandaloso. Una puntata di Report trasmessa tempo fa su Rai Tre credo potrebbe illuminare per bene coloro che ancora si ostinano a credere nell’utilità di una struttura che privilegia soltanto alcuni nomi illustri e la propria inutile sopravvivenza. Una fedele trascrizione del servizio andato in onda è disponibile qui: www.report.rai.it. Un’altra discussione molto interessante è consultabile qui: www.amicidiradiotre.com.

In conclusione di questa lunga chiacchierata, durante la quale abbiamo affrontato una vasta serie di argomenti e questioni relative all'attività di etichette e artisti indipendenti, ti lascerei ancora un po' di spazio, sia per chiederti di esporci eventuali altre tue considerazioni in proposito, opinioni personali, proposte o idee su come fronteggiare e cercare di risolvere determinate problematiche, o quanto meno minimizzare il più possibile il peso e l'effetto negativo che esse hanno sulla crescita e sulla diffusione della musica indipendente, sia per aggiungere qualsiasi altra cosa ti venga in mente: argomenti che non abbiamo trattato, informazioni che desideri rendere note, messaggi o inviti di qualsiasi genere che desideri indirizzare a chi leggerà questa intervista.
Invito chiunque abbia un minimo interesse per la musica elettronica a visitare il sito dell’etichetta, sicuramente troverà pane per i suoi denti.



angoli musicali  

vittore baroni  

Rock Over Beethoven – Il Rock Neoclassico  

lili refrain  

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tempi moderni (IIª tranche)  

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hyaena reading (intervista con francesco petetta)  

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Simon Reynell (intervista)  

(la famosa etichetta) Trovarobato  

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D.S. al Coda (the record label)  

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(con intervista a Go Tsushima dei Psychedelic Desert)
 

(etre) / Wondrous Horse / Harps Of Fuchsia Kalmia  

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drum, bass... and carmel  

L’Enfance Rouge (articolo e intervista a François R. Cambuzat)  

chinoise (con intervista a Yan Jun)