Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza    
di e. g. (no ©)




Franco_Evangelisti_e_John_Heineman
Nell’articolo / intervista che dedicammo alla Die Schachtel venivano preannunciati un cofanetto riservato alle prime registrazioni del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e l’inizio di una nuova collana dedicata a produzioni nuove di zecca. Con la pubblicazione quasi simultanea di “Azioni”, avvenuta dopo lunga gestazione, e dell’eponimo esordio degli Å, il team del marchio milanese mantiene le promesse dimostrandoci che la fiducia accordatagli non era affatto mal riposta. Di “Å” ci siamo già occupati in sede di recensione ed ora cogliamo l’occasione offertaci dalla pubblicazione di “Azioni” per tracciare un profilo storico del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza… anche se sarebbe sufficiente citare i musicisti che in tempi diversi ne hanno fatto parte per ‘tagliare la testa al toro’ e mostrare senza ambiguità l’enorme importanza rivestita dall’ensemble: Mario Bertoncini (percussioni, piano), Franco Evangelisti (piano, timpani, celesta), John Heineman (trombone, piano, violoncello), Roland Kayn (organo hammond, piano, marimba, vibrafono), Ennio Morricone (tromba, flauto), Jerry Rosen (clarinetti), Frederic Rzewski (piano, percussioni), Ivan Vandor (sax tenore), Walter Branchi (contrabbasso), Egisto Macchi (percussioni), Antonello Neri (piano), Giovanni Piazza (flauto, violino), Giancarlo Schiaffini (trombone, flauto), Jesus Villa Rojo (clarinetti)…
Senza stare a cavillare sui vari cambiamenti succedutisi negli anni è comunque utile dire che nella fase centrale della sua esistenza l’ensemble era riconducibile ad un sestetto comprendente Mario Bertoncini, Franco Evangelisti, John Heineman, Ennio Morricone, Walter Branchi ed Egisto Macchi.
l'associazione_agli_albori Il gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza si formò nella prima metà degli anni ‘60 come filiazione della più ampia associazione Nuova Consonanza (*). L’associazione ebbe genesi negli anni 1959-1960 con lo scopo di promuovere e diffondere la musica contemporanea, e i soci fondatori rispondevano ai nomi di Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Aldo Clementi, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Daniele Paris e Francesco Pennini. Molti di loro avevano frequentato i Ferienkurse a Darmstadt che, al di là della loro funzione didattica, erano anche un momento di incontro e d’interscambio.
Il metodo scelto da Nuova Consonanza per raggiungere i suoi scopi può essere esemplificato come ‘azione diretta’, cioè organizzazione in prima persona di concerti, concorsi, ecc.. È importante considerare come l’associazione sia nata in concomitanza, se non in anticipo, con altre associazioni simili attive a livello internazionale (**). Naturalmente dietro a tutto questo movimento è possibile intravedere quell’humus sociale ed intellettuale che, negli anni ’50 e ’60, lasciava sperare e presagire innovazioni e cambiamenti molto più radicali di quelli che si sono poi verificati. L’arte dell’improvvisazione musicale stava entrando in un periodo estremamente fecondo, basti pensare all’esplosione della New Thing negli Stati Uniti ed al sorgere di solide scene legate all’improvvisazione radicale in Inghilterra, Olanda, Svizzera e nelle due Germanie (con appendici sparse un po’ in tutta Europa ed oltre). Ulteriori stimoli vennero dallo spostamento di Evangelisti (che all’interno di una gestione collettiva rappresentava comunque la forza trainante) a Berlino, dove visse dal 1966 al 1968 ospite delle associazioni Deutsch Akademischer Austauschdienst e Ford Foundation (***).
Mario_Bertoncini La collocazione dei musicisti, e di conseguenza dell’ensemble, è sicuramente da porre in ambito accademico-contemporaneo, ma l’approccio improvvisativo e la volontà di travalicare i generi valsero comunque a far circolare la loro musica presso il pubblico che seguiva le evoluzioni più innovative della musica afroamericana e della musica progressive e/o psichedelica.
In realtà le proposte dell’ensemble uscirono da tutte le secche delle generalizzazioni e suonavano sia ‘noir’ ante litteram, in particolare quando erano sottolineate dal suono dei timpani e/o squarciate dalla tromba pungente di Morricone, sia avveniristiche per la ‘violazione’ che veniva continuamente perpetrata sugli strumenti.
L’utilizzazione di strumenti tradizionali (pianoforte, strumenti ad arco, ottoni, percussioni) si accompagna all’uso di tecniche esecutive assai meno convenzionali (la ‘preparazione’ degli strumenti, l’uso della cordiera del pianoforte, le differenti modalità di attacco dei suoni negli strumenti ad arco e a fiato). Particolarmente significativo è stato in tal senso il contributo di Bertoncini: interessato da tempo alle ricerche sul suono e alla creazione di un nuovo mondo sonoro, il musicista romano ha sperimentato in seno al GINC alcune tecniche innovative nell’uso del pianoforte e delle percussioni. Essenzialmente due sono i tipi di tecnica adottati per il pianoforte al fine di utilizzarne le caratteristiche fonico-semantiche, privandole tuttavia di alcuni elementi di riconoscibilità: la possibilità di ottenere un suono continuo, facendo un fascio di crini inserito tra una corda e l’altra, così da simulare una massa di archi; analogamente, la possibilità di ottenere un suono continuo, sfregando direttamente con le dita, sporche di pece, un crine in tensione annodato a una corda del pianoforte. Ennio_Morricone A un simile principio di straniamento paiono riconducibili altre tecniche anomale di utilizzazione degli strumenti: l’uso delle ance di fagotto e controfagotto al posto dei bocchini negli ottoni; l’uso dell’arco per sfregare le corde del banjo o della chitarra; l’uso della lametta sulle corde del pianoforte; l’uso della cassa del pianoforte come risonatore per altri strumenti; l’impiego massiccio delle percussioni in modi non convenzionali. Ricordo infine che il GINC lavora solitamente con dispositivi di amplificazione per tutti gli strumenti e utilizza anche apparecchiature elettroniche.’ (Daniela Tortora, dal libretto accluso ad “Azioni”).
È facile intendere quelli che possono essere i riferimenti adottabili per la musica dell’ensemble: da Cage a Stockhausen, passando per Morton Feldman e Cornelius Cardew, con un’attenzione particolare rivolta a Giacinto Scelsi e, nel caso delle colonne sonore, al Miles Davis di “Ascenseur pour l’échafaud”. Fra il 1966 e il 1976 il ‘Gruppo’ (****) incise cinque LP e, inoltre, la musica di alcune colonne sonore, queste ultime in linea di massima sono attribuite ad Ennio Morricone. L’ultimo disco pubblicato venne indubbiamente ‘inserito’ al posto giusto e, in conseguenza di ciò, risultava in grado di rendere realmente giustizia a quelle che erano le reali potenzialità dell’ensemble; fu infatti pubblicato dal glorioso marchio Cramps che in quegli anni ospitava invariabilmente compositori contemporanei, improvvisatori radicali e gruppi progressive, vale a dire che aveva un catalogo diretto a quello stesso pubblico in grado di dimostrare attenzione alle proposte del GINC.
Ho tentato di dare una sistemazione alla loro discografia, ma non assicuro di essere stato esaustivo poiché tutti i riferimenti che ho consultato erano carenti in qualche titolo e, come potete ben intuire, lacunoso + lacunoso = completo è un risultato difficilmente riscontrabile nella realtà dei fatti (se qualche lettore avrà aggiunte o correzioni da suggerire al proposito ce le può comunicare e verranno sicuramente incorporate alla discografia tracciata a fine articolo).
Gruppo_di_Improvvisazione_Nuova_Consonanza_Edition_RZ Credo che ci sia stato un periodo di grande vuoto, in pratica tutti gli anni ’80, prima che gli interessi tornassero a convergere su questo straordinario ensemble, ma una simile esperienza non poteva andare smarrita ed oggi, un po’ sull’onda della popolarità continuamente in crescita di Morricone e un po’ grazie al grande ritorno in auge della musica improvvisata, più o meno tutti coloro che seguono (anche solo in minima parte) le musiche sperimentali hanno sicuramente acquisito qualche nozione a proposito del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza.
Il primo passo, a coprire un vuoto determinato dall’irreperibilità di una discografia ormai cronicamente fuori catalogo, giunge nel 1992 dalla Edition RZ di Berlino, a conferma di un feeling ormai consolidato fra il gruppo e la città tedesca. L’eponimo CD “Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza” (ed. RZ 1009) raccoglie brani tratti da (1), (5) e (6) facendo così luce sulle vicende storiche e sonore del Gruppo, sia affiancando brani registrati unicamente per essere diffusi tramite supporto discografico ad altri concepiti invece come commento ad immagini cinematografiche, cioè Eflot e Soup tratti da (5), sia mettendo a confronto registrazioni di studio con altre effettuate in concerto. In aggiunta ai brani editi ci sono infatti due piste registrate a Berlino nel Dicembre 1969 durante il “Sechs Tagen Musik”, Wenig aber kurz e NC Berlino 1969, ed una terza registrata a Vienna nel 1971, Zum Schluß. Il CD assolve anche il pregevole compito di mostrare l’evoluzione temporale del GINC, avvenuta tramite alcuni piccoli aggiustamenti di formazione, e l’assoluta assenza di rigidità, dato che da brano a brano la formula poteva essere cambiata non solo nel tipo di strumentazione utilizzata ma pure nel numero dei musicisti coinvolti. Si tratta, insomma, di una panoramica a 360° scattata in un momento in cui non esistevano altri materiali del Gruppo trasferiti in CD, mentre i vecchi LP erano praticamente tutti fuori catalogo, e pubblicata con la consapevolezza che una qualsiasi ristampa mirata su un disco specifico sarebbe potuta svanire senza raggiungere l’obiettivo prefissato. Dal punto di vista musicale, invece, non sembra che con gli anni ci sia stata una vera e propria evoluzione, la loro concezione era già troppo avveniristica e non richiedeva certo ulteriori fughe in avanti, se mai si può parlare di continui spostamenti, di tipo orizzontale o circolare, dentro ed intorno alle intuizioni primitive.
Il passo successivo venne tracciato attraverso la ristampa in CD di una buona parte del catalogo Cramps e, di conseguenza, anche dell’ultimo disco del Gruppo (“Musica su schemi” del 1976). La pubblicazione di questo da parte della Ampersand, agli albori del nuovo millennio, ebbe un notevole riscontro e, in realtà, il disco giunse nelle mani di molti acquirenti di CD in anticipo sulla raccolta pubblicata qualche anno prima dalle edizioni RZ (non chiedetemi perché… si tratta dei misteri della promozione e della distribuzione). Rispetto alla formazione più classica c’erano stati dei cambiamenti piuttosto consistenti e, nel sestetto, non erano presenti Mario Bertoncini, John Heineman e Walter Branchi, sostituiti da Antonello Neri, Giovanni Piazza e Giancarlo Schiaffini. È incredibile notare come, a ben cinque lustri di distanza, il suono del Gruppo continui ad essere di un’attualità sconcertante. La sospensione, la tensione, la fluidità, e la dinamica in generale, rendono giustizia ad una registrazione che sembra essere il frutto di una notevole abilità tecnica. Ma la tecnica, e la sperimentazione, non sono affatto fini a se stesse, ma viceversa sono elementi utilizzati con lucidità in funzione del risultato che si è inteso raggiungere. Fra i brani emerge il continuum, lacerato dal suono straziante della tromba, dell’Omaggio a Giacinto Scelsi.
Walter_Branchi Alla luce di tutto ciò quella della Die Schachtel può ben essere considerata come ‘la storia di una pubblicazione annunciata’, cioè gli sforzi del team milanese non potevano che convergere (prima o poi) nella pubblicazione di “Azioni”. Da una parte la riscoperta del GINC presso una cerchia di appassionati sempre più ampia e dall’altra il legame ideale che Fabio Carboni e Bruno Stucchi hanno manifestato fin dall’inizio nei confronti di Nuova Consonanza - le affinità elettive non si discutono (*****) - erano segnali piuttosto inequivocabili.
Ma aspettarsi un recupero di materiali del GINC e ritrovarsi in mano un monumentale cofanetto - due CD, un DVD ed un libretto di oltre settanta pagine con informazioni e foto – che getta piena luce sulla genesi di questo ensemble fondamentale, e non solo per la scena musicale italiana, non è la stessa cosa, ed è molto di più di quanto ognuno potesse sperare.
Dal libretto: ‘Si raccolgono all’interno di questo cofanetto edito dalla Die Schachtel di Milano alcuni documenti audio e video del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza provenienti dall’archivio privato di Walter Branchi e relativi al periodo aureo dell’attività della storica formazione romana (1967-1969); più in particolare, prove e brani del concerto svoltosi nell’ambito della stagione di Nuova Consonanza presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma il 20 marzo 1967 e il video realizzato dalla NDR di Amburgo durante le prove del concerto medesimo. …’.
Il materiale del cofanetto (che per quanto ne so è totalmente inedito) si situa quindi in un periodo che sta fra (1) e (3) e, per chi già conosce i primi dischi del gruppo e la raccolta su RZ, non può certo rappresentare una sorpresa, ma bensì una splendida conferma a quanto era già noto circa il ruolo musicalmente rivoluzionario rivestito dal Gruppo. Il secondo disco, in particolare, mette bene in evidenza la propensione a lavorare ‘per schemi’ né rigidi né preconcetti. Azioni Prendendo spunto dalla copertina di “Musica su schemi” si può dire che i musicisti del GINC stavano sulla scena come le pedine su una scacchiera, differenziati dalla quantità di movimenti eseguibili, e potevano essere rimossi od aggiunti al fine di ottenere variazioni di orchestrazione piuttosto consistenti. Le combinazioni non erano certo infinite ma offrivano comunque un buon numero di soluzioni possibili (******).
Le sorprese maggiori giungono però dal documento video, girato da Theo Gallehr, che ha una durata di circa 45 minuti e alterna riprese del Gruppo in azione con alcune interviste ai suoi componenti. Se non fosse per gli abiti, e in generale per il look dei musici, sarebbe lecito credere di trovarsi davanti al concerto di un qualsiasi gruppo d’improvvisazione elettroacustica contemporaneo. E, vi assicuro, lo straniamento creato fra la contemporaneità dei suoni e delle azioni, da un lato, e le immagini che rimandano inevitabilmente ad un preciso periodo storico trascorso ormai da tempo è, dal punto di vista filmico, davvero stupefacente.
A completare l’opera c’è il libretto con le note, le immagini, un breve saggio di Daniela Tortora, un altro saggio di Franco Evangelisti e la testimonianza di altri protagonisti di quella vicenda (Branchi, Bertoncini e Heineman). Come dire che, nell’occasione, la Die Schachtel ha superato se stessa. Ebbene, visto che i tempi sono maturi sarebbe utile, a questo punto, una ristampe dell’intera discografia del GINC.
C’è qualcuno che può occuparsene?

(*) L’associazione Nuova Consonanza è tuttora viva e vegeta.
(**) La “United Nations Jazz Society” fondata a New York da Bill Dixon, per esempio, prende avvio nel 1958.
(***) Di Franco Evangelisti (1926-1980) la Edition RZ ha pubblicato nel 1998 un bellissimo doppio CD eponimo che raccoglie alcune sue composizioni considerate classiche.
(****) La ristampa del primo LP per il mercato americano è attribuita proprio a ‘Il Gruppo’ mentre il terzo LP, quello intitolato “The Feed-back”, esce a nome ‘The Group’.
(*****) Il nome della Die Schachtel è ripreso da una delle composizioni più note di Franco Evangelisti e in precedenza i due avevano già pubblicato dei materiali di musicisti in qualche modo legati all’associazione: “Punctum Contra Punctum” di Aldo Clementi, “Da Cantare” e “Rot” di Domenico Guaccero.
(******) È un po’ lo stesso principio a cui farà riferimento Derek Bailey al momento di mettere in piedi la Company.


Discografia:
(1) "Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza" (RCA - 1966)
(2) "The Private Sea Of Dreams" (RCA - 1967)
(3) "Improvisationen" (Deutsche Grammophon – 1969)
(4) "The Feed-back" (RCA - 1970)
(5) "Improvvisazioni a formazioni variate" (General Music - 1973)
(6) "Un tranquillo posto di campagna" (Cinevox - 1975)
(7) "Musica su schemi" (Cramps - 1976)
(8) "Gruppo di improvvisazione Nuova Consonanza" (Edition RZ - 1992)
(9) "Giornata nera per l'ariete" (Point Records – 1996)
(10) "Adventures: The Wire 20 Years 1982-2002" (Mute Records – 2002)
(11) "Crime And Dissonance" (Ipecac – 2005)
(12) "Azioni" (Die Schachtel – 2006)

(2) è la ristampa di (1) per il mercato statunitense, con titolo dei brani e sequenza degli stessi modificati; (3) è parte di un box con sei LP intitolato “Avant Garde, Vol. (2)"; (7) è stato ristampato in CD su Ampersand; (8) contiene brani tratti da (1), (5) e (6), più alcune registrazioni dal vivo; (9) contiene anche brani da “Gli Occhi Freddi Della Paura”, le due colonne sonore sono state in seguito stampate singolarmente su Dagored (con brani aggiunti), mentre non sono riuscito a stabilire se esistono versioni antecedenti in vinile; (10) contiene un brano tratto da (9); (11) contiene brani tratti da (9) e da altre colonne sonore di Ennio Morricone.



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