`Greetings´

Autore disco:

Water Boogie System

Etichetta:

Soda Music (S), Mega Sound (I)

Link:

www.waterboogiesystem.com
www.sodamusic.se
www.megasoundrecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Babies 2) Phoenix Song 3) Eldorado Exploring Expedition 4) We Are 5) Angus Song 6) Ninja 7) Folkets Park 8) Penguins 9) Trappreppgang 10) Sorti

Durata:

44:28

Con:

Karin Verbaan, Viktor Reuter, Jonathan Albrektson, William Soovik

delikatesser

x Yvonne Sjöberg (no ©)

Stretta fra l’elettronica e il folk della Finlandia e gli estremismi jazz e metal della Norvegia, così appare la Svezia, incapace di rispondere a tanta virulenza se non attraverso le armi della gentilezza e della delicatezza. Il che non vuol dire mancanza di energia e smidollatezza, ma solo che qualsiasi sia l’impianto base (rock, jazz, ecc …) le soluzioni sono inconfondibilmente pop. Gustatevi, ad esempio, questo bel video di Lykke Li (I'm Good, I'm Gone Acoustic version) o un Live in Sydney della stessa.
Ho citato la dolce Lykke perché questi Water Boogie System mi sembrano fatti della stessa pasta, e non trovo corretto rinchiuderli dentro un ambito jazz con il quale certamente collidono. Nella loro musica c’è tanto della tradizione rock, quella con il cantato al femminile, e si potrebbero citare Jefferson Airplane, United State Of America e Ultimate Spinach, su fino agli Stereolab, Pram e Broadcast. Certo in queste canzoni si può anche sentire la libertà armonica di Ornette Coleman, soprattutto quella di brani come Beauty Is A Rare Thing, dove le coloriture e gli incastri prendono il sopravvento sulla forma. L’azzardo strutturale è però sempre giocato con estrema delicatezza, con soluzioni che fanno pensare anche ai Beatles, ovvero al Lennon beatlesiano. I WBS sono come un gitante che, durante una scampagnata in barca, giunge in prossimità delle “Ninfee” di Monet senza trovare il coraggio di oltrepassarle per tuffarsi nel totale astrattismo della “Foresta incantata” di Pollock. E, ancora, si sente lo scanzonato approccio degli indimenticabili Ich Schwitze Nie e del Wyatt al tempo delle macchine soffici. Così si torna all’inizio, a un’idea di soffice che però non vuol dire sofficini findus (cioè cibi pre-confezionati). ‘Ché al contrario “Greetings” è una bella cartolina di saluti genuini, da Göteborg, ed è proprio l’aria salmastra della ricca città nordica che si respira in questi 10 brandelli di vita. Non tiratevi indietro, remate e ossigenatevi a pieni polmoni.


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Data Recensione: 18/2/2016
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