`Contra Mundum´

Autore disco:

Pop Dell’Arte

Etichetta:

Presente (P)

Link:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2010

Titoli:

1) Ritual Transdisco 2) My Rat Ta-Ta 3) Wild’n’Chic 4) Slave For Sale 5) Noite de Chuva em Campo-de-Ourique 6) Eastern Streets 7) Mr. Sorry 8) Diary Of A Soldier (I Saw U Dancin’) 9) (How I Miss Your Furious Kisses) In My Room 10) Electric G 11) La nostra feroce volontà d’amore 12) Har Megido’s Lullaby 13) He Believe In Fairys

Durata:

51:58

Con:

João Peste, José Pedro Moura, Paulo Monteiro, Eduardo Vinhas, Nuno Castedo, Simon White, Rui Vargas, Nuno Leonel

all’insegna dell’incoerenza

x Rosetta Pelacane (no ©)

Solitamente non recensiamo dischi dei quali non consigliamo in assoluto al’acquisto, ma all’occasione è il caso di trasgredire la regola per ben due motivi: probabilmente in Italia nessuno ha parlato di questo disco e, in secondo luogo, abbiamo dedicato a suo tempo un lungo articolo a questo gruppo portoghese e quindi è giusto parlarne.
La confezione, esageratamente lussuosa, copre un CD non tanto pretenzioso quanto incoerente. In realtà la coerenza non è mai stato un pregio del gruppo guidato da João Peste, ma in questa circostanza all’incoerenza non fa pendant l’alta qualità delle singole parti.
Il fatto, poi, che nell’elenco di copertina sono segnalati 11 titoli e in quello riportato nel CD 12, mentre nella realtà ne contiene 13, fa pensare a un lavoro dalla genesi molto tormentata.
In realtà “Contra Mundum” non inizia male, con una filastrocca sciorinata su una musica ripetitiva che ricorda vagamente la Strange Kind Of Woman dei Deep Purple. Il disco prosegue bene con My Rat Ta-Ta, valzerone waitsiano su arrangiamento neoclassico. Anche Wild’n’Chic e Slave For Sale non sono male. La prima è psichedelicamente velvetiana mentre nella seconda il gruppo gioca con i ritmi alla maniera dei Wall Of Voodoo. Noite de Chuva em Campo-de-Ourique è un canto a cappella che mette in mostra unicamente le qualità vocali del leader. Con i successivi due titoli si entra in un giro vizioso di ritmi latino-americani dal quale risulta poi difficile cavarne le gambe. Il gruppo ci prova comunque con Diary Of A Soldier (I Saw U Dancin’), delicatissimo semirecitato in un’atmosfera fumosa da vecchio standard jazz. Dopo un’inutile frippettoenoeria virata carioca, (How I Miss Your Furious Kisses) In My Room, e una similare nenia senza coloriture, il CD tocca il suo fondo: una indecente tiritera operistica mal cantata in italiano. Non so quale effetto può fare La nostra feroce volontà d’amore a un portoghese, a me fa semplicemente cacare. Vano il tentativo di ripresa con Har Megido’s Lullaby, una ninnananna nella miglior tradizione confidenziale, e con la sua coda oniricamente carillonistica.
Comprate, se siete interessati a conoscere i Pop Dell’Arte, i loro vecchi dischi (“Free Pop”, "Ready Made”, “Sex Symbol”, “So Goodnight” o la raccolta di singoli ed EP “Arriba! Avanti Pop Dell’Arte”) e girate alla larga da questo senile incidente di percorso.


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Data Recensione: 21/6/2016
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