`Super 8´

Autore disco:

Rinus Van Alebeek

Etichetta:

Staaltape (NL)

Link:

staaltape.wordpress.com/
rinusvanalebeek.com

Formato:

MC

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Already Gone, And Yet Nowhere Near To Memories 2) October Songs 3) Science For The Poor 4) Six Million Years

Durata:

60:00 ca

Con:

Rinus Van Alebeek

lezioni di vita

x Telemaco Greco (no ©)

Ecco a voi una nuova raccolta di Rinus Van Alebeek, che nell’occasione vede la luce in una serie curata da Midori Hirano per la prestigiosa Staaltape (la sezione della Staalplaat riservata alle cassette). In una precedente recensione, dedicata sempre a un lavoro di questo autore, parlavo di ‘reportage sonoro’, cioè di suoni ‘derivati da’, ma in questo caso devo correggere il tiro e utilizzare le definizioni ‘ambientazione sonora’ e/o ‘paesaggismo sonoro’. Le quattro composizioni di questa cassetta sono state infatti costruite utilizzando vari materiali già depositati nella soneoteca di Van Alebeek e sono state concepite per un loro utilizzo in situazioni piuttosto specifiche, o per l’evocazione di ambienti particolari. Credo sia chiara la differenza fra ‘proveniente da’ e ‘diretto a’ o ‘ispirato da’.
Science For The Poor è il pezzo sentinella della cassetta, essendo stato composto per sonorizzare i bagni pubblici durante la passata edizione della rassegna australiana “Tilde New Music Festival”. Van Alebeek, in alcune note pubblicate nel suo sito internet, spiega di aver composto il brano pensando ai suoni e alle voci, intrinseci ed estrinseci, che possono far parte del background sonoro in un bagno pubblico.
Più aspecifici sembrano essere gli altri tre brani. Already Gone, And Yet Nowhere Near To Memories e October Songs sono stati composti su richiesta dello “Tsonami Festival” di Valparaiso, in Cile, per essere trasmessi in radiodiffusione circolare. In questo caso l’autore spiega di aver voluto creare un flusso di tipo narrativo.
Six Million Years, inteso come riferimento all’età geologica, si ispira alle rocce che Van Alebeek può ammirare dalla sua residenza (a Ponticello in Calabria). Si tratta del brano più meditativo, meditazione che non va però intesa come serenità ma come un tafferuglio d’emozioni. È come un sollevarsi e acquietarsi in rapida successione da parte degli elementi naturali, che nel finale sfocia nelle note di una fanfara paesana.
Benedetto Rinus!!! I suoi lavori non sono fatti soltanto per essere ascoltati, al loro interno ci trovate sempre qualcosa da apprendere.


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Data Recensione: 5/11/2016
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