`URI´

Autore disco:

Haxel Garbini

Etichetta:

Snowdonia (I)

Link:

www.snowdonia.it

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Lago peloso 2) Morto in un fienile 3) Inundata 4) Emergere-Fluttuare 5) Estate 1984 6) Estate 1984 (ripresa) 7) Film sulla psicocinesi 9 Sempre lo stesso ragno 10) Urli domati 11) Saponificazione 12) Dobbiamo scappare 13) Fa più male del bere

Durata:

48:09

Con:

Haxel Garbini

rock around the stetoscopio

x Matteo Uggeri

Non mollano, quelle carogne di Snowdonia. Io glielo dico che di recensioni non ne volgio più fare, ma ogni tanto mi arriva un pacchetto dalla Sicilia. Mai un cannolo, una pastarella di mandorla. Sempre dischi. Sempre strambi. Ma pure belli. L'ultimo era stato lo splendidamente cupo disco di Luigi Porto, ora ecco questa bizzarra opera di Haxel Garbini, nome da prestigiatore d'altri tempi. Per me si è trattato di uno di quei casi in cui sono stato felice di aver ignorato la scheda stampa prima di ascoltare (cosa che consiglio a tutti i recensori). Il disco ha una qualità audio bizzarramente scadente, direi fumosa, ma non sporca. Non è lo-fi. Qualcosa di diverso. Diversamente fedele, potremmo dire. Per intenderci, la chitarra a volte suona come se fosse stata registrata dentro un secchio, al di là di una lastra di metallo. Succede così che l'assenza di alcune frequenze, il ridotto spettro sonoro, lasciano spazio a nuove suggestioni, al respiro dell'ambiente, all'emozione. Scopro poi che il disco è quasi interamente realizzato con uno stetoscopio. Ah. Ecco perché. Se avessi letto la press sheet avrei pensato "che razza di idea". Invece: ottima idea. Mi ha fatto anche riflettere sul fatto che, nonostante le orecchie di molti si stiano sempre più nutrendo dei suoni biascicati e compressi dello streaming e degli mp3, siamo abituati alla pompa delle compressioni criminali sui master del pop e di molta altra musica. Intendiamoci: a me piace moltissimo che i suoni mi arrivino potenti in faccia, con i timbri belli chiari. Ma a volte anche lasciare un po' di spazio vuoto fa bene, e Haxel sembra saperlo, sebbene nella (dannata) scheda stampa sottolinei come in Estate 1984 “alla fine sono presenti 33 tracce sovraincise.” Ovviamente non si tratta di un disco che consiglierei a tutti, e devo dire che prediligo decisamente i brani più minimali, quelli in cui la chitarra scompare del tutto (a volte risulta comunque invadente nei suoi svolazzi quasi Hendrixiani), ma il mio suggerimento è il seguente:
- accendete la radio;
- sintonizzatevi su RTL 102.5;
- ascoltate un pezzo qualsiasi (quando finiscono le pubblicità e i notiziari reazionari);
- prendete una mazza;
- sfasciate la radio (no forse no, anche solo per Radio 3 vale la pena salvarla, spegnetela e basta);
- riponete la mazza;
- mettete “URI” sul piatto;
- sentitevi meglio.


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Data Recensione: 5/8/2016
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