`Radici´

Autore disco:

Francobeat

Etichetta:

Brutture Moderne (I)

Link:

www.brutturemoderne.it
www.cosabeat.com
www.francobeat.net

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Belluno 2) Io ero bellissima 3) Le mie meraviglie 4) È bella la pioggia 5) Questa è… 6) Verde/Secco 7) Camminare 8) … la mia… 9) Il principe e la donzella 10) Pillole 11) Il pupazzo di neve 12) … voce 13) Carmencita 14) Che cambino le cose

Durata:

47:04

Con:

Franco Naddei, Diego Sapignoli, Francesco Giampaoli, Antonio Grammentieri, Silvia Valtieri, Francesco Valtieri, Valeria Caputo, Giacomo Toni, Pieralberto Valli, Giuseppe Righini, Massimiliano Morini, John De Leo

cos’è, e dov’è, la normalità?

x Sergio Albertoni (no ©)

“Radici” è un concept, che più concept non si può, e in quanto tale ha tutti i pregi e i difetti tipici dei concept in generale, in particolare dovuti alle forzature. Prendendo le canzoni una per una è infatti facile storcere la bocca, fare fatica nell’ascolto, e finire con il gridare «che porcata!». Ben diversa sarà la reazione se valutiamo il disco nel suo insieme, con ogni tassello che scivola al suo posto, e soprattutto se lo facciamo dopo aver scorso le note del libretto allegato al CD dove si legge che «tutti i testi sono stati scritti dagli ospiti della residenza per disabili mentali “Le Radici” di San Savino, Riccione (RN)». Il tema è scottante, ne converrete, e voglio innanzi tutto soffermarmi sulle una mia idea a proposito della pazzia. Probabilmente il pazzo è semplicemente un diverso che non è in grado di uniformarsi alla media, e al comportamento medio, e in quanto tale viene rinchiuso o, come minimo, circoscritto. Un pazzo è un sognatore che presso certe civiltà, meno votate all’inseguimento di valori futili e quindi non disposte a rimuovere con le ruspe e con i carabinieri tutto ciò che ostacola il raggiungimento di tali obiettivi, gode addirittura del ruolo privilegiato destinato ai dotti e ai santoni. Se analizzate bene la questione, coloro che abbandonarono la loro casa per seguire Gesù Cristo, ammesso che quest’ultimo sia davvero esistito, non potevano essere altro che pazzi e oggi, in un mondo dove gli insegnamenti cristiani non sono altro che fumo, verrebbero sicuramente confinati in appositi recinti (come, in fondo, venne fatto nella loro epoca).
Voglio però lasciar perdere i motivi ideologici per venire a un disco caratterialmente visionario e surreale. I testi sono ovviamente sgrammaticati, considerando per grammatica la cosiddetta normalità, e bravo è Francobeat a immedesimarsi attraverso le sue musiche con tale sgrammaticatura. Un ruolo importante lo ha sicuramente svolto l’equipe terapeutica di “Le Radici”, nel suo compito di collegamento fra gli ospiti della Residenza e l’artista, ma non credo che questo sarebbe stato sufficiente alla riuscita del CD se lo stesso Franco Naddei non avesse qualche rotella fuori posto. E fuori posto ha sicuramente quegli ingranaggi che convogliano la parte creativa dei neuroni verso una presunta logica comune, andando così a inceppare i meccanismi del quieto cantare e aprendo per i flash suggeriti dalla fantasia la possibilità di guizzare verso oasi ungoverned di anarchia e libertà.
Il mal di vivere è una patologia reale, una bomba a orologeria che mette continuamente a rischio i meccanismi della società organizzata, e quest’ultima cerca di arginarlo attraverso pillole artificiali quali sono la TV e/o i vari parchi gioco, e nel momento in cui queste non sono più sufficienti si passa alle pillole chimiche (e se non bastano ci possono essere anche metodi più violenti). Viva Frabcobeat che cerca, riuscendoci, di dare libero sfogo a questo mal di vivere. Mettetelo accanto a Gioacchino, ai Camillas, agli X-Mary, a Musicaxbambini e, per certi versi, a Iosonouncane … e tenetevelo caro. Questa è la realtà, il resto è pura illusione.


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Data Recensione: 29/5/2016
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