`Dream In A Landscape´

Autore disco:

Paolo Tarsi &/ Fauve! Gegen A Rhino

Etichetta:

Trovarobato Parade (I)

Link:

www.trovarobato.com/paolo-tarsi--fauve-gegen-a-rhino/discografia/362-dream-in-a-landscape.html

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1-3) Cage Reworked: Dream, In a landscape (Rhodes MK I), In a landscape (Hammond Organ) 4-5) Cage Remixed: In a landscape, Dream + Ghost Soundscape (Silent turmoil based on John Cage’s score 4’33” / Un coup dés jamais n’abolira le hasard based on Marcel Duchamp’s vocal score Erratum Musical)

Durata:

58:33

Con:

Paolo Tarsi, Andrea Lulli, Riccardo Gorone

… sull’importanza di John Cage …

x Otero Genio (no ©)

Apprezzavo molto un giornalista musicale, in particolare mi piaceva la sua bella scrittura, finché un bel dì, scrivendo a proposito del doppio CD “Goodbye 20TH Century” dei Sonic Youth, ebbe la bella pensata di affermare che John Cage è uno dei musicisti più sopravvalutati del ‘900. Tosto pensai: «uno s….zetto», e le sue quotazioni nella mia considerazione precipitarono a quote infime. Non tanto per quell’affermazione in sé, ognuno è libero di considerare Cage come vuole, purché motivi la cosa e purché dimostri di essere a conoscenza dell’enorme mole dell’opera cageana nel suo insieme. Nel tal caso tanto di cappello, da parte mia, perché pur essendo quasi sicuramente in disaccordo ho in simpatia tutti coloro che remano controcorrente. Nel caso del nostro giornalistucolo, però, le cose stavano diversamente dal momento che non motivava affatto la sua sparata né dava l’impressione di conoscere l’opera del musicista americano – fatta di scritti e azioni, oltreché di musica – se non in piccolissima parte. Io non mi pongo certo quale esperto in materia, considerando quanto è ampia l’esserlo richiederebbe una dedizione allo studio della stessa ventiqattr’ore su ventiquattr’ore (*), ma il fatto di ritrovare la sua influenza su tutti i tipi di musica, dal rock alla musica concreta alla musica elettronica al minimalismo … , e su musicisti provenienti da ogni latitudine mi fa credere che sì, Cage è stato uno dei – se non il – musicisti più importanti del XX° Secolo.
Dream e In a landscape sono composizioni per pianoforte del 1948 la cui versione più nota è forse quella del pianista americano Stephen Drury, risalente ai primi anni ’90, ma che hanno comunque ricevuto numerose altre attenzioni. In particolare di In a landscape, scritta per la ballerina Louise Lippold, si possono segnalare le versioni di Margaret Leng Tan e di Richard Bernas (quest’ultima nota per essere stata inclusa da David Toop nella nota compilation “Ocean Of Sound”). Chiaramente, lo si capisce dal titolo, si tratta di un brano catalogabile come paesaggismo sonoro (o proto-ambient), ambito nel quale Cage è stato indiscutibilmente un maestro.
Gli interpreti di questa collaborazione a sei mani sono noti per avere in urto gli steccati. Paolo Tarsi è di fatto un musicista (compositore, pianista e organista) di estrazione accademica che non snobba la discesa in ambiti prossimi alla musica popolare. Fauve! Gegen A Rhino, viceversa, è un duo di nuova elettronica che sembra partire da piattaforme più prossime al rock per riversarsi a scardinare quelli che sono i fortilizi dell’accademia.
Le premesse sono buone, e le idee di reworking e re mixing sono quanto di più si può avvicinare alla filosofia cageana. Fra le caratteristiche principali del compositore americano c’era infatti l’idea di una scrittura non rigida e quindi particolarmente adattabile alla personalità degli interpreti. Non è un caso se Cage è sempre stato un’influenza e un esempio per improvvisatori del calibro di Anthony Braxton e Leo Smith.
Tarsi, nella prima parte del CD, offre una sua rielaborazione per piano elettrico delle due composizioni, post-prodotte dalle mani dei due manipolatori elettronici, oltre a una seconda esecuzione di In a landscape sull’organo Hammond. La leggerezza bachiana dei due brani è conservata anche quando, come avviene nella versione per organo, si fa palpabile una spinta verso i dedali del rumore.
Con Fauve! Gegen A Rhino si passa in regime remix, e sia la versione per organo di In a landscape sia quella per piano elettrico di Dream vengono potate e innestate rispettivamente con ritmi warpiani e con una sorta di psichelettronica. Certamente i due remix si allontanano maggiormente dall’estetica cageana, rispetto ai rework, ma sono ancor più esemplari per capire l’attualità insita alla musica del compositore americano. Mi spiego, le due composizioni si adattano perfettamente alla trasfigurazione messa in opera da Lulli e Gorone, un adattamento privo di sbavature che non troverebbe certo un terreno così fertile con nessuno degli altri grandi autori del ‘900.
Il remix di Dream prosegue senza soluzione di continuità in due piste fantasma nelle quali viene dato spazio a due aspetti fondamentali delle concezioni cageane: silenzio e casualità.
Nella prima delle due “ghost soundscape” viene riletto 4’33” che, lo scrivo per i pochi lettori di questa recensione che non conoscono il brano, nella versione dell’autore più classica si risolveva in 4 minuti e 33 secondi di silenzio (interrotto soltanto dal rumore dell’esecutore che spostava lo sgabello). La lettura di 4’33”, come per tutta l’opera di Cage, non può però essere univoca (**):
• sicuramente, con quei quattro minuti e mezzo, Cage intendeva senza troppe parafrasi valorizzare l’importanza del silenzio all’interno di una composizione musicale;
• insito c’è pure un invito ad ascoltare quanto avviene intorno a un’esecuzione musicale e ad ascoltare in termini assoluti;
• senza considerare l’aspetto provocatorio nei confronti del pubblico rivestito dal brano in questione.
• Però 4’33” può anche essere considerato come un contenitore vuoto da riempire.
È quest’ultimo aspetto, sicuramente il più creativo che può esistere nei vari modo di intendere e reinterpretare il brano, ad essere indagato da Fauve! Gegen A Rhino. I due, infatti, riempiono i quattro minuti e passa di vuoto con l’elaborazione dei rumori di fondo.
L’altra “ghost soundscape” è dedicata a un altro aspetto fondamentale nella musica di Cage: la casualità. Nell’occasione ad essere tirata in ballo è una delle poche composizioni di un Marcel Duchamp che solo sporadicamente si è cimentato in questa forma espressiva, ma lo ha fatto con tale personalità da rappresentare una riconosciuta influenza per molti musicisti fra i quali va sicuramente inserito lo stesso Cage.
Al link riportato sopra trovate una interessante scheda sugli aspetti tecnici, sui quali ritengo inutile soffermarmi, e sulle connessioni che legano intrecciandole le due parti del CD.
Una segnalazione particolare va alla bellissima confezione disegnata da Cecilia Divizia.
Quanto alla sparata di cui ho scritto all’inizio posso rispondere soltanto riportando quanto dice Taber in “Qualcuno volò sul nido cuculo”: «… stronzate …».

* Solo su “Discogs” vengono segnalati 360 dischi, ma quasi sicuramente ce ne sono altri, oltre a opere non ancora riversate su disco se addirittura non in attesa di una prima esecuzione.

** Nessuno, per esempio, ha mai messo l’accento sull'essenza punk di 4’33”, punk nel senso che chiunque lo può interpretare senza bisogno di essere un musicista, di saper suonare o di essere in possesso di un qualsivoglia strumento musicale.


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Data Recensione: 18/8/2016
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