`Pour en finir´ // `New Vocabulary´

Autore disco:

Klaxon Gueule // New Vocabulary

Etichetta:

Ambiances Magnétiques (CDN) // System Dialing Records (USA)

Link:

www.ambiancesmagnetiques.com
www.actuellecd.com
systemdialingrecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Enfin 2) Du creux 3) Au soudan 4) Avec la mort 5) Sans le lui dire 6) Une fois pour toutes 7) Et demeurer immobile 8) Au-delà de la suirvance 9) D’une manière ou d’une autre 10) Des sourdes nuées métalliques 11) Afin de connaître le premier des jours 12) Puisque nous aspirons tous aux décombres // 1) Baby Food 2) Sound Chemistry 3) Alphabet 4) Bleeding 5) If It Takes A Hatchet 6) Value And Knowledge 7) Population 8) Wife Life 9) The Idea Has No Destiny 10) H2O 11) What’s Hotter Than The Sun 12) Gold Is God’s Sex

Durata:

40:56 // 42:03

Con:

Michel F Côté, Bernard Falaise, Alexandre St-Onge // Ornette Coleman, Jordan McLean, Amir Ziv, Adam Holzman

e per finire …. due splendidi testamenti sonori.

x Polly Cino (no ©)

Un titolo come “Pour en finir” lascia presupporre che questo è il capitolo finale della saga Klaxon Gueule, saga iniziata quasi 20 anni fa con “Bavards”. Il trio, dopo aver saggiato jazz, rock e quant’altro, torna con questa sesta uscita alla formula che aveva entusiasmato i nostri sensi ai tempi dello splendido “Muets”, il loro secondo CD del 1999, portando così a compimento un lungo viaggio circolare che ne ha arricchito e standardizzato (termine da leggere in senso positivo) il linguaggio. La loro sintesi di jazz, impro elettroacustica, rock progressive e noise raggiunge qui una sua pienezza e una sua consapevolezza definitive. Colpiscono più che positivamente una libertà armonica e una capacità di affiancare linee melodiche e linee tipicamente astratte, senza apparenti stonature, che fanno pensare alle cose migliori di Ornette Coleman.
E proprio a proposito di Ornette Coleman bisogna ancora parlare di capitolo finale, questa volta senza alcun dubbio, dal momento che il musicista nero-americano ha lasciato questo mondo lo scorso 11 Giugno. Come nel caso di “Pour en finir” ci troviamo di fronte a un ritorno alle origini, ritorno che non cancella affatto le esperienze accumulate in quasi sessant’anni di peregrinazioni ma si presenta come arricchito da esse. La dice lunga che dopo aver esordito con dischi eloquentemente intitolati “Something Else!!!!”, “Tomorrow Is The Question!”, “The Shape Of Jazz To Come” e “”Change Of The Century”, a oltre mezzo secolo di distanza il sassofonista e i suoi momentanei pard - tromba, batteria e un pianoforte in 3 dei 12 titoli - abbiano sentito l’esigenza di chiamare il loro progetto, e il disco che n’è derivato, come 'New Vocabulary'. Un altro aspetto da sottolineare riguarda la sorniona energia, e lucidità, con la quale questo ottantenne (le registrazioni risalgono al 2009) suona il sassofono. Per non dire di come si trova a suo agio con musicisti ben più giovani di lui (potrebbero essere addirittura suoi nipotini).
La musica, chiaramente, è in entrambi i casi più che degna di autori così blasonati e in qualche modo rappresenta un testamento unico e si pone ai vertici della loro produzione.
Peccato che le scipite confezioni non siano in grado di valorizzare due dischi così importanti.


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Data Recensione: 16/6/2016
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