`Germanotta Youth´

Autore disco:

Germanotta Youth

Etichetta:

Wallace, Megasound, Stirpe 999 (I), Cheap Satanism (B)

Link:

www.wallacerecords.com
www.megasoundrecords.com
www.cheapsatanism.com
stirpe999.blogspot.it/
www.facebook.com/germanottayouth

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Prelude 2) Il Boschetto di Nonna Bava 3) A Serbian Kolo 4) Io, Graziano e la Piccola Federa di Fenolo 5) The Succubus 6) Magellan Barbeque 7) Super Mario Blast 8) Gore Matrioska 9) Kymatic 10) Magix Music Maker 11) Techno Viking 12) Blackfriars Bridge – 1 P. 13) Blackfriars Bridge – 2 P.

Durata:

35:55

Con:

Fabio ‘Reeks’ Recchia, Giulio Galati

ricomincio da due

x Stefano 'Urecchio' Brunetti (no ©)

È la prima volta che in questa no-zine ci occupiamo dei Germanotta Youth, quindi è d’obbligo una breve presentazione diretta ai lettori meno vispi di noi, mentre quelli più vispi possono saltare tranquillamente queste annotazioni e passare al paragrafo successivo. Trattasi di un gruppo in attività già dal 2010 nelle formazione a tre con Massimo Pupillo al basso, Andrea Basili alla batteria e Fabio “Reeks”, che di fatto è il leader del gruppo, al synth e campionatori. Un CD, un 7 pollici e un 10 pollici a mezzo con i Joy As A Toy, è ciò che i tre raccolgono, discograficamente parlando ‘ché poi ci sono le varie esibizioni sul palco. Persi per strada Massimo Pupillo e Andrea Basili, Recchia ricomincia da due con Giulio Galati alla batteria e sobbarcandosi lui stesso l’incombenza del basso. E ora qualcosa a proposito del nome che, sempre ai meno vispi di noi, suonerà abbastanza strano. Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco dicendo che non ha niente a che vedere con il noto palmipede ma è semplicemente un omaggio ai Sonic Youth, o meglio a quella incarnazione dei sonici battezzata col nome Ciccone Youth. In quel caso Ciccone non stava a indicare una grossa cicca, bensì il cognome della ultranota superstar Madonna (e non mi sto riferendo a quella di Medjugorje che è stata disconosciuta anche dal Papa). Così, nel nostro caso, Germanotta non voleva indicare la femmina dell’amabile pennuto ma il cognome di un’altrettanto nota superstar, certa Stefani Joanne Angelina Germanotta meglio conosciuta come Lady Gaga. C’è da aggiungere che in questo caso le cose sono molto più semplici, dacché di Lady Gaga ce n’è una sola mentre le Madonne si contano a migliaia (solo nel vocabolario del falegname che esercita a qualche isolato da me ce ne sono un centinaio).
Germanotta Youth rappresenta, musicalmente, quello che avrebbe potuto essere il cyberpunk se il genere non si fosse sgonfiato troppo presto nelle mani dei suoi stessi teorizzatori.
Pensate così a una versione strumentale dei Ministry - i primi, che cristo! – senza chitarre ma pure dal suono chitarristico, magari imparentati con i Devo più scoglionati a causa di una certa schizofrenia e a causa di una mancanza di quadratura, e forse avrete una visione abbastanza nitida dei nostri giovani palmipedi … e che cazzo, ma non l’avevo scritto sopra che Germanotta Youth non c’entra un tubo né con Marta né con la femmina del pennuto acquatico ma deriva il proprio nome … meglio se mi fermo qui ‘ché rischio di fare confusione.
Ma, forse, una cosa si può aggiungere: i G.Y. sono lì, pronti a interpretare il post del post.
E attenzione al satanfragola della copertina, 'ché il maligno può germogliare dove meno te lo aspetti ... anche nell'oliera, nella torta al limone, nell'acquasantiera o adirittura sotto la gonna di Nonna Bava.


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Data Recensione: 21/5/2016
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