`Silence Be Alive (生きてこい沈黙)´

Autore disco:

Hikashu (ヒカシュー)

Etichetta:

Makigami Records (J)

Link:

hikashu-as.blogspot.it/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Silence Be Alive 2) Naruhodo (I Got It) 3) It’s All Right To Be Free 4) Iroha Tapestry 5) Next To The Magma 6) Ring That Melon, Beluga! 7) Return To Tengri 8) A Never-Ending Speculation 9) Such A Man 10) Quiet Cactus 11) Tangled Drive In Altai 12) Legend Be Awake

Durata:

51:10

Con:

Makigami Koichi, Mita Freeman, Sakaide Masami, Shimizu Kazuto, Sato Masaharu

lo tsunami della new wave

x Rosa Raso (no ©)

Gli Hikashu, a differenza di buona parte dei gruppi giapponesi, sono stati piuttosto ignorati in occidente. Pensare che sono in attività più o meno dal 1980, e 35 anni rappresentano per un gruppo un tempo di vita ragguardevole, ma sia una raccolta su Tzadik sia la pubblicazione, sempre sull’etichetta newyorchese, di alcuni CD del loro frontman Makigami Koichi non sono certo serviti a far sì che il loro nome decollasse nelle simpatie dei media occidentali e in quelle del pubblico che a questi fa riferimento (o sarebbe meglio dire che da questi viene orientato). Viceversa sono molto popolari in Russia, dove è in corso un tour di ben 5 date, e in alcuni paesi dell’est europeo.
Partiti con un’originale miscela di synth-wave hanno saputo rinnovarsi negli anni, sia attraverso il cambiamento di alcuni componenti sia attraverso l’assorbimento di numerose influenze extra, fino all’attuale spettacolare miscela di free-pop.
Chitarra, sassofono, cornetta, theremin, pianoforte, voce e clarone, oltre agli immancabili basso e batteria, sono i più evidenti protagonisti di intrecci ora rarefatti, ora limpidi e infine più torbidamente armstronghiani e/o beefheartiani, con qualche tema che si ripropone a ricordarci che siamo sempre all’interno dello stesso disco. Le tastiere, in alcuni momenti, fanno poi pensare ai Soft Machine di 5-6-7, laddove la chitarra dissona spesso in odore di no wave. Piace anche l’uso del theremin che, nelle mani di Makigami, assume le sembianze di una vera e autentica seconda voce (spettacolare il duetto con il clarone in A Never-Ending Speculation). Voce che, non scopro niente di nuovo, è fra le più interessanti del pianeta, nel suo pencolare fra operismi alla Mercury e primitivismi sciamanici.
Mettetela come volete, ma gli Hikashu sono uno dei più grandi gruppi esistenti. Continuare a ignorarli sarebbe un delitto.


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Data Recensione: 28/7/2016
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