`Death Surf´

Autore disco:

Heroin in Tahiti

Etichetta:

Boring machines (I)

Link:

heroinintahiti.bandcamp.com/

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2012

Titoli:

1) Death surf 2) Spaghetti wasteland 3) Campomorto 4) E kipa mai 5) Zoom 6) Ex-giants on dope 7) Sartana 8) Heroin in Tahiti

Durata:

41:25

Con:

Valerio Mattioli, Francesco De Figuereido

Space rock de noartri

x Daniele Guasco

Difficilmente un gruppo che impressiona al Tago fest poi delude quando arriva alla prova del disco d’esordio. Gli Heroin in Tahiti, romani de roma est e membri della Borgata boredom, hanno proposto al festival estivo di Marina di Massa dell’anno scorso l’esibizione che più mi ha convinto e conquistato, e il loro Lp d’esordio “Death surf” conferma totalmente le ottime impressioni estive.
Le canzoni del disco suonano come un frontale tra gli Spacemen 3 di “Playing with fire” e le atmosfere dei migliori space-rocker moderni, tipo Expo ’70, uno scontro tra chitarre e droni che si mescolano in maniera meravigliosa, e i passanti non possono che ammirare a bocca aperta l’affascinante incanto di questo incidente.
Ascoltare “Death surf” è come stendersi su una spiaggia lunare e osservare con il sole negli occhi la fine del mondo che procede a ritmi lenti e ossessivi, tra sonorità che ben ripropongono stili morriconiani e la psichedelia più lisergica. Si vive così un’estasi tossica per niente rassicurante, un’ossessione in cui perdersi è un piacere ai bordi del mare della tranquillità.
In questo disco c’è tutto questo: un bellissimo incubo in un’ambientazione da sogno, il tutto da vivere a orecchie ben aperte per gustare ogni nota di questa fantastica e struggente psichedelia. “Death surf” è un album che vi manda in pappa il cervello per davvero, anche senza dovervi portare dietro chissà quale carico di droghe pesanti, e tutto ciò è bellissimo.
Ecco a voi il primo grande disco italiano (e non solo) del 2012.


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Data Recensione: 10/1/2013
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