`2013: odissea nello spiazzo´

Autore disco:

Frei

Etichetta:

autoproduzione (I)

Link:

www.freifreifrei.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) 2013: odissea nello spiazzo 2) Angela 3) La mie manie 4) L'universo da qui 5) Scappo da casa tua 6) Ho visto gli alieni 7) Se solo se 8) Un minuto, un anno luce 9) La notte 10) Ovunque mi porti

Durata:

40:17

Con:

Michele Barbagli, Enzo Cimino, Dario Giovannini, Fabio “Mocambo” Tozzi, Frei Rossi, Kevin Shea, Matt Mottel

il disco della grande disillusione

x e. g. (no ©)

L'attesa del nuovo millennio aveva creato grandi aspettative, anche a proposito di navigazioni astrali, incontri con civiltà aliene e benefiche fughe dal pianeta terra. Aspettative che infine, almeno stando a quanto accade in questo primo approccio con gli anni 2000, si vanno squagliando come neve al sole.
Questo è ciò che leggo nel nuovo disco di Frei che, parafrasando uno dei più famosi film di fantascienza del '900, ci riporta però con i piedi per terra, a guardare l'universo dal cortile di casa, un po' come facevano i nostri antenati quando lo ammiravano stando fuori dall'ingresso delle grotte… ma loro, veroddio, avevano una visione più attonita e meno disturbata dall'inquinamento luminoso.
Si tratta di una disillusione che secondo me va ben oltre, in direzione di una ricchezza annunciata che si sta invece risolvendo in una nuova povertà generalizzata.
È questo che, al di là delle sue intenzioni, Frei mi trasmette attraverso le canzoni di “2013: odissea nello spiazzo”.
Ma i sogni restano e, al pari del Pessoa ‘viaggiatore immaginario’, possono ben essere coltivati standosene a sedere immobili davanti alla finestra.
Dagli anni delle grandi illusioni è mutuata pure l’idea del concept: tale è un CD che nella quasi totalità delle canzoni ruota tutto intorno all'idea di uno 'spazio osservato dal cortile'.. un universo comunque affascinante che, come nel caso della Luna, «brilla di luce riflessa ma è bella così» (La notte).
Il disco, qualora paragonato al precedente, è meno disposto a concedersi, più riccio che volpe, e suona in maggior misura come opera collettiva riconducibile all'ottimo gruppo accompagnatore, lo stesso che supporta Frei nei concerti, con ‘transfughi’ da Aidoru, Mariposa, e altro ancora.
Le canzoni si adattano quindi senza particolari intoppi, ma direi addirittura che sono proprio create a puntino, per la loro interpretazione pubblica.
I riferimenti sono srempre quelli già annunciati da Frei in precedenza - Dalla, Fossati, Jannacci, Endrigo, De André, Battisti, De Gregori (soprattutto), e forse Venditti. In pratica la crema della tradizione cantautorale italiana.
A brillare, di luce propria in questo caso, sono il brano d'apertura, con un cammeo rappato dei Talibam!, la spiritosa Le mie manie e, al vertice delle mie preferenze, le due delicate nenie finali (autentici gioielli ‘out of time’).


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Data Recensione: 18/11/2013
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