`Arbëria´ // `La merce perfetta´ // `Aural Histories´

Autore disco:

Patrizia Oliva // Enomisossab // Kristin Norderval

Etichetta:

Setola di Maiale (I) // Complus Events (I) // Deep Listening Institute (USA)

Link:

www.setoladimaiale.net
www.enomisossab.com
www.complusevents.com
www.deeplistening.org

Formato:

CD-R // CD // CD

Anno di Pubblicazione:

2012

Titoli:

1) Inverno 2) Bird’s Song 3) Solar Sphere 4) Blue 5) Water 6) Ombra di sole 7) Two Blow Sense 8) Stone’s Mountain // 1) La merce perfetta I 2) La merce perfetta II 3) La merce perfetta III // 1) A Flat Ground 2) Gameplay 3) Glass And Mirrors 4) Digital Surveillance 5) 13 Inspirations 6) A Summons 7) Extreme Weather 8) Narco Kyrie 9) Nightcall 10) Circadian Singing

Durata:

37:47 // 27:05 // 60:09

Con:

Patrizia Oliva // Simone Basso, Riccardo Parravicini, Maiu, Roberto Leardi, Fausto Balbo, Alessandro Battistini // Kristin Norderval

vocalismi per tutti i gusti

x e. g. (no ©)

Qualche anno fa Patrizia Oliva effettuò delle registrazioni sotto la direzione di Fausto Balbo, editate poi nello spartano CD-R “Gestuelle du blue Tempo”, e adesso parte di esse vengono recuperate, insieme a cinque titoli inediti registrati in una tornata successiva e sempre con Balbo, per questa produzione sicuramente più accurata, ad iniziare dalla splendida veste grafica (opera di Nora Keyes e Stefano Giust).
Tutto il materiale è firmato dalla stessa Oliva - che per la prima volta, almeno credo, si presenta con il proprio nome – ad eccezione di Water, dove le parole sono del naturalista austriaco Viktor Schauberger.
Ad emergere è la splendida voce dell’autrice, ricca di variazioni e coloriture ma senza essere mai supponente, aiutata sicuramente dal lavoro svolto da Balbo relativamente alla registrazione degli artifizi elettronici. Se le parti sonore possono far pensare spesso ai microcosmi di Bernhard Günter, la voce varia per intonazione proiettando ombre che vanno da Billie Holiday a Tim Buckley, passando per Jeanne Lee e Jane Birkin.
È difficile trovare in giro una mescolanza di jazz, elettronica e psichedelica così ben riuscita. Ci sto pensando da giorni ma non mi sovviene nessuno.
Nonostante il tempo trascorso, le prime registrazioni risalgono al 2006 e le seconde al 2008, queste otto ‘nuggets’ non mostrano alcun segno d’usura. Semplicemente magistrali.
Chissà che in futuro qualche cervellone non le riscopra riservandogli un piedistallo fra le cose importanti di questi anni.

Con il terzo disco di Enomisossab, invece, si passa in pieno progressive, e non solo per le similitudini fra la voce di Simone Basso e quella di Demetrio Stratos. Il disco, infatti, è un concept e il brano che lo compone è una suite divisa in tre parti ben distinte. Il tema è quello dell’industria della salute o, meglio, dello sfruttamento della malattia. È fuor di dubbio che la grossa mole di denaro che circola appresso ai malanni delle persone, appresso alla vita e alla morte, è una questione altamente immorale. Dante, sicuramente, avrebbe infilato all’inferno buona parte dei medici, e figure affini, oltre ai manager dell’industria sanitaria e farmaceutica. C’è una nota comune, rispetto al disco di Patrizia Oliva, ed è la presenza in entrambi di Fausto Balbo, che qui appare come strumentista, oltre che saltuariamente alle registrazioni, in tutta la terza parte della suite. La collaborazione fra Basso e Balbo ha comunque motivi storici ben individuabili nella presenza di entrambi in ensemble fugaci, eppur basilari, come Der Tod e JWTJ.
La suite inizia con la voce, quasi recitante, assecondata da un accompagnamento sonoro minimale e para liturgico, per continuare caratterizzata dalle virtuose polifonie e dagli equilibrismi vocali dell’autore, e per esplodere infine nella spettacolare sinfonia per voce e suoni elettronici della terza parte. In chiusura c’è una breve calata in morbose atmosfere psycho-darkoidi.
Vi consiglio di dare un ascolto a questo disco, particolare e unico nel suo genere, e prestate attenzione anche al nuovo progetto di Enomisossab, “Burattini, burattinai. E corde”, realizzato in collaborazione con la danzatrice Elisa Spagone. In esso la voce, totalmente in acustico, interagisce con i movimenti del corpo della ballerina. Non mancate, se vi capita a tiro, di assistere a questo spettacolo veramente straordinario (nel sito del musicista potete trovare un breve estratto dello spettacolo).

Anche di Kristin Norderval, norvegese residente negli USA, avevamo già parlato recensendo, o prendendo comunque in esame in qualche articolo, progetti quali il duo Zanana o l’ensemble New Circle Five. In questa occasione la voce molto impostata della soprano è stemperata dai trattamenti elettronici e risulta molto più gradevolmente digeribile rispetto alle altre occasioni citate. Il sottotitolo del CD – “Post-ambient Arias For Voice And Electronics” – ben ne fotografa il contenuto, che possiamo anche definire come post-minimalista.
I dieci titoli datano dal 2000 al 2012, con una buona concentrazione intorno agli anni 2010-2011, e proseguono sulla traiettoria tracciata da voci celebri quali Joan La Barbara e Meredith Monk. In tre pezzi la sola fonte sonora utilizzata è la voce (A Flat Ground, A Summons e Circadian Singing) mentre negli altri vengono impiegati anche suoni, pre-registrati e/o elaborati, di strumentazioni elettroniche e/o di oggetti comuni. In buona parte si tratta di materiali scritti per coreografie, ma la loro trasposizione per solo ascolto è comunque di notevole impatto. I vertici sono toccati in autentici gioielli quali Narco Kyrie e Nighcall, minimal techno più nervosa nel primo caso e più distesa nel secondo, oltreché in quello splendido esercizio di canto circolare che è Circadian Singing.


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Data Recensione: 7/11/2013
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 Archivio dell'anno 2013 ...

`Chimera´  

`Khawa’ter (Pensées)´  

`Antimacchina´  

`Death Surf´  

`Pulses & Places´ // `The Myth Of Persistence Of Vision Revisited´  

`Minimal Boom!´  

`Cut A Caper´  

`Reibungen´ // `Shifting Moods´  

`No Room For Doubt´  

`Resonating Universes´  

`Contraddizioni´ // `The Shipwreck Bag Show´  

`Mexico´  

`Toot!´  

`Vier!´  

`Modern Primitive´  

`A Cool Tree´  

`On The Move´  

`Above The Winter Oaks´ // `Fonogram´  

`Sulle tracce della volpe´  

`Istanbul Improv Sessions May 4th´  

`El Tren Fantasma´  

`Ventennale´  

`La mer, la bataille, la mort´  

`Alberto Boccardi´  

`Merde, il pleut´  

`The Occurrence´  

`Wege´  

`The Kenya Sessions´  

`Outpost Live´  

`Ancient Tears´ // `L’uomo della sabbia´  

`Piano Breath (Action Music)´  

`Mars Is Heaven´ // `NEO PI-R´ // `Double Feature´  

`Ninnananne tristi per bambini cattivi´  

`Brand New For China!´  

`Dark Lady Of The Sonnets´  

`Season Two´  

`Radical Bending´  

`An Elephant into this Building´  

`Disco interno´  

`Daily Visions´  

`Sycamore Age´  

`The Next Wave of Omnigalactic Peace Warriors´  

`CHTRLTT - Part I´  

`This Is All I Had Time For´ // `Fonogram´ // `Camaraderie´  

`Ciao amore, ciao´ // `Le sirene di luglio / Torino pausa pranzo´  

`Cerimony´  

`Split´  

`Irrintzi´  

`Era´ // `?Alos - Xabier Iriondo´  

`Gemina´ // `Atto´  

`Mantic´ // `Polishing The Mirror´  

`Fields of Corn – A Binaural Sound Movie in San Martino Spino´  

`Garbo And Other Godesses Of Cinema + Bonus CD: Tango & Impro´  

`Live @ The Theatre, Rozzano, 13 dicembre 2012´  

`Deform from Within´  

`Sales´  

`Login´  

`Cinque Pezzi Facili - Volume 4: Dell'amore e dei suoi fallimenti / Deleted scenes´  

`Turbulent Flow´ // `Tidal TM (Amphidromic Cotidal)´  

`Live @ The Ironworks Vancouver´  

`Erzählend Nah´ // `Live In Pisa´  

`Arbëria´ // `La merce perfetta´ // `Aural Histories´  

`Silo Thinking´ // `X´  

`Der Italienische Manierismus´  

`Umber´ // `Selce´  

`Risonanze orbitali – opere e domande´  

`Fame´  

`Dialogue Dreams´  

`Abitacolo Ostile (2006-2011)´  

`Redistance´  

`Nothing Outstanding´ // `Blue Willa´ // `You Should Reproduce´  

`2013: odissea nello spiazzo´  

`Dolci ricordi´  

`String Quartets´ // `Stanze´  

`Civilian Life´  

`The Infinite Travelling´  

`At The Hideout´