`Fame´

Autore disco:

Enzo Minarelli

Etichetta:

Pogus Production (USA)

Link:

www.pogus.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2012

Titoli:

1) First Polypoem For A Great Man: Genghis Khan 2) Second Polypoem For A Great Man: Genghis Khan 3) Third Polypoem For A Great Man: Genghis Khan 4) The Grandeur Of Genghis Khan 5) A Great Homage To The Number Five The Perfect Number For Genghis Khan 6) Knowledge As Purpose Of Life 7) The Flavour Is The Presence Of Each Person 8) What Is Not Attractive Any Longer Nobody Looks At But It Remains Forever 9) To Be Is, Not To Be Is Not 10) I Don't Like Poets Who Add Dead Complexities To Living Ones 11) Luzvidaluz, To Oscar Niemeyer 12) Names Of Cities As National Anthem, To Sinclair Lewis 13) Succeed Without Asking 14) The Weak Suits 15) Done Nothing So I Am Not (Poem In P) 16) Those Who Fear The Pain (Use The Medicine Of Religion) 17) This Poem Expresses By Means Of Sound What The Word Cannot Express, To Caspar David Friedrich 18) Gilgamesh Sumerian Poem 19) Ptyx 20) Seeking The Sound Pharmacopoeia

Durata:

52:56

Con:

Enzo Minarelli

dissoluzione e creazione

x e. g. (no ©)

Prima della recensione, allo scopo di capire meglio, m'è sembrato utile riportare “Il manifesto della polipoesia” scritto dall’autore di questo disco.

«1. Solamente lo sviluppo delle nuove tecnologie segnerà il progredire della poesia sonora: i media elettronici e il computer sono e saranno i veri protagonisti.
«2. L’oggetto lingua deve essere sempre più indagato nei suoi minimi e massimi segmenti: la parola, elemento base della sperimentazione sonora, assume i connotati di multiparola, penetrata al suo interno e ricucita al suo esterno. La parola deve poter liberare le sue polivalenti sonorità.
«3. L’elaborazione del suono non ammette limiti, deve essere spinta fin oltre la soglia del puro rumorismo, un rumorismo significante: l’ambiguità sonora sia linguistica che orale ha senso se sfrutta a pieno l’apparato strumentale della bocca.
«4. Il recupero della sensibilità del tempo (il minuto, il secondo), al di fuori dei canoni dell’armonia o della di-sarmonia, perché solo il montaggio è il giusto parametro di sintesi ed equilibrio.
«5. La lingua è ritmo, i valori tonali sono reali vettori di significato: prima l’atto di razionalità, poi l’atto d’emotività.
«6. La Polipoesia è concepita e realizzata per lo spettacolo dal vivo, si affida alla poesia sonora come prima donna o punto di partenza per allacciare rapporti con: la musicalità (accompagnamento o linea ritmica), la mimica, il gesto e la danza (interpretazione o ampliamento o integrazione del tema sonoro), l’immagine (televisiva o per diapositiva, o dipinto o installazione, come associazione, spiegazione, ridondanza o alternativa), la luce, lo spazio, i costumi e gli oggetti.»

In seconda battuta è ancor più utile riportare quanto scritto nelle note che accompagnano il CD: «...every sound herewith produced, however strange it appears, has been made by my own voice; pratically 90% of this CD, the remain 10% comes from the catalogue of special effects attached to the software...»
A buon intenditor poche parole, e potrei ben terminare qui....
Ma il lettore chiede un'opinione... addirittura fa pressing... e allora qualche parola devo pur dirla.
Giustamente nelle note sta scritto che l'uso della sola voce può apparire improbabile, e sicuramente in un disco così ricco di suoni e soluzioni che fanno pensare ad un’opera di moderna musica elettronica tale ipotesi sembra poco credibile. Eppure questo è un dato di fatto: «...ogni suono riprodotto è stato fatto con la mia stessa voce...».
Ma cos'è "Fame": Elettronica?... Voce?... Respiro?... Poesia?...
Dimenticate tutto e appropinquatevi all’ascolto di qualcosa ch’è tutto ciò e nulla di tutto ciò. Così come vi conviene dimenticare concetti quali techno, industrial, minimalismo e ambient.
“Fame” è allo stesso tempo dissoluzione e creazione.
L’apparato buccale è qui coinvolto nel suo complesso ed è chiamato nella sua complessità alla creazione di polifonie estremamente multiformi e articolate. Si va dal classico verso del trotto alla galoppata technoide e/o dai frame ripetitivi ai suoni onomatopeici. Il tutto «all’insegna del buon corsiero».
Il gossip vuole Enzo Minarelli in pista da vari decenni, autentico talento di culto, tanto che su ‘discogs’ una compilation su casetta in cui è presente un suo brano (“The Voice / La Voce” prodotta nel 1983 dal mitico Vittore Baroni) è quotata, a seconda del suo stato di conservazione, dagli €65 agli €150. E una sorte simile è riservata ad altri materiali simili che vedono coinvolto il suo nome.
Meditate gente, meditate…..


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Data Recensione: 12/11/2013
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