`Wege´

Autore disco:

Andrea Belfi

Etichetta:

Room40 (AUS)

Link:

room40.org

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2012

Titoli:

1) A 2) B 3) C 4) D

Durata:

39:21

Con:

Andrea Belfi, Valerio Tricoli, Stefano Roveda, Josef Novotny, Jong Won Choi, Auriel Martin Reich, Johanna Lettmayer, Martin Zrost, Echo Ho, Greg Haines, Attila Faravelli, Stefano Tedesco, Andrea Faccioli, Stefano Pilia, Manuel Giannini, Rutger Zuydervelt, Massimo Carozzi

audaci camminamenti

x e. g. (no ©)

Chi mi legge da sempre sa per certo quanto sono affezionato al secondo disco di Andrea Belfi, quel “Ned N° 2” che finì in testa alla mia playlist di fine anno in una mia precedente vita, e lo scoglio (ma sarebbe meglio dire il faro) rappresentato da tale affetto è stato un impedimento ogni qualvolta ho dovuto guardare dalla giusta prospettiva i suoi dischi successivi. Ma è giunto il momento di superare lo scoglio e guardare oltre, perché se quel disco era una specie di biglietto da visita del musicista veronese, magari ingenuo e immaturo ma comunque geniale, questo “Wege” ne rappresenta l’opera della maturità, nella quale convergono un po’ tutti i suoi interessi e il loro manifestarsi nei vari aspetti del compositore, del batterista / percussionista, del manipolatore elettro-elettronico, del musicista malato d’Africa, del cinefilo e, soprattutto, dello spirito libero e curioso nei confronti di tutto quello che lo circonda.
L’esempio più magistrale sta nel secondo brano, nettamente diviso in due parti, che sembra voler contrapporre il cinema di Herzog a quello di Wenders: ad una parte che pare sottratta di soppianto al progressive dei Popol Vuh ne segue infatti una vagamente cooderiana.
All’inizio è invece il Belfi dalla timbriche più afro-indonesiane a prendere il sopravvento, ma i feedback e gli interventi vocali, estremamente drogati nel finale, danno al tutto quell’inafferrabilità tipica della musica contemporanea più innovativa.
Ma Belfi è comunque sempre più che attento sia a quelle che sono le recenti vicende della sperimentazione sonora fatta in Italia, allestendo un breve bozzetto con la voce di Manuel ‘Sinistri’ Giannini ed i ‘rotating speaker’ di Attila Faravelli, sia a quanto fa tendenza nel panorama internazionale, quando nell’ultima pista sembra voler andare a scuola di dubstep.
Questi camminamenti non devono comunque spaventarvi a priori dacché sono tanto audaci nella realizzazione quanto godibili all’ascolto, tant’è che da qualche mese fanno presenza fissa nei miei lettori per CD.


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Data Recensione: 25/5/2013
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