`Irrintzi´

Autore disco:

Xabier Iriondo

Etichetta:

Santeria, Brigadisco, Phonometak Labs, Paint Vox, Long Song Records, Wallace (I)

Link:

www.soundmetak.com/soundmetak/phonometak.htm

Formato:

2 LP

Anno di Pubblicazione:

2012

Titoli:

1) Elektraren Aurreskua 2) Irrintzi 3) Il cielo sfondato 4) Gernika Eta Bermeo / 5) Reason To Believe 6) Preferirei piuttosto Gente per bene gente per male 7) The Hammer 8) Itziar En Semea 9) Cold Turkey

Durata:

40:00 circa

Con:

Xabier Iriondo, Gaizka Sarrasola, Yolanda Txiki Eizagirre, Gianni Mimmo, Paolo Tofani, Karmel Iriondo Etxaburu, Paolo Saporiti, Roberto Bertacchini, Cristiano Calcagnile, Manuel Agnelli, Giorgio Prette, Roberto Dell’Era, Stefania Pedretti, Bruno Dorella, Txoria Txori

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x e. g. (no ©)

Se ne parlava da tempo e finalmente il disco d'esordio di Xabier Iriondo arriva fra le nostre mani.
L’impatto visivo è prorompente: un doppio LP con vinili incisi su un solo lato e graffiti nell’altro. Come nell’era aurea di questo supporto.
All’ascolto, invece, di primo acchito il disco ha un aspetto piuttosto scompigliato, come di persona che al mattino s’è dimenticata da pettinarsi. Un’onda marina che, invece di frangersi su un’unica scogliera, finisce per perdersi fra radici basche e sporcizia rock, toccando anche la tradizione cantautorale italiana nell’incredibile medley fra l’esponente più misconosciuto (Francesco Currà) e quello più popolare (Lucio Battisti) di tale génia. Ma se poi pensi che anche “Trout Mask Replica” dovette apparire ai suoi contemporanei altrettanto scompigliato, ecco quella che parrebbe la dimenticanza di una mente appannata dagli ultimi rimasugli di sonno assumere le fattezze di una scelta lucida e ragionata… e l’approccio all’ascolto cambia radicalmente.
“Irrintzi” è disco della memoria: remota (il folk basco, la strage di Guernika narrata dal padre – e non è un caso se per i bombardamenti venne scelta una città basca e non una città spagnola, la lotta contro il franchismo, la presenza del chitarrista degli Area…) e recente (le cover di Lennon, Lemmy, Springsteen, Battisti… oltre alla presenza di molti dei musicisti che in passato hanno condiviso sul palco o su disco la carriera di Iriondo).
I brani originali sono di grande spessore e così l’interpretazione delle cover, sia quando vengono miracolosamente stravolte (l’elettrificazione di Reason To Believe) sia quando, com’è il caso di Cold Turkey, il rifacimento è sostanzialmente filologico.
Ci sono dei dischi, o dei brani musicali, che travalicano il loro contenuto musicale per essere qualcosa di più complesso, qualcosa che coinvolge la sfera personale dell’autore e la sua vita sociale, così come quella di migliaia di altre persone che, magari inconsapevolmente, finiscono con l’esservi rappresentate. Penso a roba come “Tommy”, “Never Mind The Bollock”, “John Lennon / Plastic Ono Band”, “Free Jazz”, 4’ 33”.
Questa è la natura di “Irrintzi”. Maneggiatelo con cura, perché non si tratta semplicemente di un disco… dentro c’è tutta una vita, e anche qualcosa di più.

Ps: aggiungo il commento sui singoli brani diramato da Iriondo, dal momento che è perfetto e mi sento inadeguato ad aggiungere alcunché, qualora lo facessi finirei con lo scimmiottarlo ricavando infine una brutta copia di quello che c’è scritto….
Elektraren Aurreskua
Un omaggio alle mie origini basche, … alla musica tradizionale di Euzkadi attraverso il suono del txistu, del tum-tum e della alboka (suonati da Gaizka Sarrasola). L’ultimo addio/saluto (aurresku in lingua basca) di una piccola bimba al suo nonno.
Irrintzi
Un urlo stridente, sonoro e prolungato … di un solo fiato. Un segnale ancestrale ed al tempo stesso contemporaneo. Chitarre ricche di elettricità e sporcizia mettono a nudo un impianto elettrock primitivo e debordante al tempo stesso.
Il cielo sfondato
Una melodia semplice ed ossessiva suonata con uno strumento indiano guida il percorso di questo brano che è stato meravigliosamente valorizzato dai contributi di Gianni Mimmo, raffinato ed eccelso sassofonista, oltre che caro amico … e Paolo Tofani, storico chitarrista degli AREA ed infaticabile ricercatore e sperimentatore musicale.
Gernika Eta Bermeo
Mio padre, Karmel Iriondo Etxaburu, racconta quello che i suoi occhi di ragazzo/soldato hanno visto a Gernika nel 1937, il giorno dopo il primo bombardamento a tappeto della storia. Accompagno la sua voce con il Mahai Metak, un cordofono da me creato.
Reason To Believe
Reason to Believe è tratto da Nebraska (1982) di Bruce Springsteen. Questo è l’album che preferisco del cantante del New Jersey. Registrato con un 4 piste, una chitarra, un’armonica e la voce, in un momento di depressione e crisi esistenziale, racchiude l’anima essenziale e drammatica degli antieroi americani, all’interno della tradizione narrata da artisti quali Woody Guthrie. Paolo Saporiti ha cantato il brano rendendo precisamente il colore folk-blues di cui avevo bisogno per la mia versione ‘a la SUICIDE’ del brano in questione.
Preferirei piuttosto Gente per bene gente per male
Un medley tra un brano di Francesco Currà ed uno di Lucio Battisti. Preferirei Piuttosto è tratto dall’album “Rapsodia Meccanica” (1977) di Francesco Currà, poeta di fabbrica che alla fine degli anni settanta era fresatore all’Ansaldo. La sua musica è pressochè sconosciuta ai più ma il suo apporto in termini concreti e concettuali è stato enorme, … “Rapsodia Meccanica” è un episodio unico nel suo genere, nel quale confluiscono elementi di musica industriale, elettronica e contemporanea tenuti insieme da dei testi surreali e personalissimi. Gente per Bene Gente per Male è tratto dall’album “Il Mio Canto Libero” (1972) di Lucio Battisti. Ho sempre amato la musica di Battisti / Mogol ed ho pensato di utilizzare la seconda parte del brano in questione per completare il medley con Currà. Senza l’aiuto e la forte personalità di Roberto Bertacchini e Cristiano Calcagnile sarebbe stato impossibile portare a termine quest’operazione di melange tra due cantautori tanto diversi ed unici.
The Hammer
The Hammer è l’ultimo brano dell’album “Aces of Spades” (1980) dei Motörhead. Lemmy Kilmilster è una delle più grandi macchine da guerra del rock’n’roll, amo il suono del suo basso e la sua idea di brani semplici al fulmicotone. Una sintesi perfetta tra furore punk (espresso magistralmente dalla sua voce roca) ed energia metal. Lemmy ha sempre vissuto al limite degli eccessi con grande naturalezza e la sua musica esprime perfettamente la sua vita. Mi hanno accompagnato nella registrazione di questa cover Bruno Dorella e Stefania Pedretti … in arte OVO. Sono decisamente convinto che questa versione è riuscita grazie al loro contributo ed alla loro esperienza, maturata negli anni sui palchi, a suonare musiche ossessive, sature, distruttive ed oscure.
Itziar En Semea
Itziar En Semea (il figlio di Itziar) è un brano di musica basca folk tratto da un testo dello scrittore/politico Telesforo de Monzon. Suonato e cantato dal duo Pantxo eta Peio nel 1975 è diventato uno degli inni antifranchisti. Il brano racconta la vicenda di un prigioniero politico basco torturato dalla polizia e del suo incontro/colloquio in carcere con la madre. Il primo ricordo che ho di questo brano risale al 1978. Mio padre mi fece ascoltare in macchina una audiocassetta comprata ad un meeting di Herri Batasuna (il braccio politico dell’ETA). Tra i brani contenuti c’era anche Itziar En Semea ed il ritmo e la melodia mi colpirono immediatamente. La versione che ho fatto di questa canzone parte da un concetto semplice, destrutturare l’apparato strumentale melodico/armonico, mantenere la melodia originale del testo e circondarla di trame ritmiche/rumorose a bassa fedeltà.
Cold Turkey
Cold Turkey è il secondo singolo di John Lennon solista, un brano scomodo che parla della sua disintossicazione dall’eroina nel 1969. Ho sempre amato i brani di minor successo dei grandi artisti e questa canzone ebbe poca fortuna nelle classifiche americane ed inglesi. … tempo fa lessi che Lennon quando restituì alla Regina d’Inghilterra l’onoreficienza di MBE (membro dell’Impero Britannico) la accompagnò da un biglietto su cui c’era scritto «Le riconsegno questo MBE come protesta contro il coinvolgimento della Gran Bretagna nell'affare Nigeria-Biafra, contro il nostro sostegno all'America in Vietnam e contro il fatto che Cold Turkey stia perdendo posti in classifica. Con affetto, John Lennon». Ho sempre ammirato l’ironia dell’ex Beatles, il suo modo di affrontare temi delicati e spinosi ed allo stesso tempo smarcarsi da tutto e da tutti. E comunque il riff di Cold Turkey, ancora oggi (a 43 anni dalla sua creazione) è così essenziale, primitivo ed efficace … rock’n’roll puro! Ho pensato di farmi accompagnare in questa registrazione da alcuni amici che di rock’n’roll ne sanno qualcosa. Manuel, Giorgio e Roberto sono riusciti a catturarne lo spirito essenziale interpretando a meraviglia l’incedere ossessivo del brano, donandogli freschezza ed energia.


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Data Recensione: 2/9/2013
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