`Drowning In Wood´

Autore disco:

Drowning In Wood

Etichetta:

Scissor Tail (USA)

Link:

www.scissortailrecords.com/

Formato:

MC

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Somewhere Not Here 2) Crossroad 3) Kicks 4) Above The Field 5) Never The Same 6) Limbo 7) My Roots Are Covered In Blood 8) Love 9) Hound Dog 10) A Good Day To Die

Durata:

43:00 ca

Con:

Vincenzo De Luce, Sergio Albano

contrasti

x Francesco Volpe (no ©)

«A che serve tutto questo mare, me lo sapete dire? A che serve il mare?» (Enrica su “Anime di vetro” di Maurizio de Giovanni).

Vincenzo De Luce degli Zero Centigrade e Sergio Albano dei Grizzly Imploted incrociano le proprie corde (dalle mie parti si dice che «buono più buono fa casato migliorini»).
La loro è una musica dai forti contrasti.
Caldo <-> Freddo.
Contrasti fra la nitida trasparenza che traspira dalla chitarra acustica dell’uno e i groppi che erompono da quella elettrica dell’altro.
Napoli, caos o bellezza?
O Vesuvio, fertilità o distruzione?
O mare, fonte di vita o di morte?
O sole … ma forse è il caso di sostituire le o con delle e, perché caos e bellezza non sono affatto elementi contrapposti ma elementi che convivono. È addirittura possibile trovare un’armonia nel caos e scorie di disarmonia nella bellezza. Questo sembrano dirci i Drowning In Wood, magari inconsciamente, nei loro intrecci di filigrane con magma ribollenti di rumore e di feedback scolpiti nel legno.
“Wood”, il legno che galleggiando trasporta storie di spiaggia in spiaggia e di continente in continente. Il legno dove, se ne conosci il linguaggio, puoi leggere infinte storie di vita e di morte. Il legno che è casa e rifugio di un intero universo creativo.
Così, tuffandosi nel legno, De Luce e Albano proseguono nella loro strada fatta di produzioni all’apparenza povere – questa cassetta non riporta né i nomi dei musicisti e degli strumenti utilizzati né i titoli dei brani – ma ricche nella sostanza. Un altro bel contrasto.

«La senti questa musica? … Sembra suonata per i turisti, per avere qualche centesimo d’elemosina. Ma non è cosí, è il canto della città. È una storia, un racconto. Questo posto racconta storie … Le racconta parlando, suonando, cantando e anche solo coi suoi colori. E voi, in quel freddo grigio in cui vivete, sapete solo parlare del disordine, dei ladri e dei delinquenti. E l’aria? E le canzoni? E il mare? … Dopotutto, si disse, ecco a cosa serve tutto questo mare» (Enrica su “Anime di vetro” di Maurizio de Giovanni).


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Data Recensione: 24/1/2017
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