`Honey Ant Dreaming´ // `Reverie´ // `Warm Glow´ // `Bliss´

Autore disco:

Luminance Ratio // Luminance Ratio // Luca Sigurtà // Luca Sigurtà

Etichetta:

alt.vinyl (GB) // Bocian Records (PL) // MonotypeRec (PL) // Fratto 9 Under The Sky (I)

Link:

www.altvinyl.com
www.bocianrecords.com
monotyperecords.com
www.fratto9.com

Formato:

LP (+DL) // LP (+ CD) // CD // CD

Anno di Pubblicazione:

2016 // 2013 // 2015

Titoli:

1) Honey Ant Dreaming 2) I Am He And She Is She But You Are The Only You 3) Splinters Of Rain 4) Passage D’Enfer 5) Great White’s All Around 6) Blood Vessels // 1) Before The Dawn 2) Comatose 3) Reverie 4) Sunbeam 5) Priscilla 6) In Dreams 7) Between The Lines 7) Il Mare // 1) Dim 2) Boundaries 3) Sunflakes 4) Pleistocene 5) Blossom 6) Pike 7) Moth // 1-5) senza titoli

Durata:

38’ ca // 36:35 // 39:40 // 42:21

Con:

Gianmaria Aprile, Andrea ics Ferraris, Luca Mauri, Luca Sigurtà, Giancarlo Nino Locatelli // Gianmaria Aprile, Andrea ics Ferraris, Luca Mauri, Luca Sigurtà // Luca Sigurtà, Gianmaria Aprile, Francesca Amati, Mattia Rodighiero, Marco Menegon, Daniele Delogu // Luca Sigurtà

evoluzioni: dall’oscurità degli interni alla luce degli spazi aperti

x laura bigiarini (no ©)

Le nostre recensioni sono sempre meno riconoscibili come tali e assumono sempre più l’aspetto di piccoli articoli. Si tratta sia di una necessità contingente sia di un adeguamento alla realtà. Tempi moderni, tempi nei quali di dischi se ne vendono pochi, di conseguenza vengono stampati in edizioni limiate (molto limitate), e quei pochi vengono venduti ai concerti, o a quel gruppo sempre più ristretto (sorella morte compie inesorabile la sua azione) di appassionati o di collezionisti incalliti, ma non certo per merito delle recensioni. Il pubblico che compra i dischi, e quello che va ai concerti, sta inesorabilmente invecchiando, ne è sintomo il fatto che a vendere sono soprattutto le ennesime ristampe dei cosiddetti capolavori del passato (giocando su tocchi di magia truffaldina quali versione remixata, versione remasterizzata, ristampa su vinile di 180 grammi, versione con inediti, versione deluxe per il decimo, ventesimo, trentesimo anniversario, e cos’ via … si tratta chiaramente di un giochetto con le gambe corte e, come recita una nota barzelletta, uno che in passato si divertiva a truffare la gente moltiplicando i pani e i pesci alla fine lo misero in croce). Se quindi le recensioni non servono a far vendere i dischi e neppure a cambiare il corso della storia, come magari pensano tanti palloni gonfiati che scrivono gli articoli di fondo sui giornali e tanti idioti cacacazzi che si divertono a fare i pistolotti dai blogghettini sulla rete, perché farne? Semplicemente come cronaca del quotidiano, affinché alcune cose comunque meritevoli abbiano un minimo di amplificazione e, soprattutto, come momento di discussione.
In questo caso una prima considerazione riguarda la triste realtà che su quattro dischi di artisti italiani, due sono stampati in Polonia, uno nel Regno Unito e solo uno in Italia, oltretutto da un marchio che probabilmente va chiudendo i battenti a causa delle magre soddisfazioni socio-economiche. Ognuno può trarre le proprie conclusioni su come vanno le cose in quello che si va sempre di più delineando come il paese delle cover band, del karaoke e delle sagre paesane (però mai primaverili!!!!).
I dischi qui recensiti sono accomunati da elementi che vanno ben al di là della presenza di Gianmaria Aprile in tre di essi e di Luca Sigurtà in tutti e quattro.
Sia i Luminance Ratio sia Sigurtà paiono infatti soggetti a un’evoluzione che presenta caratteristiche comuni. Il cambiamento maggiore riguarda un sound che s’è fatto più commerciabile, e occhio che do’ alla parola commerciabile un significato ben diverso da commerciale.
Per più commerciabile intendo qualcosa di più assimilabile, meno criptico, in quanto presenta elementi classici quali ritmo e melodia più definiti e riconoscibili come tali, laddove commerciale implica invece tutta una serie di concessioni verso quelli che sono i momentanei gusti del pubblico e un adeguamento all’inclinazione dei grandi media che li determinano e li sostentano. In pratica la differenza è quella fra prodotto artistico, cioè veicolo creato al fine di trasmettere emozioni, sensazioni e stati d'animo, e prodotto puramente commerciale creato a tavolino allo scopo di essere venduto (la linea di demarcazione è sottile e non sempre facile da individuare).
I Luminance Ratio, nati e pasciutisi dalle carcasse di importanti ensemble quali Ultraviolet Makes Me Sick, I/O, Harshcore e Airchamber3, rappresentano oggi una delle più importanti realtà in quella schiera che veste la maschera del post-everything. La loro è però una maschera di vetro, ben trasparente, che lascia filtrare dall’esterno sensazioni ambient, lisergiche, cosmiche, industrial, etniche, jazz e comunque inclini a un’attitudine progressive.
Con “Honey Ant Dreaming” il collettivo raggiunge un perfetto equilibrio fra le diverse anime che lo compongono, per un risultato di taglia nettamente superiore alla media. Il disco esce in un bel vinile trasparente con copertina cartonata, il cui disegno è ispirato a un murales dei nativi australiani Papunya, in edizione limitata a 300 copie con possibilità aggiunta di download (la versione 'digital only' del disco è comunque acquistabile nella piattaforma Bandcamp).
Anche l’ascolto dei lavori precedenti del gruppo è comunque consigliato, in particolar modo “Reverie” e gli split già recensiti su questa no-zine (qui), non foss'altro che allo scopo di comprenderne l’evoluzione.
Per Luca Sigurtà il discorso è analogo, e nell’ottimo “Warn Glow” la sua classica mistura elettro-cosmica si tinge di musica e di ritmi neri, assumendo in alcuni frangenti l’aspetto più corretto di ‘canzone’ (Boundaries, con la voce di Francesca ‘Comaneci’ Amati, Pleistocene, che richiama il più classico stile dei crooner, e Blossom, dalle tinte ambient-quartomondiste). Soluzioni ‘warpesche’ e collaborazioni eccellenti contribuiscono non poco a trascinare l’artista fuori dall’isolazionismo di lavori del suo passato più o meno recente, comunque ottimi, come “La vera macchina d’argento” (recensito qui) e “Bliss”. La stessa immagine di copertina, un busto-collo di donna a colori, sembra prendere le distanze dalla desolazione e dalle tinte in grigio del passato, passato che comunque appare rievocato nelle soluzioni studiate per il brano di chiusura (Moth).


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 17/4/2017
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2017 ...

`Cartridge Music (musica per testina)´ // `Nassau 1713´  

`Sensorium´  

`Drowning In Wood´  

`Malo´ // `Sacrée Obsession´  

`Veiled´  

`Dimensioni´ // `Parallelo´  

`Live At La Resistenza´  

`Spannung´  

`Flawless Dust´ // `Scenes From A Trialogue´  

`Črne Vode / Black Waters / Schwarze Wasser´ // `Let Them Grow´  

`ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ´ // `Es Prohibido Cantar´  

`Pow´  

`Place´  

`Carrion, My Wayward Son …´  

`Maledetta Dopamina´  

`Uno Todo Tres´  

`The Galilean Moons´  

`Dancing Trees´  

`Il Ballo dell’Orso´  

`Reverse Camouflage´  

`For Arthur Doyle´ // `Osing Trance – Musik Patrol´  

`Tape Crash #12´  

`Offshore Zone´  

`Andante Plumbeo´  

`Volume 3´  

`Kali Yuga´ // `Le filtre à sons – Vol. 1´  

`Reliquies´  

`Unbehagen´  

`D’ora stella´  

`Zero Brane´  

`Witch´ // `The Golden Calf´ // `Il vespaio´  

`New York City´ // `Gaycre (2)´ // `Demain, c’est Paris-Roubaix´  

`Alegrìas y duelos de mi alma´  

`Silent People´  

`Circles Of Upper And Lower Hell´  

`A Tree, At Night´ // `Prima del terzo´ // `Heavy Nichel´ // `Taken From A True Story´  

`Honey Ant Dreaming´ // `Reverie´ // `Warm Glow´ // `Bliss´  

`Calce´ // `5 Haiku´  

`The Exodus Suite´  

`A Beat Of A Sad Heart´  

`Chamber Rites´  

`Numen – Life Of Elitra Lipozi´  

`Memoria Istruttiva´ // `Funeral Parties´  

`Zurich Concerts (15 Years Of Kontrabassduo Studer-Frey)´  

`Tape Crash 14´ // `Tape Crash 15´  

`Âncora´  

`Tectonic Shifts´ // `Modus Of Raw´  

`Chi va piano va già troppo veoce (Sulla lentezza del bradipo)´  

`Hoverload´ // `{}´  

`Arpe Eolie´ // `Ragionamenti musicali in forma di dialogo: X e XII´  

`Ho perso la testa´ // `Musica per autoambulanze´  

`The Stabbing´ // `Acephale´ // `in Fin dei Corpi´  

`Autotrophy´  

`Farfalle e Falene´  

`Eagle Prayer´  

`Méthodologie Contextuelle´ // `Sequenze per raffigurazioni mentali #1´  

`Creatura´  

`City Of Vorticity´  

`Vostok´  

`Appartamento in centro´  

`KIKEΩN´  

`Primio´  

`Examination Of The Eye Of A Horse´  

`Bad Habits´  

`Hypno-pop´  

`Dieci´ // `La porta stretta´  

`Fabuloseries´  

`Awake´  

`Way´  

`Apnea´  

`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´  

`Beyond Time´  

`Zentuary´ // `Pasar Klewer´  

`Silentium´  

`Prossime trascendenze´  

`Live Spomen Dom´  

`The White Side, The Black Side´  

`Variazioni Gracchus´  

`The Miracles Of Only One Thing´  

`Become Zero´  

`Right Error´  

`Traum´  

`Re-Birth´  

`Le nove ombre del caos´  

`Les Ravageurs´  

`Falling Apart´  

`Coriandoli´  

`Divus´  

`Learn To Live´  

`Il De’ Blues´ // `Sì´  

`Menhir´  

`Un incubo stupendo´