`Dimensioni´ // `Parallelo´

Autore disco:

Osvaldo Coluccino

Etichetta:

Die Schachtel (I) // Unfathomless (B)

Link:

www.dieschachtel.com/
www.unfathomless.net/
www.sands-zine.com/archivioart.php?id=204
www.sands-zine.com/articoli.php?id=3950
www.sands-zine.com/archiviorec.php?IDrec=1746
www.sands-zine.com/archiviorec.php?IDrec=1782
osvaldocoluccino.blogspot.it/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) Realtà 2) Dimensioni (for Francis Bacon and Jaques Lacan 3) Differenza 4) Nell’attimo 5) Dal margine 6) Chimica rem 7) Altro 8) After 9) Eea // 1) Parallelo 2) Parallelo 2

Durata:

63:26 // 44:06

Con:

Osvaldo Coluccino

quasi due ore di suoni ombrosi

x e. g. (no ©)

Osvaldo Coluccino rotola nei pertugi e attraverso le calche del panorama musicale italiano come una biglia bizzarra, elegante, plastica e malleabile all’interno di una foresta morta e pietrificata, composta da fossili ormai inamovibili e immodificabili.
In questi due dischi, usciti a breve distanza l’uno dall’altro, prosegue con qualche indice di variazione quell’indagine nel mondo dei suoni che avevamo già avuto modo di apprezzare nei suoi due CD pubblicati su Another Timbre (“Atto” del 2012 e “Oltreorme” del 2013). L’aspetto cronologico deve essere comunque inteso solo rispetto alla data di pubblicazione perché “Dimensioni” raccoglie 9 brani d’archivio la cui composizione e registrazione va dal 1977 al 2007 (ed è quindi anteriore a quella dei due dischi sopra citati).
Il punto di contatto fra i quattro lavori sta nell’utilizzo, quale fonte sonora, di oggettistica comunemente destinata a scopi di diversa natura (e anche quando vengono utilizzati strumenti musicali tradizionalmente intesi come tali, quali il pianoforte in Differenza , le percussioni in Nell’attimo e il violino in Dimensioni, oppure quando si fa uso della voce umana, ancora in Dimensioni, viene fatto in modo non tradizionale e riconducibile quindi all’impianto generale dei due lavori).
Gli indici di variazione, invece, riguardano soprattutto le elaborazioni elettroniche e di studio alle quali vengono sottoposte le registrazioni utilizzate in questi due dischi, laddove nei due CD su Another Timbre i suoni erano di tipo esclusivamente acustico.
Se l'incisione e la strutturazione dei brani inclusi in “Dimensioni”, pur diversi per genesi e natura, rispondono al classico modello di composizione elettroacustica, “Parallelo” è invece un esempio simbolo di registrazione ambientata (per la precisione fra le rovine di un monastero del 17° secolo ubicato a Domodossola).[*]
Quello che più colpisce nella musica di Coluccino è la cura riservata al dettaglio, in un gioco di precisione e di incastri dove non esiste una pagliuzza che sia fuori posto; oppure, se preferite, un'opera pittorica astratta dove non c'è neppure una pur piccola pennellata tirata a caso.
Sostanzialmente entrambi i dischi possono sembrare prossimi al dark anbient di quei musicisti che furono soprannominati isolazionisti. Questa musica, rispetto a buona parte del dark ambient, è però molto meno atea (o, se preferite, meno terrigna). È come se fluttuasse in un perenne stadio di sospensione. Non so se Coluccino segue in particolare qualche disciplina religiosa, certo è che dalla sua musica trasuda un forte senso di spiritualità.
Un altro aspetto rilevante sta nella contraddizione, che ritengo positiva e creativa, fra l’azione tesa a fermare l’attimo, e questo mi fa pensare sia alla frase pronunciata dal protagonista di uno dei più bei libri di Heinrich Böll («Sono un clown e faccio raccolta di attimi») sia all’improvvisazione più pura, e il risultato di quell’azione che assume caratteristiche atemporali o che rientrano in una dimensione onirica. Gli attimi irripetibili, che solo le tecniche di registrazione riescono a cogliere nella loro essenzialità (s)fuggente, in Coluccino finiscono con l’assumere una loro caratteristica che trascende da quegli elementi solitamente indicativi delle caratteristiche appropriate a definire una composizione musicale – fonti sonore utilizzate, luogo e data delle registrazioni … - per trasferirsi in un loro spazio tanto tangibile quanto inimmaginabile.
Devo dire che "Parallelo", visti gli oltre 20 minuti di durata dei due brani che contiene, ha più respiro e riesce così a imporsi all'ascoltatore in maniera più incisiva rispetto alle pur pregevoli composizioni incluse in "Dimensioni" (la cui estensione massima supera di poco i 14 minuti).
Devo anche dire che "Parallelo" è stato pubblicato nel contesto di una fortunata collana che ha già ospitato numerosi artisti internazionali piuttosto noti.
Questo mi sembra essere un elemento di rilievo perché può portare acqua al mulino di un musicista che al momento, questa è l’unica cosa certa e inoppugnabile, ha raccolto molto meno di quello che dovrebbe in virtù dei suoi meriti.

[*] In uno dei primi articoli pubblicati su sands-zine, tanto per intendersi, veniva fatta la distinzione fra registrazioni d’ambiente (quelle che gli inglesi chiamano field recordings), registrazioni per ambienti (la cosiddetta musica ambient) e registrazioni ambientate (cioè registrazioni effettuate all’interno di un ambiente specifico).


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Data Recensione: 10/2/2017
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