`ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ´ // `Es Prohibido Cantar´

Autore disco:

Sparkle In Grey

Etichetta:

Old Bicycle, Grey Sparkle, Moving Records (CH, I) // Grey Sparkle (I)

Link:

www.oldbicycle.altervista.org
www.greysparkle.com
www.movingrecords.it

Formato:

CD // 2CDR

Anno di Pubblicazione:

2016 // 2015

Titoli:

1) Samba Lombarda 2) Iurop Is A Madness Pt 1 (attempts) 3) Iurop Is A Madnes Pt 2 (refuse) 4) Gobbastan Pt 1 (arrival) 5) Gobbastan Pt 2 (un welcome) 6) Gobbastan Pt 3 (cohabitation) 7) Grey Riot 8) Tripoli 9) Song For Clair Patterson 10) Minka Minka 11) Brahim Izdag Pt 1 (rise and fall) 12) Brahim Izdag Pt 2 (fall and rise) 13) Brahim Izdag Pt 3 (arrival) 14) There’s A Riot Goin’ On // 1) Franz Goose Intro 2) Boys Vomit 3) L’impronta 4) From The Air 5) Mexico 6) Delusion Song 7) The First Cloud 8) Harbours / 1) These Nightmares Are Ending 2) Minka Minka 3) Iurop Is A Madness (instr.) 4) Arch Stanton And The Unknown Beside Is Grave 5) Pim In Delay 6) The Last Cloud 7) Brahim Izdag 8) Gridaohoahaoaoohao 9) ?

Durata:

51:42 // 118:20

Con:

Alberto Carozzi, Matteo Uggeri, Franz Krostopovic, Cristiano Lupo, Simone Riva, Zacharia Diatta, Enrico Coniglio, Andrea Serrapiglio, Danilo Doninelli, Tiziana F. Vaccaro, Yan Jun, Osvaldo Arioldi Schwartz // Alberto Carozzi, Matteo Uggeri, Franz Krostopovic, Cristiano Lupo, Simone Riva, Deborah Arnold, Maurizio Bianchi, Luca Serrapiglio

un disco inatteso

x mario biserni (no ©)

«… questo disco è sbagliato», così stava scritto fra le note che accompagnavano “Sinistri” degli Starfuckers.
Qualche giorno addietro un signore che stava passeggiando su una pista pedonale e ciclabile, non distante da casa mia, s’è trovato faccia a faccia con un pitone. Chiaramente si trattava di un innocuo rettilone evaso dal suo zoo domestico, nondimeno immagino lo stupore dell’ignaro passeggiatore di fronte a una cosa così insolita, così fuori posto, così sbagliata.
Lo stesso stupore credo di provarli io dinnanzi al nuovo disco degli Sparkle In Grey, anch’esso così insolito, fuori posto, sbagliato, tanto che, finalmente, capisco appieno il significato di quanto scrissero gli Starfuckers a presentazione del loro CD.
“ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ” è qualcosa che non ti saresti aspettato, magari non proprio a iniziare dal primo brano, una Samba Lombarda che nel suo percorso assume tinteggiature morriconiane riprendendo un po’ le atmosfere di “Mexico”. Ma se è vero che il bel giorno si vede dal mattino, nel nostro caso è altrettanto vero che il meglio deve sempre arrivare, e arriva subito con la voce campionata di LKJ che introduce Iurop Is A Madness Pt 1 (attempts), rifacimento afro-lombardo della sua Inglan Is A Bitch. Se un brano di LKJ su un disco degli Sparkle In Grey può apparire sbagliato, ancor più sbagliata sembra esserlo la chitarra con distorsore in stile Funkadelic. Funk is a madness è un po’ l’apertura, il pertugio, lo specchio attraverso il quale Krostopovic (essenziale il suo violino nell’economia del CD) e compagni entrano in un paese di stupefacenti follie, fatto di tradizionali folksong ukraine (Minka Minka) e uzbeke (Gobbastan), oltreché di una clashiana White Riot rifatta a tempo di tammuriata (Grey Riot).
Una volta accettato tutto questo niente appare più sbagliato, allo stesso modo in cui una volta accettata la possibilità di tenersi degli zoo domestici non appare affatto sbagliata la possibilità di trovarsi un pitone a passeggio nel giardino di casa.
Considerato tutto ciò, sono lucertoline (o banali refusi) la presenza del senegalese Zacharia Diatta e del rumorista cinese Yan Jun (alla voce rispettivamente in Iurop Is A Madness e in Grey Riot), dello sciabordio di acque non accoglienti e di una sega canterina (in Gobbastan), di strumenti strani come biciarpa e tubicordo (Osvaldo Arioldi Schwartz in Song For Clair Patterson, brano dedicato allo scomodo geochimico statunitense).
Le coordinate del disco sono da ricercare nel titolo (in arabo) e nella cover del brano di Sly Stone che sta in chiusura.
Il titolo altro non è che il nome dello sfortunato sciatore marocchino Brahim Izdag che, probabilmente vinto dall’emozione, si impantanò nella neve durante le olimpiadi invernali del 1992, finendo vittima di numerosi ilari commenti (quanto innocui e quanto venati da pregiudizi razziali e discriminatori?) [«We celebrate him here, on our album, as an idol for anyone who can't find his place in the field where he invests all his efforts (Sparkle in Grey included). Like persevering in putting out unclassifiable music in a world that seems tied only to precise genres and boundaries.»].
La chiusura è affidata al rifacimento di “There’s A Riot Goin’ On”, un brano di pochi secondi silenti con il quale Sly & The Family Stone terminavano nel 1971 il primo lato del loro disco eponimo. Il silenzio di Sly poteva avere diverse letture:
una forma gandhiana di rivolta silenziosa;
una rivolta che esce fuori dal disco per diffondersi nella società;
una rivolta che sta sbollendo e sta scivolando via ....
A voi comprendere l’interpretazione data dai quattro Sparkle a questa rilettura (anche se il confronto fra i personaggi tranquilli, disegnati da Bernardo Carvalho per l’interno di copertina, e la folla inferocita che appariva in “Thursday Evening” farebbero pensare alla terza ipotesi).
Certo è che ascoltando i precedenti dischi del gruppo, e conoscendo la genesi dello stesso, è impossibile prevedere lo sviluppo che ha portato al concepimento di quello che magari non è il loro disco migliore, ma sicuramente è quello più strano e particolare, e forse è anche quello per il quale saranno ricordati.
In edizione limitata è stata distribuita una versione con allegato un CD-R nel quale trasmissioni radiofoniche captate in tutto il pianeta attraverso una vecchia radio sono state montate con frammenti di Brahim Izdag, a ulteriore dimostrazione di questa internazionalizzazione, o contaminazione, alla quale è andata incontro la musica del gruppo milanese.

Alla fine dell’anno scorso gli Sparkle hanno sentito l’esigenza, molto diffusa nei tempi che furono, di pubblicare il fatidico doppio live, tanto per fare il punto su 10 anni di benedetta attività. “Es Prohibido Cantar” è comunque un disco diverso dai classici del genere, dal momento che non è stato registrato in un unico concerto ma raccoglie flash ripresi nei due lustri di cui s’è detto. A differenziarlo da altri live anche il fatto che le registrazioni sono pure, almeno credo, senza le insensate aggiunte e/o i ritocchi effettuati in seconda battuta negli studi di registrazione.
I 16 brani, nella versione di studio, appartengono in modo equo a tutti i loro dischi, compresi l’ultimo, lo split con i Tex La Homa e la collaborazione con Maurizio Bianchi, con il solo CD acustico del calendario a fare da eccezione.
Le versioni qui riproposte sono sufficientemente diverse da quelle già conosciute, vuoi perché i loro pezzi sono piuttosto elaborati e ricchi di particolari da rendere difficile una esecuzione tipo fotocopia e vuoi per le difficoltà del gruppo a ritrovarsi in formula standard (questo sia per motivi logistici sia perché i quattro – cinque, considerando Simone Riva nel ruolo di sesto stones - non vivono di musica).
Il bisogno aguzza l’ingegno, come ben sappiamo, e tali difficoltà hanno fatto sì da rendere i brani adattabili a più situazioni, e ciò finisce col rendere le versioni in concerto appetibili anche per coloro che possiedono tutti i loro dischi in studio.
Un ulteriore motivo di interesse sta in confezioni personalizzate e diverse l’una dall’altra.
Il piatto è reso ancor più piccante da un refuso (la scaletta riportata nella confezione del primo disco è errata) e più dolce dalla classica ciliegina sulla torta (una traccia fantasma alla fine del secondo disco).


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 3/3/2017
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2017 ...

`Cartridge Music (musica per testina)´ // `Nassau 1713´  

`Sensorium´  

`Drowning In Wood´  

`Malo´ // `Sacrée Obsession´  

`Veiled´  

`Dimensioni´ // `Parallelo´  

`Live At La Resistenza´  

`Spannung´  

`Flawless Dust´ // `Scenes From A Trialogue´  

`Črne Vode / Black Waters / Schwarze Wasser´ // `Let Them Grow´  

`ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ´ // `Es Prohibido Cantar´  

`Pow´  

`Place´  

`Carrion, My Wayward Son …´  

`Maledetta Dopamina´  

`Uno Todo Tres´  

`The Galilean Moons´  

`Dancing Trees´  

`Il Ballo dell’Orso´  

`Reverse Camouflage´  

`For Arthur Doyle´ // `Osing Trance – Musik Patrol´  

`Tape Crash #12´  

`Offshore Zone´  

`Andante Plumbeo´  

`Volume 3´  

`Kali Yuga´ // `Le filtre à sons – Vol. 1´  

`Reliquies´  

`Unbehagen´  

`D’ora stella´  

`Zero Brane´  

`Witch´ // `The Golden Calf´ // `Il vespaio´  

`New York City´ // `Gaycre (2)´ // `Demain, c’est Paris-Roubaix´  

`Alegrìas y duelos de mi alma´  

`Silent People´  

`Circles Of Upper And Lower Hell´  

`A Tree, At Night´ // `Prima del terzo´ // `Heavy Nichel´ // `Taken From A True Story´  

`Honey Ant Dreaming´ // `Reverie´ // `Warm Glow´ // `Bliss´  

`Calce´ // `5 Haiku´  

`The Exodus Suite´  

`A Beat Of A Sad Heart´  

`Chamber Rites´  

`Numen – Life Of Elitra Lipozi´  

`Memoria Istruttiva´ // `Funeral Parties´  

`Zurich Concerts (15 Years Of Kontrabassduo Studer-Frey)´  

`Tape Crash 14´ // `Tape Crash 15´  

`Âncora´  

`Tectonic Shifts´ // `Modus Of Raw´  

`Chi va piano va già troppo veoce (Sulla lentezza del bradipo)´  

`Hoverload´ // `{}´  

`Arpe Eolie´ // `Ragionamenti musicali in forma di dialogo: X e XII´  

`Ho perso la testa´ // `Musica per autoambulanze´  

`The Stabbing´ // `Acephale´ // `in Fin dei Corpi´  

`Autotrophy´  

`Farfalle e Falene´  

`Eagle Prayer´  

`Méthodologie Contextuelle´ // `Sequenze per raffigurazioni mentali #1´  

`Creatura´  

`City Of Vorticity´  

`Vostok´  

`Appartamento in centro´  

`KIKEΩN´  

`Primio´  

`Examination Of The Eye Of A Horse´  

`Bad Habits´  

`Hypno-pop´  

`Dieci´ // `La porta stretta´  

`Fabuloseries´  

`Awake´  

`Way´  

`Apnea´  

`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´  

`Beyond Time´  

`Zentuary´ // `Pasar Klewer´  

`Silentium´  

`Prossime trascendenze´  

`Live Spomen Dom´  

`The White Side, The Black Side´  

`Variazioni Gracchus´  

`The Miracles Of Only One Thing´  

`Become Zero´  

`Right Error´  

`Traum´  

`Re-Birth´  

`Le nove ombre del caos´  

`Les Ravageurs´  

`Falling Apart´  

`Coriandoli´  

`Divus´  

`Learn To Live´  

`Il De’ Blues´ // `Sì´  

`Menhir´  

`Un incubo stupendo´