`A Tree, At Night´ // `Prima del terzo´ // `Heavy Nichel´ // `Taken From A True Story´

Autore disco:

Claudio Parodi // Claudio Parodi // Claudio Parodi // Thomas Buckner & Claudio Parodi

Etichetta:

Luscinia Discos (E) // Unfathomless (B) // Creative Sources (PT) // Extreme (AUS)

Link:

www.luscinia.org
www.unfathomless.net
www.creativesourcesrec.com
extrememusic.com.au

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015 // 2015 // 2014

Titoli:

1) A Tree, At Night 2) Il Sediosauro 3) corridoio, la Donna bicipite 4) scale, Foglia rinsecchita 5) Sutra di Guscio di Lumaca 6) Il Maniaco della Pulizia 7) Sentenza n. 2255 8) The Red Bad Cat Gang 9) Feather of an eagle // 1) vrúah 2) Elohím 3) merahèfet 4) al penè 5) hammàim // 1) Heavy Nichel 1 2) Heavy Nichel 2 3) Heavy Nichel 3 4) Heavy Nichel 4 // 1) They are taking our jobs and our women 2) Never have sex on the first date 3) In the courtyard 4) Boxing-match 5) Vegetarian food is delicious, byt God bless the pork 6) A sailor gets back home 7) Obituary 8) Rave party 9) Coming out 10) Not for beginners

Durata:

48:25 / 57:27 / 44:59 / 61:35

Con:

Claudio Parodi, Luigi Marangoni, Bobby Soul (Alberto De Benedetti), Carlo De Benedetti // Claudio Parodi // Claudio Parodi // Claudio Parodi, Thomas Buckner

quattro eccelse pubblicazioni x il musicista ligure

x ranieri capatina (no ©)

Dopo un percorso sotterraneo con interessanti tappe presso etichette discografiche quali l’australiana Extreme, la portoghese Creative Sources, la friulana Setola di Maiale, la belga Unfathomless e via discografando, Claudio Parodi sbuca nei pressi del radiodramma, e lo fa con uno dei CD più interessanti, particolari e riusciti che m’è capitato di ascoltare negli ultimi tempi.
Curioso per natura, con collaborazioni che vanno dagli OvO a Mira Calix, Parodi non poteva rimanere indifferente al nuovo universo da cui s’è trovato circondato a seguito di un cambio d’abitazione. Intorno ad alcuni abitanti di quell'universo ha quindi deciso di cucire i brani di questo disco.
In realtà il protagonista principale è un albero, al quale un lampione ha cambiato la vita (A Tree, At Night: «Notte. Una falsa notte. Certo, il lampione è necessario, ma come posso dormire con tutta questa falsa luce?»), che vede scorrere davanti a sé un buono spaccato di umanità con le sue piccole manie.
Dal punto di vista strettamente musicale i brani, ad esclusione della ‘filastroccosa’ The Red Bad Cat Gang, hanno una struttura stratificata.
Lo strato di superficie è dato dai testi recitati, testi che condensano impressioni, espressioni e fissazioni dei vari personaggi.
Lo strato profondo, la base su cui poggia il resto, è rappresentato dall’impianto strumentale, minimale, scarno e dal sapore afro e/o afro-latino, ottenuto con il solo utilizzo di thumb piano e shakers.
Ci sono poi, a fare da cuscinetto fra i due strati, parti cantate che sembrano rileggere soprattutto alcuni momenti rituali della convivenza umana (in particolare di tipo religioso).
“A tree, at night” è un’opera originale, ben realizzata e, soprattutto, coraggiosa che non mancherà di entusiasmare chi è alla ricerca di musiche al di fuori dei soliti cliché.
Non meno importante è “Prima del terzo” che esce nella prestigiosa ‘Unfathomless’ (abbiamo già parlato di questa collana recensendo “Parallelo” di Osvaldo Coluccino) ed è stato registrato nel Porto Turistico Internazionale di Chiavari. Parodi spiega che il luogo è uno dei suoi favoriti, nel contesto della città in cui vive, in particolare per i suoni che vi giungono portati dal vento. Il disco mutua il titolo da una poesia di Erri De Luca, tratta da “Opera sull’acqua e altre poesie”, e i vari brani vanno a comporre il verso biblico, lì citato, «… e il vento di Dio respira sui volti delle acque» (in ebraico «vrúah Elohím merahèfet al penè hammàim»). Musicalmente il CD è prossimo ai microsuoni di numerosi compositori elettroacustici contemporanei (Loren Chasse, Brandon LaBelle, Toshiya Tsunoda, Bernhard Günter …), nonché a tratti può far pensare, nonostante la sua genetica sia diversa, anche alle composizioni per Arpe Eolie di Mario Bertoncini.
“Prima del terzo”, seppur meno originale, è un disco coinvolgente e riuscito quanto “A tree, at night”.
Con “Heavy Nichel” e “Taken From A True Story” c’è un cambio totale di prospettiva, essendo i due dischi opera del Claudio Parodi strumentista / improvvisatore.
Lo strumento utilizzato è il clarinetto turco che, difformemente dagli altri soggetti della famiglia, non è in legno ma in metallo.
Il titolo “Heavy Nichel” è probabilmente da riferire proprio a questa specificità. Il lavoro si inserisce nel progetto ad ampio respiro “Sound Is My Shelter”, e rappresenta il ‘primo libro’ di una serie nella quale l’autore intende utilizzare di volta in volta i vari strumenti che suona. Si tratta di un lavoro che in prospettiva può assumere, nel contesto dell’opera di Parodi, il valore delle ‘Sequenze’ di Berio, dei ‘Number Pieces’ di Cage e degli studi per solo sax di Anthony Braxton. Le quattro improvvisazioni giocano più sulle suggestioni create dai fraseggi, dai timbri e dai chiaroscuri che non su aspetti quali l’esuberanza fisica e/o l’utilizzo di tecniche particolari. In questo senso mi pare che il modello di Parodi differisca dalle scuole più tipicamente europee (Peter Brötzmann, Evan Parker, John Butcher …) per avvicinarsi viceversa a improvvisatori americani quali Steve Lacy, Roscoe Mitchell o il già citato Anthony Braxton.
“Taken From A True Story” è infine, all’interno della sua discografia, un lavoro doppiamente importante.
Primo, perché consolida la collaborazione con l’etichetta australiana Extreme che, in passato, gli aveva già prodotto e distribuito altri tre dischi (*).
Secondo, perché il suo clarinetto turco interagisce con la voce baritono di Thomas Buckner, artista che vanta numerose collaborazioni sia con i minimalisti americani della seconda generazione (Phill Niblock, Alvin Lucier, Robert Ashley …) sia con i musicisti dell’AACM (Roscoe Mitchell, Wadada Leo Smith, Leroy Jenkins, Muhal Richard Abrams …), entrambi punti di riferimento ben individuabili nella musica di Parodi.
In questo caso il rischio era evidente, e la straripante personalità di Buckner avrebbe ben potuto mettere in ombra il contributo del musicista ligure.
Nulla di tutto ciò, sia per merito dell’intelligenza dell’americano sia per merito di un Parodi che ha ormai acquisito un forte temperamento e non affronta affatto questa significativa e importante prova in una posizione succube. Ne escono fuori dieci duetti densi ed estremamente equilibrati, nei quali la sostanza ha indubbiamente il sopravvento sulla forma. Questo, fra i quattro, è certamente il disco più ostico all’ascolto, ma credo che non rappresenti comunque un ostacolo per l’orecchio allenato dei nostri lettori.
“Taken From A True Story”, soprattutto, può rappresentare un ottimo biglietto da visita in un panorama internazionale dove la critica (comunque più brillante di quella nazionale) sembra ritenere più importanti le referenze della qualità. In questo caso referenze e qualità vanno a braccetto, speriamo quindi che il CD possa rappresentare un ottimo lasciapassare in grado di dare a Parodi quella notorietà che merita e che si è conquistata in anni di duro lavoro portato avanti senza mai cedere a comodi compromessi.

(*) “Horizontal Mover (Homage To Alvin Lucier)” del 2006 (recensito qui), “A Ritual Which Is Incomprehensible (To The Smile Of Pauline Oliveros)” del 2008 e “The Mother Of All Feedback” del 2009.


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Data Recensione: 11/4/2017
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 Archivio dell'anno 2017 ...

`Cartridge Music (musica per testina)´ // `Nassau 1713´  

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`Drowning In Wood´  

`Malo´ // `Sacrée Obsession´  

`Veiled´  

`Dimensioni´ // `Parallelo´  

`Live At La Resistenza´  

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`Črne Vode / Black Waters / Schwarze Wasser´ // `Let Them Grow´  

`ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ´ // `Es Prohibido Cantar´  

`Pow´  

`Place´  

`Carrion, My Wayward Son …´  

`Maledetta Dopamina´  

`Uno Todo Tres´  

`The Galilean Moons´  

`Dancing Trees´  

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`Tape Crash #12´  

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`Andante Plumbeo´  

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`Kali Yuga´ // `Le filtre à sons – Vol. 1´  

`Reliquies´  

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`D’ora stella´  

`Zero Brane´  

`Witch´ // `The Golden Calf´ // `Il vespaio´  

`New York City´ // `Gaycre (2)´ // `Demain, c’est Paris-Roubaix´  

`Alegrìas y duelos de mi alma´  

`Silent People´  

`Circles Of Upper And Lower Hell´  

`A Tree, At Night´ // `Prima del terzo´ // `Heavy Nichel´ // `Taken From A True Story´  

`Honey Ant Dreaming´ // `Reverie´ // `Warm Glow´ // `Bliss´  

`Calce´ // `5 Haiku´  

`The Exodus Suite´  

`A Beat Of A Sad Heart´  

`Chamber Rites´  

`Numen – Life Of Elitra Lipozi´  

`Memoria Istruttiva´ // `Funeral Parties´  

`Zurich Concerts (15 Years Of Kontrabassduo Studer-Frey)´  

`Tape Crash 14´ // `Tape Crash 15´  

`Âncora´  

`Tectonic Shifts´ // `Modus Of Raw´  

`Chi va piano va già troppo veoce (Sulla lentezza del bradipo)´  

`Hoverload´ // `{}´  

`Arpe Eolie´ // `Ragionamenti musicali in forma di dialogo: X e XII´  

`Ho perso la testa´ // `Musica per autoambulanze´  

`The Stabbing´ // `Acephale´ // `in Fin dei Corpi´  

`Autotrophy´  

`Farfalle e Falene´  

`Eagle Prayer´  

`Méthodologie Contextuelle´ // `Sequenze per raffigurazioni mentali #1´  

`Creatura´  

`City Of Vorticity´  

`Vostok´  

`Appartamento in centro´  

`KIKEΩN´  

`Primio´  

`Examination Of The Eye Of A Horse´  

`Bad Habits´  

`Hypno-pop´  

`Dieci´ // `La porta stretta´  

`Fabuloseries´  

`Awake´  

`Way´  

`Apnea´  

`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´  

`Beyond Time´  

`Zentuary´ // `Pasar Klewer´  

`Silentium´  

`Prossime trascendenze´  

`Live Spomen Dom´  

`The White Side, The Black Side´  

`Variazioni Gracchus´  

`The Miracles Of Only One Thing´  

`Become Zero´  

`Right Error´  

`Traum´  

`Re-Birth´  

`Le nove ombre del caos´  

`Les Ravageurs´  

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`Il De’ Blues´ // `Sì´  

`Menhir´  

`Un incubo stupendo´