`Le nove ombre del caos´

Autore disco:

Adamennon

Etichetta:

Boring Machines (I)

Link:

www.boringmachines.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Un sospiro nel profondo nero 2) Il felino dallo sguardo che arde 3) Il museo delle anime perse 4) La giostra del folle 5) Dalle fauci al ventre della belva nera 6) Incontro e scontro con la paura 7) La sconfitta al pozzo del sangue 8) La caduta nel perpetuo oblio 9) Il risveglio della morte universale / Le nove ombre del caos

Durata:

53:16

Con:

Adamennon (Adam Van Maledict), Maximilian Bloch

una colonna sonora reale per un film tutto da immaginare

x rita segatini (no ©)

Sono più di dieci anni che Adamennon (aka Adam Van Maledict, ma dubito che anche questo sia il suo vero nome) delizia i cuori più malsani con le sue produzioni (spesso auto- e in CD-R).
“Le nove ombre del caos” è la sua seconda pubblicazione su Boring Machines, a seguire il vinile “Turiya” del 2015. L’idea che sta dietro al disco è quella della colonna sonora immaginaria, presentata però come se lo fosse di un film realmente esistente. Suggestive in tal senso sia l’immagine di copertina sia la scritta in alto che riporta «Colonna Sonora Originale». Per non parlare della locandina compresa nella confezione dove sta scritto: «Boring Machines presenta: Adamennon – Le nove ombre del caos – disponibile solo nei migliori cinema dal 15 febbraio 2017».
I riferimenti sono chiaramente al cinema orrorifico, e le musiche del CD lo confermano. Solenni, essenzialmente tastieristiche, coronate da cori e recite oscure, affondano le loro radici nel gotico romantico e nell’opera per il cinema di artisti quali Goblin, Vangelis e Keith Emerson. Ci sono però anche un minuetto per diavoletti dispettosi alla gremlins (La giostra del folle), il romanticismo puro di La caduta nel perpetuo oblio e dei morriconismi che risolvono prima in messa blasfema e poi in una cacofonia della natura (Il risveglio della morte universale / Le nove ombre del caos).
“Le nove ombre del caos”, in conclusione, è una colonna sonora immaginaria assai meno astratta di una colonna sonora reale (scusate il pasticcio) e, se il genere rientra nei vostri interessi, l’acquisto mi pare obbligatorio. Sta poi a voi l’utilizzo da farne: come sottofondo ai vostri incubi o per cucirci sopra la trama di un film tutto vostro.
In ogni caso, buon sabba.


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Data Recensione: 4/12/2017
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