`Chi va piano va già troppo veoce (Sulla lentezza del bradipo)´

Autore disco:

Giuseppe Scapigliati

Etichetta:

autoproduzione (I)

Link:

www.facebook.com/bradipitilbradipo

Email:

Formato:

LIBRO

Anno di Pubblicazione:

2016

Titoli:

-

Durata:

24x24 cm, 60 pg

Con:

Giuseppe Scapigliati

escursione nel fumetto

di mario biserni (no ©)

Spero proprio che qualcuno di voi si ricordi di Giuseppe Scapigliati? Perlomeno per il cane Teo, personaggio che a suo tempo ci ha seguiti dalle pagine di “Comix”, e per alcune argute vignette pubblicate nella “Smemoranda”. Ma non è detto, ‘che oggi il mondo ha la memoria corta.
Da parte sua lo Scapigliati, terminate le esperienze “Comix” e “Smemoranda”, ha deposto lapis e gomma in un angolo per passare al computer e creare nuovi personaggi, Vincenzina prima e Bradi Pit poi.
Bradi Pit mi ha flashato fin dalla prima volta che l’ho visto e m’è immediatamente sembrato il prodotto di un’idea geniale.
Non sono un esperto di fumetti, e conosco l’argomento in modo molto amatoriale e sommario, perciò cercherò di darvi alcuni riferimenti estrapolati dalla materia che essenzialmente viene trattata in sands-zine, cioè la musica.
D’altronde musica moderna e fumetto si rivolgono spesso a un pubblico d’appassionati che coincide, e punti di contatto fra le due non-arti ce ne sono stati in maniera più che frequente. Vi invito, a tal proposito, a leggere un vecchio articolo pubblicato su questa stessa no-zine (textile records) e ad ascoltare due gioielli musicali come Comic Strip di Serge Gainsbourg e Stripsody di Cathy Berberian.
“Bradi Pit”, innanzitutto, fa pensare al minimalismo, sia inteso come ripetitività sia come riduzionismo. In alcune tavole le vignette si avvicendano immobili, una dopo l’altra, basta aver fatto la prima per averle fatte tutte. Non so se in passato nel fumetto s’erano mai raggiunti simili livelli di narcolessia ma questo è comunque uno dei casi più eclatanti.
Poi c’è John Cage e i suoi silenzi (ma qui mi spingo oltre citando anche tutti i vignettisti del senza parole). D’altro lato l’influenza di Cage, riconosciuta in tutti gli ambiti musicali, e la sua personalità sono state talmente esorbitanti che non possono non aver toccato le forme espressive della contemporaneità nel loro complesso.
L’acume generale, individuabile già nel nome Bradi Pit ottenuto miscelando l’attore ultrafamoso e l’animale ultralento, e l’umorismo a tratti cinico mi hanno invece fatto pensare a un musicista sagace come Robert Wyatt.
Infine c’è il computer e l’uso che ne viene fatto, per razzolare nel passato e quindi sempre in memoria di vecchie soluzioni analogiche, che chiama in causa maghi del settore come Aphex Twin.
…azzo! Stavo per tralasciare l’aspetto fondamentale legato a “Bradi Pit”, la sua essenza stessa … la lentezza, e questa non può che rimandare a gruppi come Codeine, Low e Cowboy Junkies (ma anche a una canzone come Atmosphere dei Joy Division).
Può anche succedere che lo Scapigliati citi se stesso, come nel caso della giornata ventosa, ma qualche peccatuccio glielo dobbiamo pur perdonare. Perfino l’Onnipotente non le azzecca tutte (recentemente, ad esempio, ha decisamente indirizzato il terremoto nei posti sbagliati).
Il libro costa 12 € ma, essendo autoprodotto, non lo si trova neppure nelle migliori librerie, ma chi è interessato può contattare l’autore a uno degli indirizzi riportati sopra (lo Scapigliati, tra l’altro, dovrebbe avere ancora disponibili sia il primo libro con Bradi Pit “Lentezza fa bellezza!” sia quello eponimo con Vincenzina, entrambi editi da Red Publishing).
Buona lettura e buon divertimento …


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Data Recensione: 4/7/2017
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