`Tongue´ // `Presence´ // `Stun Shelter´

Autore disco:

John Duncan & Elliott Sharp // John Duncan & Edvard Graham Lewis // John Duncan / Carl Michael von Hausswolff

Etichetta:

Allquestions (I) // Allquestions (I) // Nicola Fornello Gallery (I)

Link:

www.nicolafornello.com
www.johnduncan.org
www.allquestions.net

Formato:

CD // CD // CD + libro

Anno di Pubblicazione:

2004

Titoli:

1-7) Tongue // 1) Pur pose Stimulated 2) Fall 3) Cycle 4) Step // 1) See & Thinner & Low Frequency Bar / Glue & High Frequency Lounge

Durata:

67:09 // 46:10 // 66:24

Con:

John Duncan, Elliott Sharp // John Duncan, Edvard Graham Lewis // John Duncan / Carl Michael von Hausswolff

l’inganno, la nostalgia e la suggestione

x e. g. (no ©)

John Duncan: onde corte, voce e trattamento; Elliott Sharp: voce e trattamento. Nella realtà di questi ronzii e di questi sciabordii trattati elettronicamente non è certo possibile individuare la voce umana quale fonte sonora. Il concetto di trattamento elettronico è quanto mai vago, o ampio, e il risultato può cambiare totalmente a seconda della sua pesantezza. Ragion per cui, ogni volta che ci avviciniamo a del materiale trattato elettronicamente, è bene sgombrare la mente da concetti precostituiti. L’inganno trova terreno fertile, al fine di perpetuarsi, anche in una collaborazione che può apparire eccentrica ma non lo è, e che potrebbe funzionare ma funziona solo in parte. Questo incontro può stupire, a prima vista, ma in realtà l’asso di Cleveland, nelle sue peregrinazioni stilistiche, si è già ripetutamente impegnato nel settore dell’elettronica estrema e, oltretutto, non ha mai disdegnato di collaborare con nessuno. Se stupore ci dev’essere è da rivolgere alla personalità espressiva di entrambi, questa sì impossibile da comparare. Il risultato rispetta le premesse, come quelle è equivoco, affascinando e lasciando indifferenti allo stesso tempo. Non si tratta di un lavoro altalenante, ma esattamente ambiguo, di un’ambiguità che forse deriva dall’approccio stesso dei due musicisti: materiale e torrido per l’uno, recondito e glaciale per l’altro. Un dualismo che si avverte e termina per sconcertare, o meglio, termina per dissociare l’ascoltatore stesso, in parte rapito dall’incontro-scontro di alcune soluzioni e allo stesso tempo respinto da un dialogo che non sembra affatto rivolto a lui. Il brano, nonostante sia suddiviso in nove tracce fittizie, è da intendere come un’unica entità, che muove rarefatta per saturarsi con lo scorrere dei minuti. Come da prammatica, al pari della congerie infernale che ne deriva.
Ben diversa è la riuscita di “Presence”, lavoro condiviso da Duncan con Edvard Graham Lewis, uno dei musicisti più importanti degli ultimi trent’anni e sicuramente più vicino di Sharp alla sua percezione della realtà e dell’immaginario. Il trattamento del suono è saldamente nelle mani di Duncan, e questo contribuisce sicuramente a dare unitarietà al disco, il quale apporta anche onde corte e registrazioni ambientali, dal canto suo Lewis concorre con un testo recitato e con ulteriori registrazioni ambientali… e, credetemi, quando la sua voce (ben distinguibile come tale) si fa sentire, in apertura e in chiusura, rinvengono quei brividi che più d’uno avrà conosciuto all’ascolto dei magnifici Wire (quelli veri, datati 1977-79). Anche in questo caso, seppure la suddivisione sia effettuata in quattro momenti ben distinti, il disco è da intendere come un unicum dall’andamento ciclico: una sinfonia con un preludio, un unico lungo movimento centrale, una breve ripresa e un epilogo. Il movimento centrale inizia come un coro gregoriano, con una sua sublimazione di sofferenza, in grado di arrivare, toccare e penetrare, per poi espandersi oltre: oltre la soggettività di chi ascolta e oltre la soggettività degli autori, fino a sprofondare in preda a impulsi noise, space e industrial, tutte opzioni che sarebbe però bene far precedere dal prefisso post-. Raggiunto un culmine, più per aggregazione che per saturazione, il treno sonoro sembra deragliare fino ad annullarsi nel silenzio.
“Stun Shelter”, sorta di collaborazione da separati in casa fra Duncan e Carl Michael von Hausswolff, è il resoconto di una doppia installazione presentata nei mesi di Ottobre-Novembre 2003 presso la Galleria Nicola Fornello di Prato. Le musiche dei due autori, seppure non siano state studiate espressamente per una diffusione su supporto, riescono comunque ad affascinare per la facilità e la naturalezza con cui si compenetrano, alternandosi a formare un unico brano che, pur perdendo la magia determinata dalla parte visuale, si lascia comunque ascoltare con molto interesse. E pensare che le due installazioni sono tutt’altro che omogenee: sinuosamente venata da un sussurrante erotismo di marca orientale l’una e scolpita nel granito di oscure interferenze l’altra. Ma c’è un altro motivo d’interesse che porta a consigliarvi l’acquisto di “Stun Shelter”, beninteso dopo che avete già fatto vostro “Presence”, ed è rappresentato dal bel catalogo che viene venduto insieme al CD. In 56 pagine, arricchite da numerose foto che riprendono alcune fasi dell’installazione, Daniela Cascella traccia un profilo sull’istallazione stessa e sui due autori, compendiando il tutto con un elenco delle loro produzioni più interessanti.


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Data Recensione: 7/2/2005
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 Archivio dell'anno 2005 ...

`Arborvitae´  

`Demo(n) Tracks´  

`Origine Comune – Sinewaves Compilation´  

`Pain Pen´  

`Paris´ // `Brame´ // `Bords de Mhère´  

`Percussion Music´ // `Vibra #1´  

`Phantom Orchard´  

`Possible Landscape´  

`Shimmer´ // `A Rose Is A Rose´  

`Sonic Scope 04: The Portable Edition´  

`Stories´  

`Talking And Drum Solos´  

`Tayutauta´  

`Tayutayuto Tadayoitamae Kono Furue´  

`The Noise & The City´  

`The Time And The Room´  

`Transmission Fields´  

`Tongue´ // `Presence´ // `Stun Shelter´  

`Tres Cosas´  

`Tubb Tombstone´  

`Turn´  

`Um Argentino No Deserto´ // `Música De Baixa Fidelidade´  

`Vous rêvez / Vous ne rêvez pas´  

`Water Mirror´ `Air Curtain´  

`Why Not Béchamel´  

`Yggia Vilyggia´  

`Construction Sonor´  

`Odds And Ends´  

`Hello Spiral´  

`3 Commissions´  

`I Am Not Sitting In A Room With Reynols´ // `Hey Ya´  

`Agosto Romano´  

`Open Mouth, O Wisp On´  

`Bremort´  

`Moov Spot´ // `Real Time Satellite Data´  

`Bremen To Bridgwater´  

`Nona´  

`Cottage Industrial Vol. 3´  

`Zona´ // `Time Service´  

`Antologia de Música Electrónica Potuguesa´  

`14 Tracks/Pieces´  

`Anche se solo un miraggio, ci vuole coraggio´  

`A Compressed History Of Everything Ever Recorded, Vol. 2: Ubiquitous Eternal Live´  

`Desco Music´  

`[/end]´  

`Just Another Diamond Day´  

`One Day With My Fishing Umbrella´  

`Mr. Bore´  

`Complementary Contrasts (Donaueschingen 2003)´  

`Grapes From The Estate´  

`idroscalo d’autore – disco compatto numero uno´  

`Clicks & Cuts 4´  

`Bananafish Magazine #18´  

`Okho, Psappha, Rebonds A & B´  

`Blinks´  

`London Strings´  

`Another White Album´ // `Rettet Die Wale´  

`Gante Mishpuchah – Music in Three Parts´  

`Mutant Theatre´  

`The Doldrums´  

`S/T´ // `Nee Niemals Nicht´  

`Cacerolada / Cleavage Of Acoustics´ // `Dissectio / Environmental Cleaning Moments´  

`Lake Biwa´  

`Burning Star Core (Brighter Summer Day)´ // `Flybys´ // `The Birth Of Cruel´  

`Uncode Duello´  

`Cavern With Nightlife´  

`Selam´  

`Fiche´  

`The Bird You Never Were´  

`Voodooluba´  

`SPARE ME/calf´ // `Guinea Pig´  

`Jealousy And Diamond´  

`The Williamsburg Sonatas´  

`Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro´  

`L’anno dell’uragano´  

`Swimming Against The Moments´  

`Berlin´  

`Sonic Alter - Deepchord Remix´  

`Oimacta´  

`61 winter's hat´  

`Même´  

`Live!iXem 2004´  

`Adventures´  

`Talking Drum´  

`Canti Illuminati´  

`Holy Letters´  

`Vehicles Of Travel´  

`Free Jam´  

`Universonbangaorfeo´  

`Four gardens in one´  

`The Coldest January´  

`Meritie´  

`The 1 Season´  

`Magyar Népköltészet´  

`Sfrigor´  

`13 piccoli singoli radiofonici…´  

`Archive Sessions Vol 1´  

`Pocket Progressive´  

`Rot´ // `Da cantare – Opere vocali 1951- 1983´  

`noli me legere …to Maurice Blanchot´  

`Plays The Stooges´ // `The Driver´  

`What’s lost Is Something Important. What’s found Is Something Not Revealed.´  

`Pirandèlo Suona´  

`The Sad Mac´ // `Pieces Of Winter´ // `On Tape´  

`Quartets´  

`Ragas & Blues´  

`Off Leash´  

`My New Lifestyle´  

`Neuestrasse´  

`Typical Human Beings´  

`Tammetõru´  

`And Green Leaves Grow´ // `Candle City´  

`Selektion Key Orchestra´ // `Reverence fot uncertainty´ // `Spirits, little dreams, and improvisations´  

`Cent Tas D’Arêtes´  

`Dub Ainu´  

`Proposte Sonore´  

`Inferno´ // `Shy Girl´ // `OvO / Tremor split´  

`Via Vespucci´ // `Vento Elektra´  

`The Agents of Impurity´  

`Shadows Over Humanity´  

`on.it.sed´  

`No Survivors For The New World´  

`Dawn of the Magicians´  

`Ghost Man On First´ // `Sleepwalks In The Garden Of The Dead Room´  

`Capacidad De Pérdida´ // `A Cavall Entre Dos Cavalls´ // `Etwa´  

`Palaa Aurinkoon´  

`Kunststoff´  

`Kientzy plays Johnson´  

`Gesine´  

`Headphone Musics, 1 to 6 / As Is As´  

`L’écorce Chante La Forêt´  

`Beyond The Darkness´  

`Insiememusicadiversa´  

`Robert M // Adams & Bancroft´  

`Unoccupied Areas´  

`Still´  

`Shining´ // `The Forbidden 80s´  

`Concert in St. Louis´  

`Backscatter´  

`Nowhere Campfire Tapes´  

`Music For Cymbal´  

`Prayers From the Underbelly´  

`Sleeps With Fishes´  

`Yearlong´  

`All Acoustics´ // `The Scotch Of St. James´ // `Futuro´  

`Deti Zezemme´  

`Explode´ // `Annulé´ // `Luck´ // `Unsolved Remained´  

`From Tour´  

`Science Ep Vol 3+4´  

`Product´  

`La tête qui flotte´ // `Ask For Tiger´  

`Beatles Arias´  

`Art Wolf´ // ‘Sculpted Sound’  

`Lubuaku´  

`Ten Types Of Elsewhere´  

`Les Oscillations´  

`Red Room´ // `Perspectives´  

`Landing Talk – Le Zattere dei sentimenti´ // `I Could Go On Singing´ // `Zu/Dalek´  

`Mandarin Movie´  

`Pooka´  

`Let’s Trade Pants´  

`Congotronics´ // `Antology 1981-2003´ // `Untilted´  

`ErstLive005´  

`Constance´  

`Mini´ // `Tornare Nella Terra´  

`Sequence A´  

`Get Off´ // `Fremdkoerper´  

`Prospect Hummer´ // `Berserker´ // `Jesus Chryst´ // `Worn Copy´  

`The ear that was sold to a fish´  

`Soft left onto westland´  

`Post_Piano 2´  

`Easy Listening´  

`King Glitch´  

`Post´  

`Estrapade´  

`Catholic Paws / Catholic Pause´  

`Sarajevo Blues´  

`I Fly´  

`Nita – l’angelo sul trapezio´  

`Too Late´  

`isole che parlano 00 03´  

`Insen´  

`Bright Future´  

`Nihm´  

`Manhattan [linear, circular, lateral]´  

`A Global Taxonomical Machine´  

`The Harmless Dust´ // `Quartet´ // `Radial´  

`A Book Of Standard Equinoxes´  

`48´ // `Orange Book´  

`Strom´  

`35 Mutant Seconds: Based On Rafael Toral’s Creamy Burst´  

`Kantamoinen´  

`Empty Rooms´ // `180 Bullets Per Man´  

`Echoes of Thiiings / Fadiiing Echoes´  

`Mike Westbrook’s Love Songs´  

`Still Valley´ // `Viking Burial For A French Car´  

`Peak Experience´  

`Parete 1967 (Per Emilio Vedova)´  

`Résonances Ossip Zadkine´  

`M.I. Nheem Alysm´  

`Sound Voice Perform´  

`Homo Volans´ // `Something´  

`Untlited Songs´  

`Eight Thrushes In New York´  

`My Dear Siegfried´  

`Greed´  

`Face The Music / Respect Your Nightmares´ // `Oil Tasters´  

`Holding Patterns´  

`I Segnali della Ritirata´  

`Sylissain Oot´ // `Hyppy Tunti´  

`Istmo´ // `Atami´  

`Just One Night´ // `Atlas saltA (map lies, border lies…)´  

`Campfire Songs´  

`An Incomplete Guide To Vorpal Music´ // `Jättiläisrotta´  

`Ten cases of human aberration´  

`Music for fragments from the inside´  

`Morte a 33 giri´  

`Inaudito´  

`Pro Agonist´  

`Degenerate´  

`Labo MTL´ // `Two Ships´ // `On The Verge Of Redundance´ // `Soffuse Tragedy´  

`Wahrnehmungen 1980-1981´  

`Insular Regions´  

`Yhä Hämärää´  

`Uccellacci´  

`Tonkori´  

`Live At The Kerava Jazz Festival´  

`electroniX´  

`Incisione´ // `La quinta essenza della mediocrità´  

`Here Are Your New Instructions´ // `Hotel Dilettante´  

`L’amitié ou les rumeurs insoutenables du désir´ // `Et ses apparitions´ // `Par noussss touss les trous de vos cranes!´  

`Dream Time´  

`Hednod Sessions´ // `Jesu´  

`Oder Delias Or Butterflies´