`Just Another Diamond Day´

Autore disco:

Vashti Bunyan

Etichetta:

Spinney (GB) // Dicristina Stair Builders (USA)

Link:

www.anotherday.co.uk
www.midheaven.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2000 / 2004

Titoli:

1) Diamond Day 2) Glow Worms 3) Lili Pond 4) Timothy Grub 5) Where I Like To Stand 6) Swallow Song 7) Window Over The Bay 8) Rose Hip November 9) Come Wind Come Rain 10) Hebridean Sun 11) Raimbow River 12) Trawlerman’s Song 13) Jog Along Bess 14) Iri’s Song For Us 15) Love Song 16) I’d Like To Walk Around In Your Mind 17) Winter Is Blue 18) Iri’s Song Version Two

Durata:

40:03

Con:

Vashti Bunyan, Christopher Sykes, John James, Robin Williamson, Dave Swarbrick, Simon Nicol, Robert Kirby, Mike Crowther

la `fatina´ di Devendra

x Truci

Per la prima volta mi trovo a dover parlare di un disco non contemporaneo, di un cd che tale non era al momento del suo concepimento, di un ‘allora’ LP che dopo trent’anni ha ritrovato vita nel nuovo formato digitale. Dopo essere stato considerato una rarità discografica e, allo stesso tempo, uno dei cento più importanti album inglesi di tutti i tempi, “Just An Other Diamond Day” di Vashti Bunyan diventa uno dei maggiori casi discografici degli ultimi anni; ricordando artisti e personaggi cari all’entourage londinese della fine degli anni ’60 e fornendo spunti e collegamenti con il più recente New Folk Movement.
Vashti Bunyan è sicuramente un personaggio curioso e insolito, lontano dal canonico jet set discografico e forse, anche per questo, così intrigante: la cantautrice è notata, alla fine degli anni ’60, da Andrew Oldham (storico manager dei Rolling Stones), ma, sebbene una brillante carriera discografica sembrasse profilarsi già dal 1966, Vashti decide di mollare tutto e scappare da Londra in cerca del posto idillicamente perfetto dove ricominciare una vita migliore, più sincera, con il compagno e il figlio appena nato. Sono questi gli anni in cui molti hippies (tra i quali numerosi artisti e musicisti come Donovan, che aiuterà Vashti nel suo viaggio) lasciano le città con in testa il progetto di fondare comunità agresti, dove la magnificenza della natura e del paesaggio rappresenti ‘il’ valore, l’essenza della vita stessa da opporre a quello, ormai comune, del ‘dio’ denaro. Una semplice parentesi biografica? Beh, in realtà si tratta di qualcosa di più: l’intero album qui in discussione è stato scritto e composto durante questo anno e mezzo di viaggio, un pellegrinaggio lungo la costa occidentale scozzese in direzione… dell’isola di Skye. I temi, le persone, i posti, le atmosfere, tutto all’interno di questo disco parlano di questo ‘journey’, delle speranze, delle emozioni e delle aspettative che lo hanno accompagnato… insomma, una sorta di diario di bordo!
Fragile, leggero, soffice e morbido come un letto di piume: ecco “Just An Other Diamond Day”… La voce di Vashti Bunyan suona come un carillon, una raccolta di fiabe o, meglio, la voce di una madre che racconta ai propri cuccioli storie di fate, elfi, animali, stelle e sogni, con la dolcezza e la delicatezza che solo una figura materna sa trasmettere. Sì, forse il disco pecca un po’ di quest’atmosfera fanciullesca e astratta, ma è probabilmente la stessa che consente di poterne parlare ancor oggi con così tanto affetto e trasporto. Non per niente è un disco importante e curato, con una produzione seguita in tutto e per tutto da Joe Boyd e gli arrangiamenti degli archi affidati a Robert Kirby (già produttore, il primo, e arrangiatore, il secondo, di tutti i dischi di Nick Drake), e con la partecipazione di Robin Williamson (Incredible String Band), Dave Swarbrick e Simon Nicol (Fiarport Convention). Un mix di cantautorato folk, dolci parole e grandi sogni accompagnati da un gran lavoro di arrangiamento, varietà strumentale e ricerca sonora. Qui il tema melodico di Twinkle Twinkle Little Star, caro a tutti i bambini anglosassoni, diviene Lily Pond e là Timothy Grub, con la sua fantastica melodia e l’adorabile ritornello, racconta magistralmente il sogno di vivere in armonia con una natura che si scontra con la durezza degli schemi della società moderna. Insolitamente l’ascoltatore viene affascinato dal racconto di vallate, fiumi, arcobaleni e laghi, che sorprendono l’artista durante il ‘viaggio’ e n’accompagnano la crescita spirituale.
Certo non siamo abituati a sentire cantare di queste piccole cose, molto più spesso si pensa di dover essere stupiti da chissà quali nuovi temi, da chissà quali nuove ricercatezze sonore, quando invece proprio le cose più semplici, i sentimenti più naturali e sinceri bastano a rendere un disco come questo qualcosa di memorabile e senza tempo.
Sicuramente oggi è il momento più adatto per ridare la giusta luce a “Just An Other Diamond Day”, vista la sua naturale vicinanza e similarità con tutto ciò che le nuove correnti del cantautorato folk stanno proponendo( o meglio, riproponendo!). Facile accomunare Vashti Bunyan al giovane Devendra Banhart (e non solo per un’insolita somiglianza dei nomi!), tanto da trovare, nei rispettivi album, ringraziamenti dell’uno all’altra, e anche una collaborazione… tanto da riportare sulla scena questa cantautrice che, dopo una sola esperienza discografica, aveva deciso di ritirarsi e allontanarsi da un mondo che non le sembrava appartenere… che questo connubio ci permetta di assaporare un nuovo “Just An Other Diamond Day”? Beh, noi speriamo di sì!


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Data Recensione: 29/3/2005
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 Archivio dell'anno 2005 ...

`Arborvitae´  

`Demo(n) Tracks´  

`Origine Comune – Sinewaves Compilation´  

`Pain Pen´  

`Paris´ // `Brame´ // `Bords de Mhère´  

`Percussion Music´ // `Vibra #1´  

`Phantom Orchard´  

`Possible Landscape´  

`Shimmer´ // `A Rose Is A Rose´  

`Sonic Scope 04: The Portable Edition´  

`Stories´  

`Talking And Drum Solos´  

`Tayutauta´  

`Tayutayuto Tadayoitamae Kono Furue´  

`The Noise & The City´  

`The Time And The Room´  

`Transmission Fields´  

`Tongue´ // `Presence´ // `Stun Shelter´  

`Tres Cosas´  

`Tubb Tombstone´  

`Turn´  

`Um Argentino No Deserto´ // `Música De Baixa Fidelidade´  

`Vous rêvez / Vous ne rêvez pas´  

`Water Mirror´ `Air Curtain´  

`Why Not Béchamel´  

`Yggia Vilyggia´  

`Construction Sonor´  

`Odds And Ends´  

`Hello Spiral´  

`3 Commissions´  

`I Am Not Sitting In A Room With Reynols´ // `Hey Ya´  

`Agosto Romano´  

`Open Mouth, O Wisp On´  

`Bremort´  

`Moov Spot´ // `Real Time Satellite Data´  

`Bremen To Bridgwater´  

`Nona´  

`Cottage Industrial Vol. 3´  

`Zona´ // `Time Service´  

`Antologia de Música Electrónica Potuguesa´  

`14 Tracks/Pieces´  

`Anche se solo un miraggio, ci vuole coraggio´  

`A Compressed History Of Everything Ever Recorded, Vol. 2: Ubiquitous Eternal Live´  

`Desco Music´  

`[/end]´  

`Just Another Diamond Day´  

`One Day With My Fishing Umbrella´  

`Mr. Bore´  

`Complementary Contrasts (Donaueschingen 2003)´  

`Grapes From The Estate´  

`idroscalo d’autore – disco compatto numero uno´  

`Clicks & Cuts 4´  

`Bananafish Magazine #18´  

`Okho, Psappha, Rebonds A & B´  

`Blinks´  

`London Strings´  

`Another White Album´ // `Rettet Die Wale´  

`Gante Mishpuchah – Music in Three Parts´  

`Mutant Theatre´  

`The Doldrums´  

`S/T´ // `Nee Niemals Nicht´  

`Cacerolada / Cleavage Of Acoustics´ // `Dissectio / Environmental Cleaning Moments´  

`Lake Biwa´  

`Burning Star Core (Brighter Summer Day)´ // `Flybys´ // `The Birth Of Cruel´  

`Uncode Duello´  

`Cavern With Nightlife´  

`Selam´  

`Fiche´  

`The Bird You Never Were´  

`Voodooluba´  

`SPARE ME/calf´ // `Guinea Pig´  

`Jealousy And Diamond´  

`The Williamsburg Sonatas´  

`Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro´  

`L’anno dell’uragano´  

`Swimming Against The Moments´  

`Berlin´  

`Sonic Alter - Deepchord Remix´  

`Oimacta´  

`61 winter's hat´  

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`The 1 Season´  

`Magyar Népköltészet´  

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`13 piccoli singoli radiofonici…´  

`Archive Sessions Vol 1´  

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`Rot´ // `Da cantare – Opere vocali 1951- 1983´  

`noli me legere …to Maurice Blanchot´  

`Plays The Stooges´ // `The Driver´  

`What’s lost Is Something Important. What’s found Is Something Not Revealed.´  

`Pirandèlo Suona´  

`The Sad Mac´ // `Pieces Of Winter´ // `On Tape´  

`Quartets´  

`Ragas & Blues´  

`Off Leash´  

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`Neuestrasse´  

`Typical Human Beings´  

`Tammetõru´  

`And Green Leaves Grow´ // `Candle City´  

`Selektion Key Orchestra´ // `Reverence fot uncertainty´ // `Spirits, little dreams, and improvisations´  

`Cent Tas D’Arêtes´  

`Dub Ainu´  

`Proposte Sonore´  

`Inferno´ // `Shy Girl´ // `OvO / Tremor split´  

`Via Vespucci´ // `Vento Elektra´  

`The Agents of Impurity´  

`Shadows Over Humanity´  

`on.it.sed´  

`No Survivors For The New World´  

`Dawn of the Magicians´  

`Ghost Man On First´ // `Sleepwalks In The Garden Of The Dead Room´  

`Capacidad De Pérdida´ // `A Cavall Entre Dos Cavalls´ // `Etwa´  

`Palaa Aurinkoon´  

`Kunststoff´  

`Kientzy plays Johnson´  

`Gesine´  

`Headphone Musics, 1 to 6 / As Is As´  

`L’écorce Chante La Forêt´  

`Beyond The Darkness´  

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`Robert M // Adams & Bancroft´  

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`Still´  

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`Backscatter´  

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`Music For Cymbal´  

`Prayers From the Underbelly´  

`Sleeps With Fishes´  

`Yearlong´  

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`From Tour´  

`Science Ep Vol 3+4´  

`Product´  

`La tête qui flotte´ // `Ask For Tiger´  

`Beatles Arias´  

`Art Wolf´ // ‘Sculpted Sound’  

`Lubuaku´  

`Ten Types Of Elsewhere´  

`Les Oscillations´  

`Red Room´ // `Perspectives´  

`Landing Talk – Le Zattere dei sentimenti´ // `I Could Go On Singing´ // `Zu/Dalek´  

`Mandarin Movie´  

`Pooka´  

`Let’s Trade Pants´  

`Congotronics´ // `Antology 1981-2003´ // `Untilted´  

`ErstLive005´  

`Constance´  

`Mini´ // `Tornare Nella Terra´  

`Sequence A´  

`Get Off´ // `Fremdkoerper´  

`Prospect Hummer´ // `Berserker´ // `Jesus Chryst´ // `Worn Copy´  

`The ear that was sold to a fish´  

`Soft left onto westland´  

`Post_Piano 2´  

`Easy Listening´  

`King Glitch´  

`Post´  

`Estrapade´  

`Catholic Paws / Catholic Pause´  

`Sarajevo Blues´  

`I Fly´  

`Nita – l’angelo sul trapezio´  

`Too Late´  

`isole che parlano 00 03´  

`Insen´  

`Bright Future´  

`Nihm´  

`Manhattan [linear, circular, lateral]´  

`A Global Taxonomical Machine´  

`The Harmless Dust´ // `Quartet´ // `Radial´  

`A Book Of Standard Equinoxes´  

`48´ // `Orange Book´  

`Strom´  

`35 Mutant Seconds: Based On Rafael Toral’s Creamy Burst´  

`Kantamoinen´  

`Empty Rooms´ // `180 Bullets Per Man´  

`Echoes of Thiiings / Fadiiing Echoes´  

`Mike Westbrook’s Love Songs´  

`Still Valley´ // `Viking Burial For A French Car´  

`Peak Experience´  

`Parete 1967 (Per Emilio Vedova)´  

`Résonances Ossip Zadkine´  

`M.I. Nheem Alysm´  

`Sound Voice Perform´  

`Homo Volans´ // `Something´  

`Untlited Songs´  

`Eight Thrushes In New York´  

`My Dear Siegfried´  

`Greed´  

`Face The Music / Respect Your Nightmares´ // `Oil Tasters´  

`Holding Patterns´  

`I Segnali della Ritirata´  

`Sylissain Oot´ // `Hyppy Tunti´  

`Istmo´ // `Atami´  

`Just One Night´ // `Atlas saltA (map lies, border lies…)´  

`Campfire Songs´  

`An Incomplete Guide To Vorpal Music´ // `Jättiläisrotta´  

`Ten cases of human aberration´  

`Music for fragments from the inside´  

`Morte a 33 giri´  

`Inaudito´  

`Pro Agonist´  

`Degenerate´  

`Labo MTL´ // `Two Ships´ // `On The Verge Of Redundance´ // `Soffuse Tragedy´  

`Wahrnehmungen 1980-1981´  

`Insular Regions´  

`Yhä Hämärää´  

`Uccellacci´  

`Tonkori´  

`Live At The Kerava Jazz Festival´  

`electroniX´  

`Incisione´ // `La quinta essenza della mediocrità´  

`Here Are Your New Instructions´ // `Hotel Dilettante´  

`L’amitié ou les rumeurs insoutenables du désir´ // `Et ses apparitions´ // `Par noussss touss les trous de vos cranes!´  

`Dream Time´  

`Hednod Sessions´ // `Jesu´  

`Oder Delias Or Butterflies´