`Explode´ // `Annulé´ // `Luck´ // `Unsolved Remained´

Autore disco:

AGF & Delay // TBA // Masha Qrella // Masha Qrella

Etichetta:

AGF Producktion (D) // Max Ernst (D) // Monika Enterprise (D) // Morr Music (D)

Link:

www.agfdelay.com/
www.max-ernst.de/
www.morrmusic.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2005 // 2005 // 2002

Titoli:

1) Do Protest 2) Esplode Baby 3) All Lies On Us 4) A Distant View 5) Causing A Taifun 6) Restrict 7) Break Doors 8) Useless 9) Recorded 10) Slow Living 11) Distributor 12) from Morning On // 1) Beba Plays 2) I 3) B>Lan 4) Tuesd 5) Hip 6) Dread 7) Cheg 8) Sleepwalkers 9) Zinavs 10) Smashed 11) Soshi 12) Okean K 13) Signdunst 14) Annulé 15) Getgoin 16) Nevermind 17) Walk 18) TBC GEO DOC. 19) Dowmby 20) Lego Poetry 21) Airports 22) URS // 1) I Want You To Know 2) You Won’t Be There 3) I Don’t Like Her 4) 14 Reasons 5) To Mr. Wyatt 6) Luck 7) All She Feels Instead 8) Hypersomnia 9) With Me 10) Insecure 11) Vertikal // 1) Unsolved Remained 2) Last Night 3) Sister, Welcome 4) I Can’t Tell 5) C. Bones 6) No Matter 7) Feels Like 8) Everthing Shows 9) Destination Vertical 10) Guided By The Stripes 11) My Day

Durata:

52:16 // 72:19 // 56:39 // 47:23

Con:

Antye Greie, Vladislav Delay // Natalie Beridze, Gogi Ge.Org // Masha Qrella, Hannes Lehmann, Max Punktezahl, Norman Nitzsche // Masha Quella, Norman Nitzsche, Michael Mühlhaus

cantautrici a confronto: piacione, soporifere e a part-time

x e. g. (no ©)

Credo che non avrei mai recensito i nuovi dischi di AGF, TBA e Masha Qrella, limitandomi a sfogare la mia frustrazione per tre acquisti sbagliati con ipotetiche mazzate nei testicoli, se non avesse vinto la voglia di recuperare il disco d’esordio della Qrella che, invece, è un piccolo capolavoro per gusto e oculatezza.
Premetto che, in tutti e tre i casi, si tratta soltanto di ‘normali cantautrici’ che, cercando di stare al passo con i tempi e con i trend, imboccano la strada dell’accompagnamento elettronico, allo stesso modo in cui nel 1500 avrebbero scelto un mandolino e negli anni Sessanta una chitarra. Quindi non si tratta d’altro che di ‘naturale’ evoluzione. Ma gli eterni classificatori, quelli che si rapportano alla musica per sigle cifre numeri e non per feeling, hanno subito trovato il modo di catalogare questo ‘nuovo fenomeno’ con geniali definizioni come, udite… udite…, folktronica, indietronica et simili (definizioni talmente brutte e banali che mi vergognerei solo a pensarle). Sarebbe come chiamare documentronico un documento che è stato scritto e stampato con il computer o merdariana la cacca di un vegetariano (che indubbiamente ha un colore e una puzza diversi). Ma ‘va da via i ciap’!!!!
Antye Greie, in arte AGF, non mi ha mai convinto in pieno perché ho sempre trovato la sua musica artefatta ed eccessivamente patinata, ma erano comunque da apprezzare gli sforzi compiuti per trovare alcune soluzioni inedite. Con questo album AGF sembra rinunciare ad ogni velleità di riforma per retrocedere verso una specie di soul-pop che fa pensare a una revisione dei Portishead scarnificata (un pochino) e minimalizzata. La tedesca, lasciato da parte il semirecitato alla Laurie Anderson, si riappropria di un sussurro derivato da modelli neppure troppo celati, non sono infatti Jim Morrison e Sade che vengono citati in Break Doors e Slow Living (e un alzheimer incipiente mi impedisce di ricordare la citazione, banalissima, che c’è in from Morning On). Le basi di Vladislav Delay scorrono senza spigolature, sinatriane, a creare un’atmosfera tanto aulica quanto inoffensiva. “Explode” è talmente ‘piacione’ che finisce per non piacere affatto.
Discorso diverso per la georgiana Natalie Beridze, protetta di Thomas Brinkmann, che con questo “Annulé” si presenta al nastro di partenza. La sua proposta è quella che più si allontana da un discorso puramente cantautorale per manifestare timide velleità arty. La voce sensuale della cantante si srotola sorniona su tappeti elettronici di svariata forma (dall’hip-hop al dub), sempre abbastanza ruffiani e spesso piuttosto banali, riuscendo infine sufficientemente noiosa nonostante qualche levata di scudo come Smashed (quasi un minuetto). Si tratta di una musica dal carattere essenzialmente urbano che ricorda una delle prime forme musicali legate all’urbanizzazione, il ragtime, o i primi accompagnamenti per il cinema muto. L’idea potrebbe essere intrigante, ma è sviluppata con una certa superficialità e si perde per strada in inutili giochetti strumentali, come Soshi, che iniziano, vanno avanti come sono iniziati e finiscono come sono andati avanti, lasciando cioè il tempo che trovano.
Qualcuno penserà che sono il solito rompicoglioni incontentabile, e a volte pure a me viene questo dubbio, ma poi ci sono dischi come “Luck” che mi fanno ricredere. L’esordio di Masha Qrella, tastierista con i Mina e chitarrista con i Contriva, conserva una freschezza eccezionale nonostante sia datato 2002. Pochi accordi di chitarra spigolosi e frammentati, una leggera linea di batteria, qualche tocco di tastiera, sporadici arrangiamenti d’archi, qualche spruzzate d’elettronica (se c’è?) e una voce che non promette improbabili avventure erotiche, il tutto a sostegno di melodie flebili e raffinatissime, ma mai leccapiedi o prevedibili. Fra i brani c’è un quadretto strumentale dedicato To Mr. Wyatt che, da solo, dice più di mille parole. Dopo la fine, e dopo qualche secondo di silenzio, c’è la traccia ‘bonus’ (giustamente inserita come tale perché esula da tutto il resto): è una cover da brivido di Vertikal dei Rechenzentrum virata in salsa spaghetti-western. “Luck” è un disco sfuggente e bellissimo come la foto della copertina che lo contiene.
La notizia che il secondo disco della Qrella sarebbe uscito per la Morr Music, etichetta ben più rampante della Monika Enterprise, lasciava già prevedere il peggio. “Unsolved Remained” è più corposo e più elettr(ico/onico) del suo predecessore, e la Qrella tenta così di salire nel treno delle proposte più massificate. Vertikal viene riproposta di nuovo, con l’aggiunta di un testo, e la nuova versione, inserita ufficialmente in scaletta, peggiora non di poco la traccia ‘bonus’ del disco precedente. Ben migliore è I Can’t Tell, accreditata a Henrik Johannson (ma credo si tratti di Johansson), che con la sua trascinante carica energetica dal sapore latino ha tutti i numeri per diventare un piccolo hit. Ma il disco, molto cinematico, delude soprattutto nelle scritture originali che sono più grossolane rispetto al passato e non riescono a ritagliarsi uno spazio nella memoria. Anche gli arrangiamenti strumentali, di conseguenza, subiscono una prevedibile normalizzazione che assimila la Qrella a molte delle troppe proposte che ci sono in giro. Un vero peccato.


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 21/7/2005
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2005 ...

`Arborvitae´  

`Demo(n) Tracks´  

`Origine Comune – Sinewaves Compilation´  

`Pain Pen´  

`Paris´ // `Brame´ // `Bords de Mhère´  

`Percussion Music´ // `Vibra #1´  

`Phantom Orchard´  

`Possible Landscape´  

`Shimmer´ // `A Rose Is A Rose´  

`Sonic Scope 04: The Portable Edition´  

`Stories´  

`Talking And Drum Solos´  

`Tayutauta´  

`Tayutayuto Tadayoitamae Kono Furue´  

`The Noise & The City´  

`The Time And The Room´  

`Transmission Fields´  

`Tongue´ // `Presence´ // `Stun Shelter´  

`Tres Cosas´  

`Tubb Tombstone´  

`Turn´  

`Um Argentino No Deserto´ // `Música De Baixa Fidelidade´  

`Vous rêvez / Vous ne rêvez pas´  

`Water Mirror´ `Air Curtain´  

`Why Not Béchamel´  

`Yggia Vilyggia´  

`Construction Sonor´  

`Odds And Ends´  

`Hello Spiral´  

`3 Commissions´  

`I Am Not Sitting In A Room With Reynols´ // `Hey Ya´  

`Agosto Romano´  

`Open Mouth, O Wisp On´  

`Bremort´  

`Moov Spot´ // `Real Time Satellite Data´  

`Bremen To Bridgwater´  

`Nona´  

`Cottage Industrial Vol. 3´  

`Zona´ // `Time Service´  

`Antologia de Música Electrónica Potuguesa´  

`14 Tracks/Pieces´  

`Anche se solo un miraggio, ci vuole coraggio´  

`A Compressed History Of Everything Ever Recorded, Vol. 2: Ubiquitous Eternal Live´  

`Desco Music´  

`[/end]´  

`Just Another Diamond Day´  

`One Day With My Fishing Umbrella´  

`Mr. Bore´  

`Complementary Contrasts (Donaueschingen 2003)´  

`Grapes From The Estate´  

`idroscalo d’autore – disco compatto numero uno´  

`Clicks & Cuts 4´  

`Bananafish Magazine #18´  

`Okho, Psappha, Rebonds A & B´  

`Blinks´  

`London Strings´  

`Another White Album´ // `Rettet Die Wale´  

`Gante Mishpuchah – Music in Three Parts´  

`Mutant Theatre´  

`The Doldrums´  

`S/T´ // `Nee Niemals Nicht´  

`Cacerolada / Cleavage Of Acoustics´ // `Dissectio / Environmental Cleaning Moments´  

`Lake Biwa´  

`Burning Star Core (Brighter Summer Day)´ // `Flybys´ // `The Birth Of Cruel´  

`Uncode Duello´  

`Cavern With Nightlife´  

`Selam´  

`Fiche´  

`The Bird You Never Were´  

`Voodooluba´  

`SPARE ME/calf´ // `Guinea Pig´  

`Jealousy And Diamond´  

`The Williamsburg Sonatas´  

`Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro´  

`L’anno dell’uragano´  

`Swimming Against The Moments´  

`Berlin´  

`Sonic Alter - Deepchord Remix´  

`Oimacta´  

`61 winter's hat´  

`Même´  

`Live!iXem 2004´  

`Adventures´  

`Talking Drum´  

`Canti Illuminati´  

`Holy Letters´  

`Vehicles Of Travel´  

`Free Jam´  

`Universonbangaorfeo´  

`Four gardens in one´  

`The Coldest January´  

`Meritie´  

`The 1 Season´  

`Magyar Népköltészet´  

`Sfrigor´  

`13 piccoli singoli radiofonici…´  

`Archive Sessions Vol 1´  

`Pocket Progressive´  

`Rot´ // `Da cantare – Opere vocali 1951- 1983´  

`noli me legere …to Maurice Blanchot´  

`Plays The Stooges´ // `The Driver´  

`What’s lost Is Something Important. What’s found Is Something Not Revealed.´  

`Pirandèlo Suona´  

`The Sad Mac´ // `Pieces Of Winter´ // `On Tape´  

`Quartets´  

`Ragas & Blues´  

`Off Leash´  

`My New Lifestyle´  

`Neuestrasse´  

`Typical Human Beings´  

`Tammetõru´  

`And Green Leaves Grow´ // `Candle City´  

`Selektion Key Orchestra´ // `Reverence fot uncertainty´ // `Spirits, little dreams, and improvisations´  

`Cent Tas D’Arêtes´  

`Dub Ainu´  

`Proposte Sonore´  

`Inferno´ // `Shy Girl´ // `OvO / Tremor split´  

`Via Vespucci´ // `Vento Elektra´  

`The Agents of Impurity´  

`Shadows Over Humanity´  

`on.it.sed´  

`No Survivors For The New World´  

`Dawn of the Magicians´  

`Ghost Man On First´ // `Sleepwalks In The Garden Of The Dead Room´  

`Capacidad De Pérdida´ // `A Cavall Entre Dos Cavalls´ // `Etwa´  

`Palaa Aurinkoon´  

`Kunststoff´  

`Kientzy plays Johnson´  

`Gesine´  

`Headphone Musics, 1 to 6 / As Is As´  

`L’écorce Chante La Forêt´  

`Beyond The Darkness´  

`Insiememusicadiversa´  

`Robert M // Adams & Bancroft´  

`Unoccupied Areas´  

`Still´  

`Shining´ // `The Forbidden 80s´  

`Concert in St. Louis´  

`Backscatter´  

`Nowhere Campfire Tapes´  

`Music For Cymbal´  

`Prayers From the Underbelly´  

`Sleeps With Fishes´  

`Yearlong´  

`All Acoustics´ // `The Scotch Of St. James´ // `Futuro´  

`Deti Zezemme´  

`Explode´ // `Annulé´ // `Luck´ // `Unsolved Remained´  

`From Tour´  

`Science Ep Vol 3+4´  

`Product´  

`La tête qui flotte´ // `Ask For Tiger´  

`Beatles Arias´  

`Art Wolf´ // ‘Sculpted Sound’  

`Lubuaku´  

`Ten Types Of Elsewhere´  

`Les Oscillations´  

`Red Room´ // `Perspectives´  

`Landing Talk – Le Zattere dei sentimenti´ // `I Could Go On Singing´ // `Zu/Dalek´  

`Mandarin Movie´  

`Pooka´  

`Let’s Trade Pants´  

`Congotronics´ // `Antology 1981-2003´ // `Untilted´  

`ErstLive005´  

`Constance´  

`Mini´ // `Tornare Nella Terra´  

`Sequence A´  

`Get Off´ // `Fremdkoerper´  

`Prospect Hummer´ // `Berserker´ // `Jesus Chryst´ // `Worn Copy´  

`The ear that was sold to a fish´  

`Soft left onto westland´  

`Post_Piano 2´  

`Easy Listening´  

`King Glitch´  

`Post´  

`Estrapade´  

`Catholic Paws / Catholic Pause´  

`Sarajevo Blues´  

`I Fly´  

`Nita – l’angelo sul trapezio´  

`Too Late´  

`isole che parlano 00 03´  

`Insen´  

`Bright Future´  

`Nihm´  

`Manhattan [linear, circular, lateral]´  

`A Global Taxonomical Machine´  

`The Harmless Dust´ // `Quartet´ // `Radial´  

`A Book Of Standard Equinoxes´  

`48´ // `Orange Book´  

`Strom´  

`35 Mutant Seconds: Based On Rafael Toral’s Creamy Burst´  

`Kantamoinen´  

`Empty Rooms´ // `180 Bullets Per Man´  

`Echoes of Thiiings / Fadiiing Echoes´  

`Mike Westbrook’s Love Songs´  

`Still Valley´ // `Viking Burial For A French Car´  

`Peak Experience´  

`Parete 1967 (Per Emilio Vedova)´  

`Résonances Ossip Zadkine´  

`M.I. Nheem Alysm´  

`Sound Voice Perform´  

`Homo Volans´ // `Something´  

`Untlited Songs´  

`Eight Thrushes In New York´  

`My Dear Siegfried´  

`Greed´  

`Face The Music / Respect Your Nightmares´ // `Oil Tasters´  

`Holding Patterns´  

`I Segnali della Ritirata´  

`Sylissain Oot´ // `Hyppy Tunti´  

`Istmo´ // `Atami´  

`Just One Night´ // `Atlas saltA (map lies, border lies…)´  

`Campfire Songs´  

`An Incomplete Guide To Vorpal Music´ // `Jättiläisrotta´  

`Ten cases of human aberration´  

`Music for fragments from the inside´  

`Morte a 33 giri´  

`Inaudito´  

`Pro Agonist´  

`Degenerate´  

`Labo MTL´ // `Two Ships´ // `On The Verge Of Redundance´ // `Soffuse Tragedy´  

`Wahrnehmungen 1980-1981´  

`Insular Regions´  

`Yhä Hämärää´  

`Uccellacci´  

`Tonkori´  

`Live At The Kerava Jazz Festival´  

`electroniX´  

`Incisione´ // `La quinta essenza della mediocrità´  

`Here Are Your New Instructions´ // `Hotel Dilettante´  

`L’amitié ou les rumeurs insoutenables du désir´ // `Et ses apparitions´ // `Par noussss touss les trous de vos cranes!´  

`Dream Time´  

`Hednod Sessions´ // `Jesu´  

`Oder Delias Or Butterflies´