`Morte a 33 giri´

Autore disco:

Maisie

Etichetta:

Snowdonia (I) + Seahorse (I)

Link:

www.snowdonia.it
www.seahorserecordings.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2005

Titoli:

1) Ragazzi di oggi 2) Morte a 33 giri 3) Vivan las cadenas 4) l’inverno precoce 5) Maria De Filippi (una vergine tra i morti viventi) 6) Sistemo l’America e torno 7) ?Uma.no 8) Finché la borsa va lasciala andare 9) Sottosopra 10) Allargando le braccia 11) 12) Una canzone riciclata

Durata:

59.24

Con:

Cinzia La Fauci, Carmen D’onofrio, Riccardo Amabili, Alberto Scotti, Paolo Messere

Il ritorno dei Maisie che s’avvalgono dell’hi-fi

Salvatore Borrelli

Intorno agli anni ’80, assistemmo alla consunzione del Festival di Sanremo. Vi furono delle edizioni assolutamente comiche, dove si esibiva chiunque: bastava un po’ di stravaganza per stare lì. Ne assistevamo sgomenti i partecipanti che erano belli perché sembravano buffi, veri e propri saltimbanchi inconsapevoli. Furono edizioni oscene, ed avrebbe dovuto presentarle Aldo Nove per dare ad esse l’istanza “metacritica” in grado di riabilitare ciò che in apparenza sembrava scalcagnato. L’estetica moderna del riciclo ha formidabili colpi in canna a patto che si snodi tra eccessività, autoironia, consapevolezza storiografica.
È d’obbligo qui dichiarare una certa difficoltà avvertita durante l’ascolto e l’assimilazione del nuovo disco dei Maisie, disagio provato soprattutto nell’immaginarmi le fasi cruciali che hanno portato il loro lavoro prima ad essere un disco di musica pop cantata in italiano, e poi a stabilire quanto di aggiunto vi sia nella produzione del disco, quasi di “extra”, se questo termine venisse ad intendere non una produzione “indiretta” ma un vero e proprio ingresso nella band dei napoletani Paolo Messere e Carmen D’onofrio. M’immagino i nostri beniamini Maisie entrare in un vero e proprio studio di registrazione con del materiale che viene di volta in volta lavorato, limato, smussato, a cui si aggiungono altri musicisti, ospiti, e via dicendo. Ciò porta un cambiamento e sostanziale nell’intera modalità di concepimento del lavoro, per chi, come me, era abituato all’ascolto delle produzioni precedenti, veri e propri capolavori della “now-wave” italiana!
Allo stesso modo con cui Bobby Conn rileggeva il glam, i Masie decrittano la musica pop italiana, in particolare quella “sanremese”, in un via vai di stili, acconciature, effetti più o meno speciali ed arrangiamenti di notevolissima complessità come possono esserlo quelli di “Gommalacca” di Battiato: un vero arabesco multifunzionale, che guarda dal folk all’elettronica senza rimanere imbrigliato in niente di definibile, consuetudinario. Guardano evidentemente a quella deriva sanremese poppettara ma scazzata, già frutto di contaminazione e deriva, e lo fanno con quella solita intelligenza che contraddistingue la loro produzione, ma stavolta con qualcosa che appare straordinariamente professionale, speciale. Se fossimo in un saggio di Perniola lo definirei “Mutant-pop” questo, non lontanissimo dalla nipponica bulimia a cui siamo abituati dalla Snowdonia, tendente ad un equilibrio talvolta esatto tra gioco e serietà, ma sarebbe ancora troppo stiloso come atteggiamento, ancora troppo autoindulgente rispetto alla spossatezza con cui invece si presenta questo disco, ovvero sempre ad un passo dal suo limite, dal suo rovesciamento. Gli stessi testi, che sembrano scritti (e volutamente si spera) in tono giocoso come fossero frutto di una quindicenne frungolosa ed incerta, in certi momenti diventano ferenti, rattristanti ed ispirati (“E non eri nessuno se non amavi i poeti, io fingevo di amarli per pura viltà. E arriva la crisi dopo la scuola, arriva la vita che ci ucciderà”; “Ho messo da parte un altro cadavere perché non credo più a niente”; “C’è un deficit di realtà, me ne accorgo chiaramente da come cammina la gente e una vicina con la borsa della spesa, ingombrante anche se non pesa”) e questo avviene proprio quando un attimo prima sembrava lo scherzo a farla da predominio. Eppure nella complessità e risolutezza formale con cui si presenta questo nuovo lavoro dei Masie convivono due anime, che appartengono a due sistemi sonori differenti, e ciò si avverte soprattutto quando, come nella bellissima “Sottosopra” (canzone cantata da Bugo) la produzione viene affidata totalmente a Paolo Messere, che opera tenendo presente ciò che gli riesce meglio, e che in effetti è totalmente diverso da ciò che i Maisie sono sempre stati. I brani più sconvolgenti sono la tuxedomooniana “Morte a 33 giri”, “L’inverno precoce” dove i Cure spadroneggiano, i ritorni della Rettore in “ Finché la borsa va lasciala andare”, l’intro che forse commemora Louis Miguel. Il resto del disco è godibile, certo, ma soffre di una produzione troppo sbilanciata sul versante Blessed Child Opera, manca di quella carica frizzante, festosa, leggera, di cui i Masie si sono sempre nutriti non solo come marchio snowdoniano. Ed invece tiene dentro la tinta chiaroscura, soprattutto dei primi esordi della formazione napoletana. Ci sarebbe un’altra lettura evidentemente, e provo a snodarla. L’ipotesi che questo fosse un disco davvero di musica leggera, con i suoi pro ed i suoi contro. In ogni modo questa soluzione non renderebbe più emozionante il lavoro. Si sente un logico salto di produzione, di qualità sonora, ma resto dell’idea che i Masie dovevano starsene in casa e registrare su microfoni di 3 euro come hanno sempre fatto. Io spero che si siano divertiti un casino perché il disco ha una risolutezza davvero rara nel panorama della musica “indie” italiana, tuttavia è proprio questa doppia portata, questa doppia natura del lavoro, o meglio i momenti in cui non avviene integrazione totale ed i brani sembrano o dell’una o dell’altra formazione, che si sentono forse dei limiti nella scelta del mood adatto. Il prossimo Maisie sarà dedicato al revival dei “Cugini di Campagna”, metastorica formazione di cui tutti noi serbiamo ancestrali ricordi e capogiri.


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 27/11/2005
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2005 ...

`Arborvitae´  

`Demo(n) Tracks´  

`Origine Comune – Sinewaves Compilation´  

`Pain Pen´  

`Paris´ // `Brame´ // `Bords de Mhère´  

`Percussion Music´ // `Vibra #1´  

`Phantom Orchard´  

`Possible Landscape´  

`Shimmer´ // `A Rose Is A Rose´  

`Sonic Scope 04: The Portable Edition´  

`Stories´  

`Talking And Drum Solos´  

`Tayutauta´  

`Tayutayuto Tadayoitamae Kono Furue´  

`The Noise & The City´  

`The Time And The Room´  

`Transmission Fields´  

`Tongue´ // `Presence´ // `Stun Shelter´  

`Tres Cosas´  

`Tubb Tombstone´  

`Turn´  

`Um Argentino No Deserto´ // `Música De Baixa Fidelidade´  

`Vous rêvez / Vous ne rêvez pas´  

`Water Mirror´ `Air Curtain´  

`Why Not Béchamel´  

`Yggia Vilyggia´  

`Construction Sonor´  

`Odds And Ends´  

`Hello Spiral´  

`3 Commissions´  

`I Am Not Sitting In A Room With Reynols´ // `Hey Ya´  

`Agosto Romano´  

`Open Mouth, O Wisp On´  

`Bremort´  

`Moov Spot´ // `Real Time Satellite Data´  

`Bremen To Bridgwater´  

`Nona´  

`Cottage Industrial Vol. 3´  

`Zona´ // `Time Service´  

`Antologia de Música Electrónica Potuguesa´  

`14 Tracks/Pieces´  

`Anche se solo un miraggio, ci vuole coraggio´  

`A Compressed History Of Everything Ever Recorded, Vol. 2: Ubiquitous Eternal Live´  

`Desco Music´  

`[/end]´  

`Just Another Diamond Day´  

`One Day With My Fishing Umbrella´  

`Mr. Bore´  

`Complementary Contrasts (Donaueschingen 2003)´  

`Grapes From The Estate´  

`idroscalo d’autore – disco compatto numero uno´  

`Clicks & Cuts 4´  

`Bananafish Magazine #18´  

`Okho, Psappha, Rebonds A & B´  

`Blinks´  

`London Strings´  

`Another White Album´ // `Rettet Die Wale´  

`Gante Mishpuchah – Music in Three Parts´  

`Mutant Theatre´  

`The Doldrums´  

`S/T´ // `Nee Niemals Nicht´  

`Cacerolada / Cleavage Of Acoustics´ // `Dissectio / Environmental Cleaning Moments´  

`Lake Biwa´  

`Burning Star Core (Brighter Summer Day)´ // `Flybys´ // `The Birth Of Cruel´  

`Uncode Duello´  

`Cavern With Nightlife´  

`Selam´  

`Fiche´  

`The Bird You Never Were´  

`Voodooluba´  

`SPARE ME/calf´ // `Guinea Pig´  

`Jealousy And Diamond´  

`The Williamsburg Sonatas´  

`Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro´  

`L’anno dell’uragano´  

`Swimming Against The Moments´  

`Berlin´  

`Sonic Alter - Deepchord Remix´  

`Oimacta´  

`61 winter's hat´  

`Même´  

`Live!iXem 2004´  

`Adventures´  

`Talking Drum´  

`Canti Illuminati´  

`Holy Letters´  

`Vehicles Of Travel´  

`Free Jam´  

`Universonbangaorfeo´  

`Four gardens in one´  

`The Coldest January´  

`Meritie´  

`The 1 Season´  

`Magyar Népköltészet´  

`Sfrigor´  

`13 piccoli singoli radiofonici…´  

`Archive Sessions Vol 1´  

`Pocket Progressive´  

`Rot´ // `Da cantare – Opere vocali 1951- 1983´  

`noli me legere …to Maurice Blanchot´  

`Plays The Stooges´ // `The Driver´  

`What’s lost Is Something Important. What’s found Is Something Not Revealed.´  

`Pirandèlo Suona´  

`The Sad Mac´ // `Pieces Of Winter´ // `On Tape´  

`Quartets´  

`Ragas & Blues´  

`Off Leash´  

`My New Lifestyle´  

`Neuestrasse´  

`Typical Human Beings´  

`Tammetõru´  

`And Green Leaves Grow´ // `Candle City´  

`Selektion Key Orchestra´ // `Reverence fot uncertainty´ // `Spirits, little dreams, and improvisations´  

`Cent Tas D’Arêtes´  

`Dub Ainu´  

`Proposte Sonore´  

`Inferno´ // `Shy Girl´ // `OvO / Tremor split´  

`Via Vespucci´ // `Vento Elektra´  

`The Agents of Impurity´  

`Shadows Over Humanity´  

`on.it.sed´  

`No Survivors For The New World´  

`Dawn of the Magicians´  

`Ghost Man On First´ // `Sleepwalks In The Garden Of The Dead Room´  

`Capacidad De Pérdida´ // `A Cavall Entre Dos Cavalls´ // `Etwa´  

`Palaa Aurinkoon´  

`Kunststoff´  

`Kientzy plays Johnson´  

`Gesine´  

`Headphone Musics, 1 to 6 / As Is As´  

`L’écorce Chante La Forêt´  

`Beyond The Darkness´  

`Insiememusicadiversa´  

`Robert M // Adams & Bancroft´  

`Unoccupied Areas´  

`Still´  

`Shining´ // `The Forbidden 80s´  

`Concert in St. Louis´  

`Backscatter´  

`Nowhere Campfire Tapes´  

`Music For Cymbal´  

`Prayers From the Underbelly´  

`Sleeps With Fishes´  

`Yearlong´  

`All Acoustics´ // `The Scotch Of St. James´ // `Futuro´  

`Deti Zezemme´  

`Explode´ // `Annulé´ // `Luck´ // `Unsolved Remained´  

`From Tour´  

`Science Ep Vol 3+4´  

`Product´  

`La tête qui flotte´ // `Ask For Tiger´  

`Beatles Arias´  

`Art Wolf´ // ‘Sculpted Sound’  

`Lubuaku´  

`Ten Types Of Elsewhere´  

`Les Oscillations´  

`Red Room´ // `Perspectives´  

`Landing Talk – Le Zattere dei sentimenti´ // `I Could Go On Singing´ // `Zu/Dalek´  

`Mandarin Movie´  

`Pooka´  

`Let’s Trade Pants´  

`Congotronics´ // `Antology 1981-2003´ // `Untilted´  

`ErstLive005´  

`Constance´  

`Mini´ // `Tornare Nella Terra´  

`Sequence A´  

`Get Off´ // `Fremdkoerper´  

`Prospect Hummer´ // `Berserker´ // `Jesus Chryst´ // `Worn Copy´  

`The ear that was sold to a fish´  

`Soft left onto westland´  

`Post_Piano 2´  

`Easy Listening´  

`King Glitch´  

`Post´  

`Estrapade´  

`Catholic Paws / Catholic Pause´  

`Sarajevo Blues´  

`I Fly´  

`Nita – l’angelo sul trapezio´  

`Too Late´  

`isole che parlano 00 03´  

`Insen´  

`Bright Future´  

`Nihm´  

`Manhattan [linear, circular, lateral]´  

`A Global Taxonomical Machine´  

`The Harmless Dust´ // `Quartet´ // `Radial´  

`A Book Of Standard Equinoxes´  

`48´ // `Orange Book´  

`Strom´  

`35 Mutant Seconds: Based On Rafael Toral’s Creamy Burst´  

`Kantamoinen´  

`Empty Rooms´ // `180 Bullets Per Man´  

`Echoes of Thiiings / Fadiiing Echoes´  

`Mike Westbrook’s Love Songs´  

`Still Valley´ // `Viking Burial For A French Car´  

`Peak Experience´  

`Parete 1967 (Per Emilio Vedova)´  

`Résonances Ossip Zadkine´  

`M.I. Nheem Alysm´  

`Sound Voice Perform´  

`Homo Volans´ // `Something´  

`Untlited Songs´  

`Eight Thrushes In New York´  

`My Dear Siegfried´  

`Greed´  

`Face The Music / Respect Your Nightmares´ // `Oil Tasters´  

`Holding Patterns´  

`I Segnali della Ritirata´  

`Sylissain Oot´ // `Hyppy Tunti´  

`Istmo´ // `Atami´  

`Just One Night´ // `Atlas saltA (map lies, border lies…)´  

`Campfire Songs´  

`An Incomplete Guide To Vorpal Music´ // `Jättiläisrotta´  

`Ten cases of human aberration´  

`Music for fragments from the inside´  

`Morte a 33 giri´  

`Inaudito´  

`Pro Agonist´  

`Degenerate´  

`Labo MTL´ // `Two Ships´ // `On The Verge Of Redundance´ // `Soffuse Tragedy´  

`Wahrnehmungen 1980-1981´  

`Insular Regions´  

`Yhä Hämärää´  

`Uccellacci´  

`Tonkori´  

`Live At The Kerava Jazz Festival´  

`electroniX´  

`Incisione´ // `La quinta essenza della mediocrità´  

`Here Are Your New Instructions´ // `Hotel Dilettante´  

`L’amitié ou les rumeurs insoutenables du désir´ // `Et ses apparitions´ // `Par noussss touss les trous de vos cranes!´  

`Dream Time´  

`Hednod Sessions´ // `Jesu´  

`Oder Delias Or Butterflies´