`Hyaena Reading in concerto – Viterbo 14 Marzo 2014´

Autore disco:

Hyaena Reading

Etichetta:

All’improvviso / SubTerra (I)

Link:

allimprovvisoaviterbo.blogspot.it/
www.subterralabel.com/

Formato:

Concerto

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Mouches 2) In netta ripresa 3) Europa 4) Sacrifici 5) Atto d'amore 6) Uccidine uno 7) Vendetta 8) Portus Namnetum 9) Al mattino 10) Nel calore dell'alba 11) Preghiera per il mio deserto 12) Ogni errore 13) Steam, vapore, vapeur 14) Sinestesia resistente 15) Di pietra

Durata:

1 h ca

Con:

Francesco Petetta, Emanuele Celegato, Gianfilippo Bonafede, Estelle Rouge

emozioni forti

x Emma Bruci (no ©)

Devo premettere che nutrivo qualche perplessità rispetto al concerto degli Hyaena Reading, in special modo riguardo alle capacità di riproporre in pubblico una musica tanto minimale quanto ricca di sfumature... ma le mie perplessità sono state fugate fin dalle prime battute perché, a dispetto del poco tempo avuto per provare e di qualche inconveniente tecnico, il gruppo è riuscito a emozionarmi come raramente accade in occasioni simili. Un apporto significativo è giunto, in appoggio alla forte tensione della musica, dall’ambiente: una specie di cantina dalla splendida acustica - favorita dalla presenza di un pubblico piuttosto numeroso (relativamente allo spazio disponibile) - e dall’atmosfera propriamente underground della situazione, obbligatoria essendo SubTerra fra i promotori del concerto, cioè posto piccolo e dislocato in un semiterrato... così mi sono sempre immaginato il Cavern, il GBGB, il Marquee o il Masque, locali nei quali l'odore del sudore lottava alla pari con quello del fumo.... Tutto all’insegna del più coerente copyleft. Il suono che esce dai diffusori è addirittura migliore di quello del disco, più caldo e coinvolgente, e i singoli brani ne risentono positivamente soprattutto per corposità e pastosità. Rispetto al CD "Europa", quindi, si tratta di un ascolto più fisico e più psichico in egual misura.
I quattro sono schierati a rombo, con gli angoli laterali occupati dai due chitarristi tesi a intarsiare e incastrare i loro fraseggi con la perfezione di un minusiere. Rispetto alle formazioni storiche con due chitarre – Quicksilver, Television… - i dialoghi delle sei corde sono molto più contenuti e succinti, ma al contempo sono molto più elaborati e rifiniti di quanto poteva avvenire nel novero dei gruppi punk. Lì davanti c’è Francesco Petetta, folletto immobile dalle numerose voci, che ‘declama’ i suoi testi come se a farlo fosse un’intera compagine teatrale. Dietro c’è invece Estelle Rouge, diavoletta inquieta in perenne movimento, che con la sua miscela di elettronica e rumoreggiamento elettroacustico si pone quale motore e perno dell’intero ingranaggio. E tutto questo, chiaramente, dall'ascolto del disco non poteva apparire.
La miscela che ne esce fuori è tipicamente post-punk, e del post-punk si porta appresso tutto il nervosismo, i fraseggi secchi e graffianti, i vuoti improvvisi e carichi di tensione… e vorrei aggiungere un nome a quelli già citati a proposito della genealogia del gruppo: gli splendidi e indimenticabili The Fall.
Se i quattro avranno la possibilità di affinare le loro armi, provando e suonando in pubblico con più costanza e continuità, può venirne fuori un'autentica bomba.
Termino con una scarruffata: fra duecento anni nessuno si ricorderà più dei Beatles ma tutti ascolteranno ancora gli Hyaena Reading.
Qualcuno è in grado di smentirmi?


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Data Recensione: 24/1/2015
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