`Lingue di fuoco´

Autore disco:

Blastula

Etichetta:

ai music (I)

Link:

www.blastula.eu
www.ai-music.it

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Children Of The Night 2) Both Sides Now 3) Four Women 4) Antoneddu 5) Mississippi Goddam 6) L’edera 7) Loosin Yelav 8) Nobody Knows You When You’re Down And Out 9) Negra Presuntuosa 10) Dancing Barefoot 11) Atras Da Porta 12) Oceania

Durata:

60:56

Con:

Monica Demuru, Cristiano Calcagnile, Gabrio Baldacci, Roberto Cecchetto, Gianluca Petrella, Lorenzo Corti, Xabier Iriondo

pietre volanti

x Petra Pedroso (no ©)

“Lingue di fuoco” è un progetto dedicato alle voci di donna nella musica del Novecento.
I propositi tesi alla valorizzazione della figura femminile, sinceri o fittizi, sono un espediente tipico nell’Italia di questi anni*, e quello femminile è un soggetto usato spesso anche in maniera strumentale a mo’ di fumo negli occhi (come avviene in politica dove tutte le liste contengono una buona rappresentanza femminile e dove lo stesso governo è equamente suddiviso fra ministri dei due sessi, ma dove se poi vai a ben vedere i candidati a sindaco sono quasi tutti di sesso maschile e lo stesso presidente del consiglio non è certo donna).
In tutto questo bailamme “Lingue di fuoco” riveste una posizione estremamente importante.
Primo: perché è stato realizzato da due musicisti eccezionali quali sono la cantante Monica Demuru e il batterista / percussionista Cristiano Calcagbile.
Secondo: perché i due non si pongono confini geografici e stilistici andando a razzolare nel jazz come nella musica classica contemporanea, nel rock come nella musica leggera, nella musica popolare latina come in quella anglosassone...
Terzo: perché il gusto della varietà e della contaminazione è ulteriormente garantito da testi cantati in svariati idiomi.
Quarto: perché, accanto a vari nomi blasonati, trovate anche quello imprevedibile di Nilla Pizzi, una cantante assolutamente più innovativa e trasgressiva di molti altri, che tanto ha rappresentato nella musica italiana e che, da parte delle generazioni di critici nate con e dopo il rock’n’roll, è sempre stata bistrattata e citata irrimediabilmente come rappresentante del peggio.
Le altre compositrici e/o interpreti alle quali si rende omaggio sono Cassandra Wilson, Joni Mitchell, Maria Carta, Cathy Berberian, Bessie Smith, Susana Baca, Patty Smith, Elis Regina, Björk e Nina Simone (dell’ultima vengono riproposte ben due canzoni). È utile soffermarsi un attimo sulla rivalutazione che c’è stata, in tempi recenti, di quest’artista per anni sottovalutata in quanto troppo eterogenea per poter essere categorizzata rigidamente come rock, pop, jazz, soul, folk, blues … (a proposito della rivalutazione di Nina Simone vi consiglio di ascoltare “Nina” di Laura Copiello e “Pour une âme souveraine – A dedication to Nina Simone” di Meshell Ndegeocello).
Le interpretazioni della coppia Calcagnile / Demuro sono personalizzate più che sufficientemente, anche per le caratteristiche di una formula strumentale, un duo percussioni-voce che, a differenza di quanto avveniva nel loro precedente disco “Scarnoduo”, si rimpingua comunque in alcuni brani per la presenza di un terzo strumentista (alla maniera dei Third Person di Tom Cora e Samm Bennett). Quindi, nonostante la materia sia molto variegata come ho già notato sopra, le canzoni del disco si allineano su una loro sostanziale uniformità, dovuta soprattutto alla forte personalità espressiva dei due protagonisti.
I due sono infatti musicisti di classe superiore e dalle grandi possibilità tecniche (per rintuzzare le critiche di qualche punkista a oltranza, al quale la parola tecnica potrebbe fare l’effetto del fumo negli occhi, riporto quanto detto da Jacopo Andreini in un’intervista recentemente concessa al nostro Eterogeneo: « … quando diciamo ‘tecnica’ intendiamo ‘sfoggio di tecnica’ mentre in realtà la questione secondo me andrebbe posta così: per parlare bisogna conoscere un linguaggio. Per comunicare il linguaggio dev'essere condiviso con l'ascoltatore. Maggiore è la padronanza del vocabolario, delle regole sintattiche, la capacità di pensiero indipendente, di sintesi, di creatività, migliore il contenuto ed il livello della comunicazione … »).
Calcagnile sembra essere nato in qualche tribù africana con le bacchette in mano e con il ritmo impresso direttamente nei nervi sotto-pelle (Children Of The NightNegra Presuntuosa …), ma è anche capace di creare ambientazione (L’edera, Both Sides Now, Loosin Yelav e Atras Da Porta), drammatici terremoti (Antoneddu, Oceania) o di scandire travolgenti cadenze (Mississippi Goddam, Nobody Knows You When You’re Down And Out e Dancing Barefoot). La Demuru conferma invece una notevole duttilità vocale che la mette in grado di modellare le parole, di operare scatti e salti di tono, d’atmosfera e di ritmo, la stessa capacità che la può portare a dilatare il verbo (Both Sides Now, Antoneddu, L’edera e Loosin Yelav), anche alleggerendolo quand’è necessario, così come ad aggredirlo (Mississippi Goddam, Nobody Knows You When You’re Down And Out e Dancing Barefoot).
A fare da trait d’union fra tutto ciò - … tecnica, delicatezza, capacità interpretative, forza espressiva … - c'è la splendida resa di Four Women.
A questo punto proporrei di sostituire la definizione che si trova nel vocabolario alla voce Blastula con: «Primo stadio di sviluppo dell'eden, a forma di onde sonore, in cui tali onde, dette musica, si propagano a partire da un nucleo centrale formato da due esseri umani di classe superiore».
L’unica nota negativa va alla ai music, una casa discografica che sembra produrre dischi con l’intento di non venderli. Se siete comunque interessati a “Lingue di fuoco”, e magari non riuscite a trovarlo altrove, potete acquistarlo scrivendo direttamente ai musicisti.

* (A tal proposito vi raccomando:
- “MuseRuole: women in experimental music”, una rassegna bolzanina curata da Valeria Merlini che avrà il suo clou il 30 e 31 Maggio con le esibizioni di Liz Allbee, Daniela Cattivelli, Stine Janvin Motland, Hanna Hartman e Okkyung Lee;
- la Romina Daniele Band, un bel progetto guidato dalla sperimentatrice vocale Romina Daniele e dedicato alla figura della donna nel Blues / Rhythm and Blues, che sta suonando molto nei piccoli locali del Nord;
- e infine gli articoli “Tamia”, “4 donne” e “Ladies Of The Canyon” scritti dal nostro Eterogenio e pubblicati su questa stessa no-zine)


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Data Recensione: 10/5/2015
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