`In God We Trust´

Autore disco:

The Dust

Etichetta:

autoproduzione (I)

Link:

it-it.facebook.com/thedustrock
www.soundcloud.com/thedustrock

Email:

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Remembrance 2) Inside Out 3) Scarlet 4) A Little Bit Of Savoir Faire 5) The Dreamspeaker 6) You And Me 7) Detuned Promenade 8) Are You Gonna Get It 9) Tears In Her Eyes 10) Something Happened 11) Lord Of The Flies

Durata:

40:09

Con:

Michele Pin, Luca Somera, Roberto Grillo, Elena Zanette, Enrico Sanson, Elia Celotto, Alberto Petterle, Daniele ‘Mugnegne’ Nave, Alberto Mazzer, Federico Gava, Francesco Zappalorto, Andrea Mazzer, Sabrina Pizzol, Giulia Somera, Alberto Stefan, Lorenzo De Luca

l’ora del pop-gressive

x Etta Pulp (no ©)

Avendo sott’occhio l’occhiello qualcuno penserà: «Che cazzo scrive ‘sta cogliona, pop-progressive … e quando mai!». Eppure è notorio come Yes, Genesis e King Crimson trovassero fonte d’inspirazione nei Beatles, e per qualche esperto di progressive il “Sgt. Pepper’s” di questi ultimi può addirittura essere considerato un precursore di tale genere (storiadelrock/progressive).
Superato così lo scoglio più scoglioso, cercherò di fiondarmi nel difficile compito di descrivere questo “In God We Trust” - chissà se c’è citazione dei Dead Kennedys o se la polvere copre un’autentica fede religiosa? - dove si ascolta una musica melodica e sufficientemente articolata, piuttosto ricca quanto ad atmosfere e a strumentazione utilizzata. Oltre ai tre Dust effettivi, tutti polistrumentisti, si conta infatti la presenza di ben 13 ospiti. Interessante è soprattutto l’uso degli strumenti ad arco (Elena Zanette, Enrico Sanson, Elia Celotto e Alberto Petterle, presenti in ben 3 brani) che si integra nell’insieme senza che in esso si rifletta mai l’ombra del più tipico rock neoclassico. Forse avrebbe giovato l’inserimento di più episodi strumentali – ad onta dei soli The Dreamspeaker e Detuned Promenade - dacché le maggiori deficienze del disco si concentrano nei pezzi cantati (tutti in inglese): da una parte i difetti associati alla pronuncia dei non madrelingua e dall’altra alcuni testi troppo prolissi, più adatti a un disco di tipo cantautorale, e non sufficientemente musicali. Un plauso alla confezione, ottima per un CD-R autoprodotto, corredata da un pieghevole di 8 pagine con testi ed elenco degli ospiti brano per brano.


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Data Recensione: 13/9/2015
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